L’ispirazione è nata osservando quei ‘momenti’ in cui siamo solo impegnati a sederci. Riflettendo su tutte le attività che facciamo quando ci sediamo: i momenti in cui leggiamo, beviamo una tazza di caffè, lavoriamo, conversiamo. “Moment” è nata dall’analisi di queste situazioni.
Descrive così il designer Khodi Feiz la chiave per interpretare il lavoro necessario a ottenere la sua “Moment”: una sedia alla ricerca di nuove soluzioni funzionali, che riflettano maggiormente i nostri gesti quotidiani, proprio come le vecchie sedie in legno nelle aule scolastiche con un ripiano integrato nella struttura.
“Volevamo creare una sedia che fosse un ibrido, un unico pezzo composto da due funzionalità interconnesse tra loro, unite insieme. […] Il gesto di aprire e chiudere (il ripiano) insiste sul concetto di privato e pubblico, suggerendo agli altri se siamo disposti a conversare o impegnati nel lavoro: come una sorta di indicatore”, continua Feiz. Il risultato è un oggetto semplice, elegante e accogliente, che verrà presentato da Offecct durante la prossima edizione della Stockholm Furniture Fair in febbraio.
Più che una sedia è la sua versione priva di tutto il materiale superfluo. Partendo infatti da una seduta squadrata e minimale, lo staff di JDS Architects è arrivato a ideare questa “Bone Chair”: dove il nome (osso) sta appunto ad indicare la struttura essenziale, i requisiti minimi che si possono ottenere lavorando sulle superfici in eccesso.
Il risultato è il prototipo di una sedia in impiallacciato, scarna ma elegantissima, che sembra l’opera di un abile chirurgo alle prese col design. Misura 440 x 440 x 850 mm e il team ha scelto di mantenere anonimo il committente. La vedremo presto in produzione?
Per il concept store di Fauchon a Casablanca, il designer francese Mahdi Naim ha ideato le Fauchon Chair, sedie ironiche e modernissime che non possono non saltare subito all’occhio.
Gli incontri cromatici di queste sedie risultano davvero interessanti, poichè mettono in contrasto il rigore del nero con la vivacità di colori brillanti e accesi come il rosa, il verde o il blu.
Ma l’aspetto più interessante di queste sedie è il “portaoggetti” ricavato dal particolarissimo schienale, un posto dove poter sistemare comodamente qualunque borsa.
Anche le linee di queste sedie appaiono frizzanti e divertenti, adatte a colorare e a vivacizzare interni molto moderni.
Via | Decorfair

Tiene fede al nome (al dire il vero un po’ abusato…) questa “Trio”: seduta realizzata dalla designer israeliana Dana Sarel. Elegantissima, tutta giocata sul vuoto come elemento tra le tre superfici di legno laminato e curvato per adattarsi morbidamente alla silhouette, unite tra loro da giunture in gomma per aggiungere flessibilità alla sedia.
Minimale e molto curata nei dettagli, “Trio” trasmette un piacevole senso di sospensione. Disponibile in tre diverse colorazioni del legno, è in vendita a 1200 dollari e può essere richiesta direttamente alla designer inviando una mail a questo indirizzo: dushadesign AT yahoo.com

L’idea nasce dall’osservazione degli spazi abitativi nelle grandi metropoli come Hong Kong. E’ partita da qui Wing Fung Ng, la designer tedesca di origini cinesi per realizzare “Changeable”: una sedia che si trasforma in tavolo da caffé in un unico gesto.
Lo scopo di questo lavoro (presentato al recente “DMY international design festival” a Berlino) è ovviamente quello di sfruttare al massimo i metri quadrati disponibili, visto che in un monolocale spesso salone, sala da pranzo e cucina coincidono.
E’ Wing Fung Ng stessa a suggerirci gli usi possibili del suo “Changeable”, che può diventare anche una postazione per utilizzare il proprio computer portatile o offrire un piano d’appoggio integrato nella sedia stessa quando il tavolo viene chiuso. Dopo il salto, una gallery con le immagini del prodotto.
Continua a leggere: "Changeable": la sedia - tavolo da caffè di Wing Fung Ng
Non è la prima volta che assistiamo a una rivisitazione dei mobili Ikea in una qualche chiave inedita: il designer Kenyon Yeh è riuscito a creare arredi completamente nuovi e diversi, pur partendo dai pezzi Ikea, montati però in maniera totalmente differente.
La designer tedesca Judith Delleman ha invece riciclato una vecchia sedia Ikea, trasfigurandone completamente l’aspetto, servendosi però sempre di qualche cosa di “ikeano”.
Ne è risultata la “Pencil Chair”, la sedia Ikea riveduta e corretta con l’aggiunta di decine di matite Ikea, proprio quelle che inconsapevolmente ci portiamo sempre a casa ogni volta che torniamo da un negozio della catena svedese.
Davvero curiosa questa sedia, che a colpo d’occhio potrebbe ricordare un certo stile rustico, proveniente dal passato, ma con un’anima provocatoriamente moderna.
Via | FurnitureFashion
Della Darwin Chair di Stefan Sagmeister, presentata la scorsa settimana al Design Miami/Basel, non avevamo ancora parlato, ma si tratta di una creazione che merita di essere vista.
Il concetto alla base di questa singolare sedia è attualissimo e risponde alle esigenze sempre più diversificate di oggi: personalizzare è la parola chiave, una personalizzazione che deve andare oltre la serialità, che tuttavia è alla base di ogni produzione odierna.
Così la Darwin Chair propone una soluzione in grado di rendere questa sedia unica per ogni occasione e diversa ogni volta che lo si desidera, rispondendo così anche ai concetti di trasformabilità e adattabilità.
Oltre 200 sono i fogli che la rivestono, ognuno con una stampa differente, da sfoggiare e cambiare in qualunque istante con pochi gesti. Una sedia a dir poco versatile, plasmabile secondo l’ambiente che la circonda e in grado sicuramente di soddisfare qualunque necessità estetica.
Via | Dezeen

Forse sono più essenziali che semplici: minimali e mai banali, i mobili realizzati da Max Laurell. Spartani e bellissimi esempi di come pur riducendo all’osso forme e assemblaggio si possano creare oggetti che spiccano per inventiva e qualità.
I prodotti di Laurell sono coloratissimi, interamente realizzati in legno. Geometrici in modo quasi ossessivo: panche, sedie, tavoli e perfino lampade. Tutto cercando di nascondere il più possibile alla vista gli elementi che tengono insieme la struttura.
L’ispirazione è palese: la “The Red Blue Chair” di Gerrit Rietveld è qualcosa in più di un riferimento. Pur restando abbastanza nella scia, il risultato però è talmente efficace e personale che si fa perdonare la citazione. Dopo il salto una gallery dei principali modelli disponibili.
Continua a leggere: Semplici, coloratissimi e essenziali: i mobili di Max Laurell
Scultrice, designer industriale e talentuosa ideatrice di spazi abitativi e giardini, la francese Cecile Planchais ha realizzato questa sedia in metallo dall’aspetto minimale che sfrutta le nuove tecnologie per assicurare una pausa ancora più confortevole a chiunque la utilizzi.
“Icila chair” è disponibile in bianco, grigio, nero e arancione ed è stata creata per essere riprodotta col minimo intervento meccanico. Tagliata e piegata da un singolo foglio di acciaio, non presenta quindi in fase di lavorazione nessun materiale di spreco. Con le recenti tecniche ecologiche, inoltre, le verniciature sono prodotte con una base vegetale che garantisce durata e un esiguo impatto ambientale.
La caratteristica principale di “Icilia” è però la presenza di un Qr code sulla seduta che, letto da un telefono cellulare abilitato, consente di riprodurre audio e testi. Non solo comfort: l’idea può essere sfruttata anche per fornire informazioni o incrementare l’esperienza interattiva di una mostra. Dopo il salto, una gallery della Icila.
Continua a leggere: "Icila Chair": la sedia che suona di Cecile Planchais
Continua il viaggio nel mondo della progettazione dello studio en&is design di Milano che in questo inizio di 2010 lancia una serie di progetti piuttosto interessanti a dimostrazione della versatilità di un duo che ama osservare la realtà, sperimentare forme e suggerire funzioni.
Dalla consolidata collaborazione con la Posaterie Eme nascono alcuni accessori per l’homewear piuttosto ingegnosi, come la lampada e il portafrutta Nido, nati dallo stesso concept, un festone semitrasparente di polipropilene da intrecciare su se stesso, il tappo gonfiabile Mascotte che si adatta al collo di qualsiasi bottiglia, o il nastro per dosare gli spaghetti Me and You and Everyone else.
Mentre tutti questi oggetti sono stati presentati durante la Settimana del Design come parte della collezione dell’osservatorio Daily Review, un’altra novità allarga la linea di prodotti di en&is fino a includere l’arredamento, ovvero la sedia Shine, dalla struttura in legno su cui poggia una leggerissima scocca in plastica lucida, progettata per Midj.