The Move, Paper Animation from Mandy Smith on Vimeo.
Questa volta non si tratta di una stop motion, ma di un’animazione realizzata muovendo e trascinando piccole e delicatissime sculture di carta realizzate dalla designer, specializzata in paper design, Mandy Smith.
Ispirata dalle fatiche del suo vero trasloco ad Amsterdam, The Move è una piccola fantasticheria di una casa animata quasi per incanto dai mobili trasportati da un misterioso carretto. Nonostante la semplicità della trama, quel che sorprende è la cura con cui l’autrice ha disegnato e realizzato il set utilizzando solo la carta.
Sul sito di Mandy Smith (che nel suo profilo fa ironia sulla sua omonimia con la Mandy che negli anni ‘80 sposò Bill Wyman) trovate le foto di scena della casa, del suo interno e degli esterni, mentre su Vimeo trovate l’intera lista dei credits.
Via | The189.com

A scavare nei libri, si trovano cose interessanti. C’è chi lo fa in senso metaforico e chi invece, si arma di strumenti per affondare nella carta e ‘far emergere’ attraverso delle vere e proprie sculture, personaggi e atmosfere contenute nelle parole.
Alexander Korzer-Robinson, artista berlinese di nascita ma residente a Bristol, definisce i suoi lavori come degli ‘inner landscapes’: dei paesaggi interni (e ‘interiori’). Frammenti di illustrazioni e immagini che si muovono su più piani proprio all’interno della profondità del volume.
Il gusto di Korzer-Robinson è pesantemente e palesemente influenzato dalle stampe ottocentesche, con una vena surrealista che non può lasciare indifferenti. La passione per il dettaglio, l’abilità nell’incidere la carta e nel distribuire tutti gli elementi in una apparente tridimensionalità, fanno il resto. Dopo il salto, una gallery dei suoi -splendidi- lavori.
Continua a leggere: I libri 'in profondità' di Alexander Korzer-Robinson
Oggetti tridimensionali realizzati per servizi fotografici, packaging esclusivi come quello della vodka Sminoff, ali di carta per le vetrine di Hermès e poi brochure pop-up, e libri che sembrano sculture: la produzione del designer australiano Benja Harney è multiforme ma privilegia la carta come unico materiale da plasmare e declinare, in tutte le sue forme.
Si definisce “paper engineer” e dichiara d’essere autodidatta: tutta sua l’idea quindi di utilizzare costruzioni di carta per illustrare qualsiasi cosa, per creare set illusori in cui mettere in scena qualsiasi tipo di prodotto, per creare mondi che si dispiegano al solo voltar pagina.
La via scelta da Benja Harney è un modo piuttosto singolare di declinare una professione come il set designer, così come anche la sua produzione di libri pop-up si distingue dalla maggior parte di questo genere di pubblicazioni per lo più dedicate a storie per ragazzi. Se il suo profilo vi sembra interessante, qui trovate anche una lunga intervista.
faltjahr 2010 from yohann on Vimeo.
Quest’anno siamo in anticipo, magari è un po’ presto per cominciare a parlare di calendari, ma il progetto (ebbene sì, purtroppo stiamo parlando di un prototipo) del giovane graphic designer tedesco Johann Volkmer ci è sembrato davvero degno di nota.
Minimale nell’uso del bianco assoluto, ma barocco nella forma e nell’idea, Faltjahr 2010 è un calendario pop-up: un raccoglitore contiene dodici tavole che aprendosi in due rivelano piccole sculture di carta pronte a far bella mostra su una scrivania per trenta giorni.
Via | Themagentalinks.com