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Tutti gli articoli con tag seduta

Gat, la sedia per esterno ispirata all'eleganza felina, by Calma

pubblicato da olivia

Gat Chair by Calma

L’equilibrio della natura, l’armonia dei suoi elementi, l’eleganza delle sue creature: tutti concetti racchiusi in Gat, la sedia per esterno prodotta da Calma per SerraydelaRocha.

Gat si ispira all’eleganza felina non solo nel tratto lineare, ma anche nella sua tendenza all’ecocompatibilità, come nelle intenzioni dei suoi produttori, e quindi al rispetto dell’ambiente, proprio come accade a un gatto, sinuoso e disinvolto nel suo equilibrio con la natura.

Equilibrio e ispirazione che dovrebbero valere per qualunque arredo indoor, ma che a maggior ragione viene espresso in pezzi destinati all’outdoor e quindi all’incontro diretto con la natura.

Gat Chair by Calma Gat Chair by Calma Gat Chair by Calma

Via | Feniture

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OFO Chair, la seduta-libreria by Solovyov Design

pubblicato da olivia

OFO Chair

L’incontro tra sedute di vario genere e soluzioni di storage per i libri, non è questione nuova, ma connubio già sperimentato da divani e poltrone; tuttavia una sedia concepita in modo da creare uno spazio talmente ampio per riporre i libri da apparire a tutti gli effetti come una libreria, senza d’altra parte disturbare la comodità della seduta, è quantomeno degna di nota.

Si chiama OFO Chair ed è stata disegnata dallo studio Solovyov Design proprio con l’intento di creare un connubio tra due funzionalità diverse, ma anche tra l’oggetto proprio dell’esperienza “lettura” e il concetto di poterla godere con gusto e comodità.

La OFO Chair, caratterizzata da accattivanti linee sinuose, è disponibile in diverse tonalità decise oppure in differenti combinazioni di colore, che la rendono adatta ad ambienti frizzanti ed energetici, permeati da uno stile tendente al contemporaneo, oppure che strizza l’occhio al pop.

OFO Chair OFO Chair OFO Chair

Via | DigsDigs

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"Out of the Strong Came Forth Sweetness": la seduta 'scolpita' di Ian McChesney

pubblicato da intweetion

Ian McChesney Out of the Strong Came Forth Sweetness

Splendida opera realizzata dall’architetto inglese Ian McChesney, questa “Out of the Strong Came Forth Sweetness” (La dolcezza nasce dalla forza) è un’ampia seduta che comprende una zona salotto ovale da cui si estende una stretta linea curva di 22 metri di altezza. L’ispirazione nasce dall’effetto generato da un cucchiaio che cola melassa: il risultato - come suggerisce il titolo - è una struttura solida e fluida allo stesso tempo.

“Out of the Strong Came Forth Sweetness” è stata commissionata da Derwent London per l’Angel Building: il nuovo ufficio progettato dagli architetti AHMM, vicino alla stazione della metropolitana di Angel a Islington (Londra). Una forma fluida, in contrasto con la natura molto razionale della costruzione circostante.

Il pezzo è realizzato in fibra di carbonio per renderlo forte e leggero e superare i limiti dati dalle dimensioni. Ian McChesney ha lavorato a lungo con gli ingegneri di Atelier One e ha poi seguito la progettazione con quelli della Gurit. Il tutto è stato realizzato in degli stabilimenti sull’isola di Wight.

Out of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesney

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Silk Chair, la seduta in seta di Åsa Karner

pubblicato da olivia

Silk Chair, la seduta in seta di Åsa Karner

Ridisegnare gli spazi con leggerezza, plasmando nuove figure delineate dalla luce che filtra tra linee discontinue, è stato l’intento della designer Åsa Karner, che ha creato per Alvi Design la Silk Chair.

Il nome di questa seduta si concentra sul materiale principale con cui è stata pensata e realizzata, ma anche sul concetto di trasparenza e leggerezza che questo stesso materiale trasmette sia al colpo d’occhio, sia al tatto e alla percezione linguistica: la seta.

La seduta vera e propria infatti è costituita da fili di seta, intrecciati e legati a una struttura portante in rovere. La percezione è quella di un’assenza quasi totale di peso, permeata inoltre da particolari giochi di luce inediti per una seduta.

Silk Chair, la seduta in seta di Åsa Karner Silk Chair, la seduta in seta di Åsa Karner Silk Chair, la seduta in seta di Åsa Karner

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Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson

pubblicato da olivia

Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson

Annika Göransson è una giovane designer svedese appena laureata, la quale cerca di creare oggetti che possano in qualche modo aumentare la curiosità di chi guarda e favorire la sperimentazione di chi realizza.

Mosaiik è la sua ultima creazione: si tratta di una seduta davvero molto particolare, ispirata alla resa del mosaico, ma non solo: una griglia in metallo costituisce la struttura e la base di partenza per la realizzazione dell’imbottitura.

Quest’ultima è costituita da 297 cubetti di schiuma che appaiono come le tessere dell’ipotetico mosaico, o se si preferisce, come i pixel di una figura virtuale, in realtà ispirati alla struttura di pannocchie e boccioli di girasole.

Mentre la parte anteriore della seduta è naturalmente resa liscia e confortevole, la parte posteriore può mostrare il vero e proprio retroscena della realizzazione.

Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson Mosaiik, la seduta mosaico di Annika Göransson

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Upside Down, la seduta-albero di Floris Wubben

pubblicato da olivia

Upside Down, la seduta-albero di Floris Wubben

Ispirarsi alla natura non significa soltanto cercare di emularla, ma talvolta anche di stravolgerla: è il caso di questa seduta, realizzata dal designer olandese Floris Wubben in collaborazione con l’artista Bauke Fokkema, che non solo si ispira, ma utilizza propriamente un elemento naturale invertendolo.

Upside Down infatti, proprio come dice il nome, è una seduta ricavata da un albero di salice, che però ne capovolge gli elementi: i rami costituiscono le “gambe” portanti, mentre il tronco, dove è stato ricavato il sedile vero e proprio, si trova sopra ai rami. Di fatto, si tatta di un “albero al contrario”.

Il risultato è una seduta “primordiale”, che evoca sensazioni ataviche, ma che forse interpreta anche visivamente la sofferenza di un albero tagliato.

Upside Down, la seduta-albero di Floris Wubben Upside Down, la seduta-albero di Floris Wubben Upside Down, la seduta-albero di Floris Wubben

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Slow Sofa, la nuova seduta di Frederik Roijé

pubblicato da olivia

Slow Sofa, la nuova seduta di Frederik Roijé

Il designer olandese Frederik Roijé ha presentato la sua ultima creazione, una nuova linea di sedute chiamata Slow Sofa, altamente modulabile e ibrida fra due diversi elementi d’arredo.

Connubio tra divano, o poltrona, e coffee table, lo Slow Sofa ridisegna lo spazio della zona giorno, plasmandone la percezione, grazie alle diverse combinazioni possibli: con penisola, a tre posti, a due posti, a un posto con poggiapiedi.

Il tavolino da salotto non è più un complemento staccato dunque, ma diventa parte integrante della seduta come piano d’appoggio indispensabile e come prolungamento della stessa, andando a integrarsi perfettamente in un contesto d’arredo contemporaneo, e per funzionalità, e per design.

Slow Sofa, la nuova seduta di Frederik Roijé Slow Sofa, la nuova seduta di Frederik Roijé Slow Sofa, la nuova seduta di Frederik Roijé

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"Magica", la sedia ultra-minimale di Davide Conti

pubblicato da olivia

Non è certo la prima volta che vediamo pezzi d’arredo “sospesi”, non solo minimali e leggeri, ma quasi impalpabili o presunti tali, come se la forza di gravità non esistesse, nemmeno per chi li utilizza. Ma ci sono alcuni di questi arredi o complementi, che risultano davvero affascinanti.

“Magica” è la sedia con cui il designer Davide Conti ha vinto il Furniture Design Competition 2010 indetto da Design Quest: una sedia che grazie ai pannelli in plexiglass crea l’illusione di una forma più che minimale, più che essenziale, quasi inesistente, in netto contrasto con il legno chiaro o scuro delle due versioni.

Soprattutto il profilo di Magica risulta quindi regale, altezzoso, superbo, pur nella sua estrema e apparente semplicità di forma, una forma che potrebbe arredare con grande eleganza spazi da alleggerire oppure già votati all’essenzialità del minimalismo.

Via | FurnitureStoreBlog

Magnus Olesen i-SIT, la seduta ergonomica dell'era tecnologica

pubblicato da olivia

Magnus Olesen i-SIT

Non a caso si chiama i-SIT, questa seduta ideata da Magnus Olesen: il nome è chiaramente ispirato alle moderne tecnologie e in particolare a tutti quei prodotti (targati Apple ovviamente) che iniziano per “i”.

In effetti anche le linee di questa seduta ricordano in qualche modo qualcosa di “robotico” e quindi di tecnologicamente avanzato; in ogni caso i-SIT è stata pensata per offrire un comfort ergonomico, grazie all’inclinazione regolabile, al cuscino e ai braccioli.

Solo una considerazione: questa seduta non ricorda un po’ troppo l’iconica Egg Chair di Arne Jacobsen??

Via | 3rings

Magnus Olesen i-SIT Magnus Olesen i-SIT Magnus Olesen i-SIT

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"Pulse": lo sgabello con porta-riviste di Fatih Can Sarioz

pubblicato da intweetion

Pulse di Fatih Can Sarioz

Potrebbe tranquillamente fare il paio con questo scaffale di Måns Salomonsen che vi segnalammo un paio d’anni fa, tanto che i nomi coincidono. “Pulse” è infatti anche lo sgabello che vi presentiamo oggi, realizzato dal designer turco Fatih Can Sarioz.

La linea di “Pulse” ricorda -appunto- la raffigurazione di un elettrocardiogramma, soprattutto quando se ne mette in fila più di uno. Linea che viene sfruttata egregiamente, con un incavo laterale utilizzato come porta-riviste. Un design ‘nervoso’ e molto dinamico. Completa il tutto un cuscino per rendere più confortevole la seduta e un efficace abbinamento di colori bianco-arancione.

Pulse di Fatih Can Sarioz

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