Scultrice, designer industriale e talentuosa ideatrice di spazi abitativi e giardini, la francese Cecile Planchais ha realizzato questa sedia in metallo dall’aspetto minimale che sfrutta le nuove tecnologie per assicurare una pausa ancora più confortevole a chiunque la utilizzi.
“Icila chair” è disponibile in bianco, grigio, nero e arancione ed è stata creata per essere riprodotta col minimo intervento meccanico. Tagliata e piegata da un singolo foglio di acciaio, non presenta quindi in fase di lavorazione nessun materiale di spreco. Con le recenti tecniche ecologiche, inoltre, le verniciature sono prodotte con una base vegetale che garantisce durata e un esiguo impatto ambientale.
La caratteristica principale di “Icilia” è però la presenza di un Qr code sulla seduta che, letto da un telefono cellulare abilitato, consente di riprodurre audio e testi. Non solo comfort: l’idea può essere sfruttata anche per fornire informazioni o incrementare l’esperienza interattiva di una mostra. Dopo il salto, una gallery della Icila.
Continua a leggere: "Icila Chair": la sedia che suona di Cecile Planchais
Continua il viaggio nel mondo della progettazione dello studio en&is design di Milano che in questo inizio di 2010 lancia una serie di progetti piuttosto interessanti a dimostrazione della versatilità di un duo che ama osservare la realtà, sperimentare forme e suggerire funzioni.
Dalla consolidata collaborazione con la Posaterie Eme nascono alcuni accessori per l’homewear piuttosto ingegnosi, come la lampada e il portafrutta Nido, nati dallo stesso concept, un festone semitrasparente di polipropilene da intrecciare su se stesso, il tappo gonfiabile Mascotte che si adatta al collo di qualsiasi bottiglia, o il nastro per dosare gli spaghetti Me and You and Everyone else.
Mentre tutti questi oggetti sono stati presentati durante la Settimana del Design come parte della collezione dell’osservatorio Daily Review, un’altra novità allarga la linea di prodotti di en&is fino a includere l’arredamento, ovvero la sedia Shine, dalla struttura in legno su cui poggia una leggerissima scocca in plastica lucida, progettata per Midj.

A4Adesign è un’azienda milanese che dal 2002 idea e produce oggetti e mobili in cartone alveolare. Realizza scenografie, allestimenti di spazi espositivi e commerciali, aree di ristorazione e d’intrattenimento per adulti e bambini, tutto esclusivamente in questo materiale eco-sostenibile, semplice, facile da gestire.
Proprio la duttilità del materiale consente realizzazioni che meglio si adattano ad ambientazioni personalizzate. Come quella ideata per dare forma e colore agli arredi itineranti di “Nati per Leggere”, in occasione dell’edizione di quest’anno del Salone del Libro di Torino: un progetto dedicato ai bambini in età prescolare, che coinvolge genitori, biblioteche, pediatri e scuole.
Piccoli arredi portatili, leggeri e robusti, che i più piccoli riescono a montare e smontare in modo semplice e autonomo. Un kit in un gioco di manualità e incastri che comprende tavolini, sedie (anche per gli adulti), pocket-pouf e ancora moduli di librerie, scatole per esporre e trasportare libri, scenografie e decorazioni. Il tutto, come nella consuetudine A4Adesign, esclusivamente in cartone riciclato e riciclabile. Dopo il salto, una gallery con i prodotti del kit.

Designer parigino specializzato in industrial design, packaging e design di interni, Arthur Bodolec ha pensato bene di sfidare con la sua creatività, uno degli elementi di arredo più difficili da innovare: la sedia. Il risultato sono queste due “Astonishing Jack”: una più ’seriosa’, nascosta in un cubo, l’altra di ispirazione ‘floreale’, colorata e più simile a un bocciolo.
In entrambi i casi, imprimendo pressione allo spazio della seduta, i contenitori si ‘aprono’ e rivelano il resto del mobile. Negli intenti di Bodelec, la sedia accoglie la persona e si muove come animata dall’esigenza di chi la utilizza.
Per rendere l’effetto non bastano le immagini né le foto. Arthur Bodelec ha quindi realizzato un video che illustra in maniera elegante e precisa il funzionamento. Lo trovate dopo il salto.
Continua a leggere: "The Astonishing Jack": le sedie 'vive' di Arthur Bodolec

Praticamente una sfida. Poi -certo- anche un’esibizione e un lavoro di design e di arredamento. Prima di ogni cosa però, questo “24 hour chairs” è una sfida. Al tempo, alla creatività e alla materia in questione: il legno. Un tour de force autoimposto che ha dato notevoli risultati.
Andy Hall è un designer di Chicago che ha fondato Hall Manufacturing la sua piccola ditta con cui propone oggetti di arredo e mobili, tutti molto particolari e con un approccio ai materiali sempre assolutamente personale.
Il 22 gennaio di quest’anno, Hall si è lanciato in un’impresa: progettare e costruire una sedia ogni ora trascorsa nello spazio che ha poi ospitato l’esibizione “Pop-Up Art Loop” di Chicago. Quattro sedie al giorno, per sei giorni. Ogni ora un progetto veniva disegnato e poi completato realizzando un prototipo. Praticamente una giornata di lavoro distribuita in meno di una settimana.
Continua a leggere: "24 hour chairs" di Andy Hall: quattro sedie al giorno, per sei giorni

Enzo Mari non ha sicuramente bisogno di presentazioni. Il suo geniale approccio al design è entrato nella Storia e così come la capacità di creare oggetti funzionali che celebrano la sua visione etica di un mondo in cui la dignità del lavoro venga rispettata.
Dalla serie “Autoprogettazione”, nata dalla creatività di Mari nel lontano 1974, arriva questa “Sedia 1″, realizzata in collaborazione con la società finlandese Artek che si occupa -ovviamente- di arredamento. Un’idea rivoluzionaria per l’epoca: mettere in commercio dei prodotti che valorizzassero il gesto di assemblarli da soli.
L’ennesimo esempio di come il design italiano abbia avuto davvero un peso importantissimo in tutto il mondo. Grazie a menti geniali come quella di Enzo Mari di cui proprio Artek celebra i 75 anni di attività con una mostra allo Spazio Rossana Orlandi. Mentre il grande designer presenterà un breve documentario al Museo della Triennale per spiegare il concept di “Autoprogettazione” e mostrerà come costruire “Sedia 1″

Le sue posate mangiucchiate “Bite”, hanno fatto il giro del web la scorsa settimana, complice anche il tema denunciato della fame nel mondo. L’interesse per Mark A. Reigelman II è comunque del tutto giustificato, visto che realizza da tempo prodotti di design e installazioni davvero valide, con un approccio obliquo e innovativo.
In collaborazione con lo studio che porta il suo nome, sfida continuamente i luoghi comuni con oggetti molto semplici e funzionali (molto belli i suoi “Stair Squares” e la sua sedia “Duct Tape”) oppure divertendosi a modificare con degli interventi spiazzanti i luoghi della nostra quotidianità.
E’ il caso di questa installazione denominata “Home Sweet (Bus Stop) Home” in cui modifica le pensiline utilizzate per attendere gli autobus in vere e proprie stanze. Piccoli ambienti eleganti, ricchissimi di dettagli, dove (nel caso specifico) prendere un tè alla luce di una lampada da tavolo. La provocazione è evidente e riguarda -con intelligente ironia- tutte le persone meno fortunate per cui certi spazi urbani diventano una risorsa. Un ottimo modo per ricordarcene.

Second Skin è la nuova linea di mobili in legno progettati da Lotte van Laatum.
Un albero si trasforma in legname che a sua volta è materia per dar forma ai mobili: proprio per rispettare il naturale ciclo di vita degli alberi e rispettare la loro natura, per la linea Second Skin è stato scelto legno preso da mobili di seconda mano.
Il legno riciclato è stato sottoposto ad un processo di fresatura e alcuni rami sono stati scansionati e con un programma 3D sono stati trasformati in sedia.
Il risultato sono dunque mobili con una forma iconica, ispirata al modo in cui un albero cresce.
Via | mocoloco.com

Una nuova “Superleggera”. Al di là delle differenze tecniche e formali, l’esito della ricerca concettuale che il brillante studio giapponese Nendo, più volte recensito sulle pagine di Designerblog, ha elaborato per la nuova Cord Chair non sembra allontanarsi troppo dal capolavoro di Gio Ponti.
La sedia, infatti, stupisce per l’esilissima leggerezza aerea della sua struttura, possibile grazie ad una armatura in tondino metallico rivestita di legno di acero intagliato a mano. Una soluzione, questa, che permette di raggiungere un diametro delle gambe incredibilmente sottile: solo 15 mm.
La sedia è stata prodotta in occasione del lancio della mostra Ghost Stories, la personale sullo studio giapponese fondato da Oki Sato che verrà inaugurata domani al Museum of Arts and Design di New York.
Via | Designboom

Davvero molto orginale l’ultima creazione di Ka-Lai Chan; una sedia protuberante realizzata come rappresentazioni di quelle emozioni soppresse che per quanto si cerca di tenerle sotto la superficie, tendono sempre a venir fuori. Ciò è raooresentato attraverso degli elementi in tessuto che emergono rigonfiandosi dalla tappezzeria in simil pelle.
Il contrasto concettuale tra la forma e ciò che emerge da sotto ad essa è rimarcato da un parallelo contrasto cromatico in cui la tappezzeria nera è rotta da elementi tissutali di colore chiaro. Il tutto va a costituire una creazione molto originale che però lascia inevitabilmente qualche dubbio sulla comodità e sulla funzionalità dell’oggetto stesso.
Via | Dezeen.com