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Tutti gli articoli con tag scultura

Le sculture di Nick Georgiou: il recupero della carta stampata a cui dare una nuova anima

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Le sculture di Nick Georgiou

Le sculture di Nick Georgiou
Nick Georgiou è un artista nato a Queens, come tanti altri fa arte recuperando rifiuti o scarti, ma gli oggetti dei suoi recuperi sono un po’ particolari, essendo carta stampata, quindi riviste, giornali, libri, locandine e depliant di ogni sorta.

La materia del suo riutilizzo è diversa da un qualche altro rifiuto perché trattandosi di stampa l’oggetto dell’attenzione sono parole, concetti, pensieri, fatti. Il recuperare questo genere di cose ha un forte valore simbolico, come il ridargli vita sotto tutt’altra forma.

La forma che prendono le sue sculture sono per lo più esseri mostruosi dalle connotazioni antropomorfe o zoomorfe, esseri potenzialmente viventi se avessero un’anima. Ma se abbiamo detto che la loro sostanza è fatta di pensieri e ragionamenti, chi più di loro è vivo? E trovandosi questi nei posti più normali e quotidiani, strade, vicoli, negozi, come negargli la loro viva presenza?

Le sculture di Nick GeorgiouLe sculture di Nick GeorgiouLe sculture di Nick GeorgiouLe sculture di Nick Georgiou

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"Parmenides I": l'installazione di Dev Harlan che gioca con luce e scultura

pubblicato da intweetion

E’ opera di Dev Harlan questo splendido lavoro che “unisce il fisico e il virtuale con l’utilizzo di scultura, luce e proiezioni”. Si intitola “Parmenides I” ed è probabilmente ispirata al pensiero del filosofo greco sull’illusorietà della molteplicità e dei mutamenti del mondo fisico: allo stesso modo infatti, il solido utilizzato da Harlan, cambia senza mutare realmente la sua forma.

Utilizzando innovative tecniche di mappatura video, Harlan controlla e dà forma alla sua installazione attraverso l’immagine proiettata, allineata perfettamente alla scultura. Il risultato è una sorta di solido concentrico, cangiante e ipnotico, che genera suggestioni visive da cui è difficile non rimanere affascinati.

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"Out of the Strong Came Forth Sweetness": la seduta 'scolpita' di Ian McChesney

pubblicato da intweetion

Ian McChesney Out of the Strong Came Forth Sweetness

Splendida opera realizzata dall’architetto inglese Ian McChesney, questa “Out of the Strong Came Forth Sweetness” (La dolcezza nasce dalla forza) è un’ampia seduta che comprende una zona salotto ovale da cui si estende una stretta linea curva di 22 metri di altezza. L’ispirazione nasce dall’effetto generato da un cucchiaio che cola melassa: il risultato - come suggerisce il titolo - è una struttura solida e fluida allo stesso tempo.

“Out of the Strong Came Forth Sweetness” è stata commissionata da Derwent London per l’Angel Building: il nuovo ufficio progettato dagli architetti AHMM, vicino alla stazione della metropolitana di Angel a Islington (Londra). Una forma fluida, in contrasto con la natura molto razionale della costruzione circostante.

Il pezzo è realizzato in fibra di carbonio per renderlo forte e leggero e superare i limiti dati dalle dimensioni. Ian McChesney ha lavorato a lungo con gli ingegneri di Atelier One e ha poi seguito la progettazione con quelli della Gurit. Il tutto è stato realizzato in degli stabilimenti sull’isola di Wight.

Out of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesneyOut of the Strong Came Forth Sweetness la seduta scolpita di Ian McChesney

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Le sculture di Michael Johansson

pubblicato da intweetion

MichaelJohansson-ToysRus

Michael Johansson è nato nel 1975 a Trollhättan in Svezia. E’ uno scultore nelle cui opere trovano spazio moltissimi riferimenti al mondo del design. A partire dagli splendidi lavori come “Engine Bought Separately” e “Some Assembly Required” che prendono spunto dalle scatole dei modellini per isolare gli oggetti di uso comune e “mostrarne la funzione privandoli della funzionalità”, come lui stesso spiega.

Discorso spinto all’estremo in “TOYS’R'US” (nella foto prima del post): sorta di scultura-installazione in cui una barca, sempre inserita in un kit di assemblaggio, viene lasciata alla deriva nelle acque di un lago, con i remi e il motore ancora da rimuovere per essere utilizzati.

Le opere che forse più catturano l’attenzione, però, sono quelle in cui Johansson costruisce una serie di blocchi, unendo molti oggetti diversi, accatastati tra loro con ordine e gusto per il colore, forzandoli a una convivenza quasi geometrica. Un ‘Tetris’ che mostra l’anonimato dei beni di consumo, combatte contro lo spazio e l’ingombro dell’abbandono, toglie ogni velleità di buon design o funzionalità a tutto. Di seguito, ne potete ammirare alcuni in una gallery.

Le sculture di Michael Johansson
Le sculture di Michael JohanssonLe sculture di Michael JohanssonLe sculture di Michael JohanssonLe sculture di Michael JohanssonLe sculture di Michael JohanssonLe sculture di Michael JohanssonLe sculture di Michael Johansson

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Lighttube di Marco Hemmerling

pubblicato da intweetion

MarcoHemmerling-Lighttube

Già noto per la spettacolare “Cityscope”, installata lo scorso anno a Cologna, Marco Hemmerling realizza con un nuovo lavoro, la sua personale visione di come la luce può modificare e migliorare il paesaggio urbano.

Presentata in occasione della manifestazione Arbres Et Lumières, a Ginevra in Svizzera, “Lighttube” è una struttura che simboleggia un albero e la continua crescita dei suoi rami. Un elemento centrale che raccoglie e assorbe rumori e umori dello spazio cittadino circostante e li restituisce attraverso luce colorata.

I toni cambiano continuamente e la forma, a metà tra un albero e un megafono, con i suoi quattro ‘raggi’ protesi, interagisce con la piazza in modo organico. Di seguito, una gallery degli ultimi due lavori di Hemmerling.

Foto | via

Marco Hemmerling Lighttube e Cityscope
Marco Hemmerling LighttubeMarco Hemmerling LighttubeMarco Hemmerling LighttubeMarco Hemmerling LighttubeMarco Hemmerling LighttubeMarco Hemmerling LighttubeMarco Hemmerling CityscopeMarco Hemmerling CityscopeMarco Hemmerling CityscopeMarco Hemmerling Cityscope

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Le sculture interattive di Joshua Kirsch

pubblicato da intweetion

Il video che precede il post racconta già molto del lavoro di Joshua Kirsch, artista visuale che opera in una ‘terra di mezzo’ tra architettura, design e tecnologia. “Sympathetic Resonance” è una scultura musicale interattiva che ricrea una marimba con cui le note vengono suonate da 56 unità modulari di grandi dimensioni: completamente indipendenti e collegate alla tastiera via cavo o wireless.

L’effetto è visivo prima ancora che sonoro. Il suggestivo movimento dei martelletti genera un’ installazione nell’installazione. Una specie di danza robotica. Robotica è anche il termine suggerito da un’altra opera di Kirsch. “Oculus” è un ‘ragno’ a 18 zampe, connesse a un blocco centrale manovrabile dallo spettatore tramite due maniglie. Le ‘articolazioni’ provocano un movimento sincrono, come quello di un insetto che però rimane sul posto.

La scelta dei materiali utilizzati, l’attenzione alla modularità e al design degli elementi, il forte rilievo dato all’interazione, sono solo alcuni dei punti di forza di questi lavori che insistono per l’ennesima volta sul ruolo delle diverse discipline nelle nuove forme del rapporto uomo-macchina. Dopo il salto il video di “Oculus”.

Continua a leggere: Le sculture interattive di Joshua Kirsch

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Odalisque by Pryor Callaway, un tavolino scultura in edizione limitata

pubblicato da olivia

Odalisque by Pryor Callaway

Odalisque è un tavolino-scultura in resina bianca, ideato e creato dalla designer Pryor Callaway.

Le sue curve sinuose e la sua elegante asimmetria, rappresentano una certa femminilità che viene richiamata anche dal nome di questo oggetto, creato per essere esposto dentro casa come una scultura.

Odalisque è un piano d’appoggio d’eccezione, disponibile in un’edizione limitata di soli 12 pezzi.

Nelle foto, qualche immagine delle fasi di creazione di Odalisque, che la designer ha realizzato nella sua cucina.

Via | Contemporist
Odalisque by Pryor Callaway Odalisque by Pryor Callaway Odalisque by Pryor Callaway Odalisque by Pryor Callaway

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L'architettura deformata di Thom Faulders

pubblicato da intweetion

ThomFaulders-Deformscape

Thom Faulders, fondatore del Faulders Studio, è un architetto e designer a cui piace ipotizzare strutture al limite del possibile. Costruzioni che diventano esibizioni e esplorano il modo in cui le interfacce tra spazio, percezione e contesto interagiscono tra loro.

La sua architettura non è mai statica e non tratta il luogo che disegna nei modi stabiliti. Faulders lo considera piuttosto un’arena in cui reazioni e comportamenti possono adattarsi e generare qualcosa di nuovo e diverso.

“Deformscape”, il lavoro che vi presentiamo è forse il simbolo migliore di questo suo punto di vista. Uno spazio chiuso, una sorta di ‘giardino-scultura’ in cui i pattern tridimensionali disegnati danno l’illusione della distorsione della prospettiva e delimitano l’area vitale dell’albero: quella che assorbe l’anidride carbonica e non dovrebbe essere invasa da altre piante. Un intervento minimo, di forte impatto, per sensibilizzare e -contemporaneamente- alterare la percezione di chi osserva.

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Una Monna Lisa alla caffeina

pubblicato da naomi

Se tempo fa avevamo visto come si potesse ricreare il famoso quadro della Monna Lisa con del grasso di hamburger, allora non possiamo stupirci di questa curiosa versione, sempre in formato maxi.

Questa è la volta di una ricostruzione del quadro di Da Vinci fatta con migliaia di tazzine di caffè, 4.000 per la precisione. Questa scultura-installazione è stata fatta in occasione del Rocks Aroma Festival che si è tenuto in Australia.

Via | like cool

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Le stampe delle venature lignee di Bryan Nash Gill

pubblicato da naomi

stampe by Bryan Nash Gill

Bryan Nash Gill è un artista americano dello stato del Connecticut, il quale realizza dei suggestivi lavori scultorei, installazioni e sperimentazioni su carta utilizzando come materiale il legno. Gill afferma di ispirarsi ad aree geografiche tanto distanti quanto differenti tra loro, come il New England, il New Orleans, il nord della California e addirittura la nostra città di Carrara.

Molte sue installazioni vengono inserite in paesaggi naturali, o comunque nascono da un materiale naturale che ben si adatta a ricreare e richiamare un certo tipo di luogo. Tra i suoi lavori più interessanti segnalo le sue stampe, le quali altro non sono che stampe di inchiostro su carta washi, meglio conosciuta come carta di riso.

Egli imprime manualmente questa carta su delle sezioni di enormi tronchi di legno, per poi avere delle stampe uniche di queste venature, della storia e la vita di questo albero. Questi lavori sono in vendita sul sito Ashes and Milk, una galleria on line che propone artisti che si occupano di scultura, grafica e design e che utilizzano materiali poveri per realizzare le loro opere.

Via | hello bauldoff

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