Ormai abbiamo capito che non è la funzionalità a muovere il designer svedese Fredrik Färg. In occasione della scorsa Stockholm Furniture Fair ha presentato la seconda serie di re:cover, una nuova suggestiva collezione di sedie di recupero, rivisitazioni fantasiose ispirate a tecniche sartoriali.
Basta un primo sguardo infatti per notare come queste semplici sedie siano state portate a nuova vita grazie a schienali realizzati come fossero colletti e baveri di feltro, cuciti, piegati, arricciati per avvolgere e sostenere chi si sieda. Neanche a dirlo, la collezione è stata presentata in passerella con vere modelle ad indossare gli schienali delle sedie.
Via | Designboom.com

Si chiama Formula Chair la nuova produzione di Miso Soup design, realizzata in eco-resine con macchine da taglio CNC che prevengono sprechi di materiale in produzione. Una sedia si ottiene, senza materiali di scarto, da circa 4 metri quadrati di resina.
Per rendere davvero eco-sostenibile il processo di realizzazione della sedia i due designer giapponesi Daisuke Nagatomo & Minnie Jan non hanno previsto per il suo assemblaggio né collanti né materiali metallici. Bella nelle sue trasparenze, intelligente nella sua progettazione, Formula Chair è purtroppo ancora solo un prototipo.
Via | Designspotter.com
La forma è essenziale, pulita, con gli angoli stondati e lo schienale largo: la sedia Gaia dello studio ispano-norvegese Tuyo Design fondato da María Margarita García Munzer e Pål Jacob Jacobsen, riesce a declinare con originalità una forma funzionale e minimale.
La struttura in legno chiaro (presumibilmente betulla o acero) è composta di listelli alternati a strisce di feltro nere e verdi che rendono la seduta confortevole. Unico tocco decorativo: alcune strisce di feltro sporgono dallo schienale, sul retro, per disegnare silhouette di uccellini tra le foglie. Presentata alla Stockholm Furniture Fair appena conclusa.
L’irlandese Gearóid Muldowney, fondatore dello studio Superfolk con base a Dublino, presenta in questi giorni la sua collezione di arredamento in legno alla Stockholm Furniture Fair. Sgabelli, tavoli e sedie sono ispirati alla tradizione vernacolare irlandese.
Il legno, di rovere e frassino, proviene da boschi controllati e gestiti in maniera sostenibile. L’intenzione di valorizzare il patrimonio culturale della sua ricca nazione porta poi Gearóid Muldowney a presentare a Stoccolma anche un simpatico accessorio: la borsa Aran, in cuoio rivestito con lana lavorata secondo l’uso tipico delle famose isole.
Superfolk, il folk irlandese in mostra alla Stockholm Furniture Fair

Sembrano partorite da un delirio da indigestione di Homer Simpson queste ciambelle giganti, ricoperte di stoffe dai colori golosi. Si tratta invece ovviamente di sedute, progettate dalla designer norvegese Camilla Hounsell Halvorsen.
Si chiamano Drops Pouf e sono realizzati con tubi gonfiabili ricoperti da strisce di tessuti di recupero assemblati con le tecniche tradizionali per realizzare nappe. Ne esiste anche una versione alta, Drops Chair, una sedia, in cui la “ciambella” viene montata su zampe d’acciaio.
Via | Furnishh.com
Se siete tra chi sogna tutte le notti di viaggiare sulla plancia di comando dell’Enterprise accanto al Capitano Kirk (sì, sì, noi siamo per i classici) e non si perde un raduno di Trekker per nulla al mondo, non saprete resistere al tavolo Enterprise di Marco de Gregorio.
Per tutti gli altri, questo tavolo e le sue sedie coordinate, sono comunque un esempio di elementi ben disegnati, realizzati in poliuretano per stampaggio ad iniezione, con una precisa ispirazione space-age, disponibili in bianco o in nero laccato lucido.
Via | Livingwithwhite.com
Enterprise, tavolo e sedie ispirate a Star Trek di Marco de Gregorio.

NONO NOn è una sedia e NOn è uno sgabello. È una seduta ischiatica (per intenderci una semi-seduta che permette un appoggio pur rimanendo in piedi), ideale quindi per brevi pause o per situazioni dinamiche, che poggia su tre zampe ed è alta 70 centimetri da terra.
NONO è un prototipo progettato dal giovane designer bresciano Stefano Soave e realizzato in questo caso in legno, ma pensato per una produzione in massa in polipropilene utilizzando la tecnologia dello stampaggio a iniezione assistito a gas.
Human Furniture, arredamento “umano”, forse una nuova frontiera del design moderno: si tratta di concepire parti del corpo umano come possibili arredi funzionali al loro scopo in quanto mobili.
Peter Harvey si è ispirato a questo concetto per creare le “Tongue and Cheek”, delle ironiche sedie a forma di lingua, che sembrano adattarsi bene alla posizione corretta del corpo, almeno ad occhio.
Tongue and Cheek, che in qualche modo evoca anche un certo erotismo, è una sedia adatta sia all’indoor che all’outdoor e deve molto, probabilmente, anche ai classici miti del design: forma di ispirazione a parte, le linee di queste sedie ricordano vagamente quelle delle Panton Chair, mentre l’incontro di materiali diversi e colori molto accesi, richiama gli sgabelli Boss di Cattelan.
Via | FurnitureFashion
Il designer inglese Benjamin Hubert presenterà la prossima settimana al 100% Design di Londra la sua nuova collezione di sedie Pebble. Come dice il nome, queste sedute sono ispirate ai ciottoli levigati dalle onde del mare che si possono trovare sulle spiagge.
Realizzate in polietilene riciclabile attraverso un processo di stampaggio rotazionale e montate su solide zampe di legno di rovere, le sedie Pebble sono state declinate in quattro colori molto naturali, due sfumature di grigio e due di verde. La collezione comprende anche uno sgabello poggiapiedi.
Via | Doobybrain.com

Il problema delle sedie pieghevoli sta, nella maggiorparte dei casi, nel fatto che, una volta richiuse, sono davvero antiestetiche a guardarsi e non è detto che si abbia spazio a sufficienza per riporle al riparo dallo sguardo. Spesso poi anche ripiegate alcune sedie continuano a essere parecchio ingombranti.
Sheetseat è una sedia pieghevole ottenuta da un unico foglio di compensato, spesso poco meno di due centimetri. Una volta richiusa lo spessore torna ad essere quello del foglio e l’apparenza è quella di un cartone sagomato e pretagliato, con tanto di maniglia per portare la sedia o eventualmente appenderla per riporla.
Progettata dai designer turchi Efecem Kutuk & Ufuk Keskin, Sheetseat risulta così esteticamente piacevole, leggera, facile da trasportare, un solo dubbio può essere sollevato e riguarda il peso che riesca sopportare.
Via | Noquedanblogs.com