
Il designer inglese Tom Price ha dato vita a una sedia particolarissima, praticamente unica nel suo genere: la ‘PE stripe meltdown chair’, come dice il nome, è una fusione di colori e di materiali, che esplodono in un mix quasi surreale.
Per realizzarla, il designer ha utilizzato alcuni tappeti in plastica colorati e un solido telaio in acciaio inox; la Meltdown Chair sembra un’opera d’arte, da inserire in un contesto contemporaneo, frizzante e di design.
E’ lo stesso Tom Price ad affermare che la sua Meltdown Chair è una
“collaboration with materials, processes and phenomena and it’s a product of their mutual consent”
Su Designboom altre immagini di questo pezzo coloratissimo ed entusiasmante.
E’ sinuosa, scultorea, accattivante: è la chaise longue ideata dalla designer polacca Karolina Ferenc.
Si chiama Aeroply ed è stata creata col preciso intento non solo di assomigliare, ma anche di avvolgere perfettamente le curve di una donna.
Dunque una chaise longue decisamente “femmina”, che nulla ha da invidiare ad opere d’arte contemporanee, adatte a contesti eleganti e raffinati.
La Aeroply di Karolina Ferenc è realizzata in legno ecologico per ben sposarsi con ambienti accoglienti e visivamente riposanti.
Via | Trendhunter
Il designer William Lee ha ideato una seduta che a prima vista non sembra affatto tale: la Conform Chair ha infatti un design ultraminimale e decisamente geometrico che nulla ha a che vedere con le forme e i volumi delle sedie a cui siamo abituati.
La struttura trapezoidale della sedia di William Lee, disponibile in due colorazioni decise (rosa e verde), sostiene un quadrato in tessuto elastico, teso ma pronto a deformarsi e ad adattarsi alla forma e al peso del corpo.
Le Conform Chairs cambiano così volto a seconda di come vengono utilizzate, ripensano in modo del tutto inedito un complemento d’arredo fondamentale in qualunque ambiente, che sia casalingo oppure no.
Via | Design-milk
Karim Rashid ha firmato la sua ultima serie di arredi per la finlandese Punkalive: si chiama Matryoshkarim Nesting Furniture e risponde perfettamente ai dettami dell’azienda, pur senza rinunciare alle linee e ai colori che contraddistinguono il prolifico designer canadese in ogni suo lavoro.
Matryoshkarim si ispira naturalmente alla celebre bambola russa, come dice il nome, e ne prende spunto per dare vita a una serie di arredi da poter riporre uno dentro l’altro per non occupare più spazio del necessario: una chaise longue, un tavolino e un poggiapiedi, il perfetto angolo per la lettura o per il relax.
Il legno chiaro si fonde con l’immancabile rosa e le linee, per quanto discretamente minimali, non si discostano dalle curve, tanto care a Karim Rashid. Nel complesso tuttavia una serie salvaspazio, in grado di rispondere alle esigenze di metrature più generose, ma anche di quelle più ridotte. Con un pizzico di stravaganza.
Via | Freshome
Il designer coreano Sanil Choi ha creato una seduta originale partendo dal concetto dell’unione tra due elementi separati, grazie a un terzo fattore rappresentato in questo caso dal bottone, lo stesso che nell’abbigliamento tiene insieme due lembi differenti di tessuto.
Così, nell’evocativa Button Chair, seduta e schienale sono due elementi a sè stanti, che vengono uniti da quattro “bottoni” che potrebbero somigliare proprio a quelli di una camicia.
La seduta dunque si distacca completamente dallo status di pezzo unico, sfacciatamente rappresentato ad esempio dalla pioneristica Panton Chair, per ostentare invece la sua natura dapprima divisa e poi riunita.
Via | Design-milk
Se state cercando una seduta informale e soprattutto originale per il vostro banco snack, gli sgabelli Out of Balance potrebbero stupirvi.
Si tratta infatti di oggetti disegnati da Thorsten Franck con uno spirito piuttosto giocoso e divertente, e realizzati grazie a un principio simile a quello delle uova: questi sgabelli infatti rimangono in equilibrio grazie alla collocazione di un peso sul fondo.
La seduta però risulta dondolante e quindi potenzialmente instabile, ma probabilmente anche molto stimolante. Con un piccolo dubbio per chi come me fatica già di default a sedersi su sgabelli alti.
Un altro aspetto interessante però di questi oggetti, è il movimento che possono regalare ad un ambiente, anche quando non sono utilizzati: basta infatti scendere dalla seduta, per provocare un dondolio che potrebbe durare anche diverso tempo, mutando dunque la percezione visiva di tutto il contesto.
Via | Freshome
Skin Collection è una serie di sedute ideate da Pepe Heykoop e rivestite in pelle. Non si tratta però di una finitura “tradizionale”, ma di un’idea particolare sia nella resa estetica che nel significato.
La pelle con cui sono rivestite le sedute infatti proviene dagli scarti delle aziende che la utilizzano per la produzione; i ritagli così ottenuti sono assemblati e cuciti insieme in modo da creare pezzi ogni volta unici.
La Skin Collection verrà esposta al DMY Berlin nel mese di giugno.
Poltrona o tappeto? L’interpretazione visiva e funzionale di questo oggetto, chiamato Loop Chair, è effettivamente ibrida, a metà strada tra una seduta vera e propria e un rivestimento a pavimento, che invita a un realx easy e sicuramente accogliente, con colori informali e piacevoli.
Loop Chair è stata ideata dalla designer olandese Sophie de Vocht per Casamania e presentata al Salone del Mobile 2011.
L’oggetto è stato realizzato con la tecnica del tufting, tipicamente utilizzata per i tappeti, che rende questa seduta ancor una volta un elemento fortemente contaminato.
Via | Designstores
In occasione del Salone del Mobile 2011, conclusosi qualche giorno fa a Milano, il brand Sawaya & Moroni ha presentato una particolarissima seduta ideata dalla famosa designer Zaha Hadid: si chiama Z-Chair ed è una sedia che non ci si aspetterebbe.
Realizzata in acciaio lucido, la Z-Chair sembra cambiare forma a seconda della prospettiva con cui la si guarda: questa particolarità rappresenterebbe il sunto del design contemporaneo e della ricerca della designer nel campo.
La semplicità di questa seduta, che disegna nell’aria uno zig-zag molto particolare, ne decreta dunque anche l’estrema eleganza, che potrebbe renderla facilmente un’opera d’arte scultorea.
Non a caso, la Z-Chair è prodotta in un’edizione limitata di soli 24 pezzi.
Via | Design4now
L’anno scorso avevamo intervistato il designer Tokujin Yoshioka in merito alla collezione The Invisibles, realizzata per Kartell e presentata al Salone del Mobile 2010. Quest’anno il progetto “invisibile” continua con la collezione “The Invisibles Light”, che sarà presentata al Salone del Mobile 2011.
La nuova collezione riprende sostanzialmente quella precedente, rendendo però le forme in acrilico trasparente ancora più sottili e snelle, in modo da creare oggetti quasi eterei.
In effetti l’intento del designer è proprio quello di dare vita ad oggetti che si “sciolgano” nella vita quotidiana delle persone come l’aria, che scappino dal mondo materiale, dando vita con la luce a presenze del tutto inedite e come sospese.
Guardando le immagini di questa serie di tavoli e sedute, l’impressione è proprio quella di incontrarsi con entità leggere, impalpabili, quasi, appunto, invisibili.
Via | Dezeen