
Le sue posate mangiucchiate “Bite”, hanno fatto il giro del web la scorsa settimana, complice anche il tema denunciato della fame nel mondo. L’interesse per Mark A. Reigelman II è comunque del tutto giustificato, visto che realizza da tempo prodotti di design e installazioni davvero valide, con un approccio obliquo e innovativo.
In collaborazione con lo studio che porta il suo nome, sfida continuamente i luoghi comuni con oggetti molto semplici e funzionali (molto belli i suoi “Stair Squares” e la sua sedia “Duct Tape”) oppure divertendosi a modificare con degli interventi spiazzanti i luoghi della nostra quotidianità.
E’ il caso di questa installazione denominata “Home Sweet (Bus Stop) Home” in cui modifica le pensiline utilizzate per attendere gli autobus in vere e proprie stanze. Piccoli ambienti eleganti, ricchissimi di dettagli, dove (nel caso specifico) prendere un tè alla luce di una lampada da tavolo. La provocazione è evidente e riguarda -con intelligente ironia- tutte le persone meno fortunate per cui certi spazi urbani diventano una risorsa. Un ottimo modo per ricordarcene.

Second Skin è la nuova linea di mobili in legno progettati da Lotte van Laatum.
Un albero si trasforma in legname che a sua volta è materia per dar forma ai mobili: proprio per rispettare il naturale ciclo di vita degli alberi e rispettare la loro natura, per la linea Second Skin è stato scelto legno preso da mobili di seconda mano.
Il legno riciclato è stato sottoposto ad un processo di fresatura e alcuni rami sono stati scansionati e con un programma 3D sono stati trasformati in sedia.
Il risultato sono dunque mobili con una forma iconica, ispirata al modo in cui un albero cresce.
Via | mocoloco.com

Una nuova “Superleggera”. Al di là delle differenze tecniche e formali, l’esito della ricerca concettuale che il brillante studio giapponese Nendo, più volte recensito sulle pagine di Designerblog, ha elaborato per la nuova Cord Chair non sembra allontanarsi troppo dal capolavoro di Gio Ponti.
La sedia, infatti, stupisce per l’esilissima leggerezza aerea della sua struttura, possibile grazie ad una armatura in tondino metallico rivestita di legno di acero intagliato a mano. Una soluzione, questa, che permette di raggiungere un diametro delle gambe incredibilmente sottile: solo 15 mm.
La sedia è stata prodotta in occasione del lancio della mostra Ghost Stories, la personale sullo studio giapponese fondato da Oki Sato che verrà inaugurata domani al Museum of Arts and Design di New York.
Via | Designboom
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Tazze, bicchieri, macinapepe, barattoli da cucina, le collezioni decorate con i codici e i colori Pantone si vanno ormai moltiplicando. Sia per gli amanti dei gadget multicolore, sia per gli ossessivi monocromatici, la gamma di sfumature è vasta così come quella di prodotti declinati nei codici Pantone.
Il marchio italiano Seletti si va ad aggiungere a questa nutrita gallery proponendo, oltre a delle belle scatole di latta in vari colori, anche le sedie pieghevoli Pantone. Realizzate in pelle sintetica e metallo, sono disponibili in sei colori: pastel lavender, royal purple, macaw green, mimosa, il colore Pantone 2009, ruby red e cool grey.
Via | Ifitshipitshere

Davvero molto orginale l’ultima creazione di Ka-Lai Chan; una sedia protuberante realizzata come rappresentazioni di quelle emozioni soppresse che per quanto si cerca di tenerle sotto la superficie, tendono sempre a venir fuori. Ciò è raooresentato attraverso degli elementi in tessuto che emergono rigonfiandosi dalla tappezzeria in simil pelle.
Il contrasto concettuale tra la forma e ciò che emerge da sotto ad essa è rimarcato da un parallelo contrasto cromatico in cui la tappezzeria nera è rotta da elementi tissutali di colore chiaro. Il tutto va a costituire una creazione molto originale che però lascia inevitabilmente qualche dubbio sulla comodità e sulla funzionalità dell’oggetto stesso.
Via | Dezeen.com
Ormai la parola “riciclo” è diventata un must in molti progetti di designer in giro per il mondo, e ogni volta ci si “ingegna” per trovare l’idea più curiosa e anche eco-friendly possibile. In questo caso mi riferisco alla sedia SIE43 progettata dal designer polacco Pawel Grunert, una struttura in acciaio che “ospita” decine di bottiglie di plastica.
Questa seduta ci dà la possibilità di poterci “adagiare” su delle autentiche bottiglie di plastica, e quando ci accorgiamo che qualche bottiglia si “ammacca” possiamo sempre sostituirla con un’altra uguale o differente, a seconda dei nostri gusti estetici.
La cosa curiosa è la forma organica che prende questa sedia una volta che avremo “montato” sopra la struttura tutte le nostre bottiglie. Questo progetto è stato presentato alla mostra Eco Trans Pop alla galleria milanese Colombari, in occasione dell’ultimo Salone del Mobile a Milano.
Via | contemporist

La Lucy Chair, creata da Darlene Molnar, è una sorta d’omaggio alla lounge chair PK22 di Poul Kjaerholm. L’idea è quella di emulare l’originale sedia in acciaio e pelle, andando però ad ottenere la creazione dal legno; la creazione di Molnar, infatti, è ottenuta utilizzando un foglio di compensato spesso 1.5 mm tagliato al laser per ottenere gli ornamenti che carazzerizzano la seduta.
La fantasia ottenuta attraverso il taglio laser permette alla sedia di creare degli accattivanti giochi di luce quando è investita dalla luce diretta, creando tutto intorno un gioco di forme che va a completare il fascino dell’oggetto stesso. Ciò la rende un complemento d’arredo perfetto per un patio o un giardino.
Via | Design-milk.com
Ecco un video che i cultori degli Eames non potranno non apprezzare. Nel 1956, Charles e Ray spiegano ai telespettatori del canale americano NBS le caratteristiche del loro lavoro e l’evoluzione dei loro progetti. In studio tutti i loro pezzi più importanti, dalla sedia in legno curvato LCW (Lounge Chair Wood) del ‘45 ai modelli post bellici in plastica, tutti per Hermann Miller. Fino poi al colpo di scena, l’anteprima della loro icona assoluta, la lounge chair n. 670 (perchè abbiamo perso la bella abitudine di presentare questo genere di anteprime in televisione?).
Il segreto del design degli Eames, spiegato alla presentatrice Arlene Francis? “Non fare niente “for fashion”. La nostra azienda non ci ha mai richiesto qualcosa per il mercato”. Curioso anche l’epiteto lanciato per presentare Ray al pubblico: “Dietro un uomo si successo c’è sempre una donna interessante e capace”. Seguite il link per vedere la seconda parte del filmato.
Via | Detnk
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Super Sexy chair è l’ultima creazione di Marco Pulido, un giovane e promettente designer messicano che lavora, ormai da tempo, in Europa e più precisamente in Belgio. La seduta è concepita per essere la coniugazione tra comodità ed eleganza; il tutto correlato da una restistenza di 136 Kg.
La sedia è composta da due semplici e stilosi profili in alluminio, abbinati ad un piano di materiale plastico, disponibile in diverse colorazioni, che completa la seduta. Super Sexy Seat risulta essere per questo un elemento adatto sia all’esterno che agli ambienti interni.
Via | Zavodbig.com

Superare l’incontrastata leggerezza della Superleggera di Gio Ponti approfittando della tecnologia dei nuovi materiali del XXI secolo. Questo il perimetro del progetto di Shigeru Ban, celebre architetto giapponese famoso per l’utilizzo di materiali non convenzionali nelle sue architetture temporanee, qui alle prese con un progetto su scala ridotta per questa Carbon Fiber Chair, presentata alla Triennale nei giorni del Salone del Mobile all’interno di Tokyo Fiber Senseware, la mostar dedicata alle applicazioni dei nuovi materiali tessili giapponesi.
La sfida è resa possibile grazie all’utilizzo del Tenax (che non è in questo caso la celebre discoteca fiorentina nota per i suoi fasti underground negli anni ‘80), materiale realizzato in fibra di carbonio e qui accoppiato all’uso di strati alternati di alluminio.
Via | Designboom
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