Zoë Mowat, designer di Montreal, sta diventando ben più di una promessa sulla scena canadese. Il suo stile, giocoso e infantile non tradisce mai la funzionalità che c’è alla base di ogni suo disegno. Accenti di colore si sposano a materiali solidi per oggetti d’uso quotidiano con una certa personalità .
Contain Desk per esempio, una delle sue ultime produzioni, è una scrivania in legno di cilegio che prende spunto dai vecchi banchi di scuola, quelli che avevano ancora il buco per il calamaio e il bordo nero inclinato per appoggiare penne e matite.
Sul suo piano in legno infatti si aprono diversi scomparti foderati in feltro, che permettono di tenere organizzata la cancelleria. Alcuni vani hanno un coperchio che li richiude a scomparsa, altri rimangono aperti per esporre magari le penne più belle.
Via | Design-milk.com
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K Workstation è la soluzione ideale per salvare spazio con eleganza nella zona studio di casa: la scrivania infatti è un tutt’uno con mensole portaoggetti, comode e piacevoli da vedere.
Miso Soup Design ha ideato questa postazione di lavoro pensando a linee omogenee e continue, che sembrano non interrompere il flusso dei pensieri di chi si siede a questa scrivania.
Anche l’uso delle forme, che mima un’alternanza di pieni e di vuoti, senza realizzarla completamente, lascia la mente libera di vagare, trasmettendo un senso di ordine e pacatezza, essenziali per lo studio e il lavoro.
Via | 2modern

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È vero, l’uso intensivo dei computer e di internet e di tutti i mobile devices ha reso l’ufficio, inteso come spazio fisico, superfluo alla buona riuscita di un’impresa. Ci si incontra sempre di meno, non si ha bisogno di enormi scaffali in cui archiviare documenti, le tecnologie sono tutte miniaturizzate.
Eppure il progetto di workstation pop-up, il Pop-Up Office dei designer austriaci Liddy Scheffknecht e Armin B. Wagner suona ancora come una provocazione, anche se d’effetto: un doppio foglio di cartone dalle dimensioni enormi, si apre a rivelare una sedia e una scrivania, proprio come in un libro. Il Merlino di La Spada nella Roccia non avrebbe saputo fare di meglio.
Via | Ignant.de
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Se mentre lavorate avete l’esigenza di isolarvi completamente dal contesto, se siete costretti a vivere in un ambiente rumoroso, capirete le ragioni per cui lo studio GamFratesi fondato nel 2006 dall’architetto danese Stine Gam e dall’italiano Enrico Fratesi ha progettato Rewrite.
Rewrite è una workstation, un tavolo chiuso in un guscio bianco, grande come un uovo di dinosauro. La scrivania è in legno e ha una forma basica che viene esaltata dalla cupola inusuale, costruita in tessuto e progettata con una forma che tende a isolare acusticamente sia chi sta dentro sia chi è fuori.
Via | Likecool.com
Rewrite, la scrivania con guscio di GamFratesi

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MotoArt è un’azienda conosciuta per la sua vocazione a trasformare vecchi pezzi di aeroplani in arredi per la casa o per l’ufficio. In quest’ultima categoria rientrano le nuove scrivanie firmate MotoArt, che entrano senz’altro a far parte di un certo design futuristico, proiettato in un universo altamente hi-tech.
Le scrivanie da ufficio di MotoArt sono realizzate utilizzando vari pezzi che ricordano le componenti di un aeroplano e sono ricoperte con un top in vetro trasparente, che ne decreta la funzionalità e che conferisce loro un aspetto ultra-contemporaneo.
Per una panoramica degli arredi ispirati all’ambito aeronautico, basta dare un’occhiata al sito di MotoArt.
Via | FurnitureStoreBlog

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Ancora un tavolo da lavoro, ancora un tavolo progettato per tenere organizzati materiali di ogni specie. Table Treasury della designer ceca Lucie Koldova sembra disegnato per chi lavora con piccoli oggetti, per artigiani ad esempio, che hanno bisogno di tenere in ordine materiali diversi.
La superficie del tavolo è in vetro semiopaco e lascia intravedere al di sotto cassetti che ricoprono l’intera area e si aprono su tutti e quattro i lati. Le dimensioni dei cassetti seguono gli standard dei formati della carta, da A5 fino ad A2. Una vera manna per i maniaci dell’ordine.
Via | Noquedanblogs.com
Continuiamo a parlare di spazi di lavoro e dopo gli ultimi esempi di scrivanie multiaccessoriate, workstation del tutto autosufficienti e di pannelli modulari ideati per separare le postazioni all’interno di openspace e isolarle anche acusticamente, parliamo ora di meeting rooms.
Le sale riunioni in molte aziende sono diventate luoghi strategici in cui non solo si prendono decisioni, ma, nei casi migliori, si riflette, si scambiano idee, si creano strategie. Si sente il bisogno di luoghi informali, confortevoli in cui incontrarsi.
Lo studio PearsonLloyd di Londra parte da queste considerazioni e realizza, per il brand austriaco Bene, PARCS una collezione di poltrone, divani modulari, divisori e separè ispirati alla circolarità . La sala rotonda ha il soffitto ribassato, per creare un’atmosfera raccolta ed evitare la dispersione dei suoni. Come insegna Artù, una tavola tonda non ha capotavola…
Via | Dezeen.com
PARCS, arredamento da ufficio dello studio PearsonLloyd per Bene

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Ecco una scrivania che nella sua semplicità ha già riscosso parecchi pareri favorevoli, si chiama Clark (un gioco di parole con l’inglese clerk, impiegato) ed è stata progettata dallo studio berlinese llot llov per ottenere uno spazio di lavoro sempre ordinato ma con tutto il necessario a portata di mano.
Niente cassetti o scaffali dove riporre e poi dimenticare quaderni, notes o faldoni, ma delle vaschette attorno al piano di lavoro per organizzare il necessario: una poco profonda e inclinata per la cancelleria, un vano a sinistra più profondo, aperto e anch’esso inclinato, e davanti un porta-faldoni e un ultimo vano meno profondo per gli affari più urgenti. Comodo, che ne dite?
Via | Lostinasupermarket.com
Clark, la scrivania ordinata di llot llov

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Letteralmente un tavolo universale, perchè adattabile a qualsiasi esigenza di spazio come anche a materiali e superfici preesistenti.
La particolarità di questo Universal base, tavolo disegnato dal giovane Philippe Nigro e già selezionato alla scorsa edizione del VIA (Valorisation de l’Innovation dans l’Ameublement) a Parigi, sta tutta nell’integrazione di morsetti da falegname nelle gambe del tavolo. Morsetti, questi, che sono capaci di accogliere piani di qualsiasi natura e dimensione, grazie anche ad un sistema di allungamento presente nella traversa.
L’effetto finale, ovviamente, non può non ricordare la plasticità d’uso ed il sapore un po’ industriale proprio delle scrivanie supportate da cavalletti. Il prodotto è ancora un prototipo, ma c’è da scomettere che non faticherà molto a trovare un suo posto tra i mobili di produzione industriale.
Via | Domus
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Da due anni a questa parte, Wallpaper realizza ritratti immaginari alle possibili scrivanie di alcune tra le personalità più influenti nel jet set contemporaneo. Un genere simile a quello delle interviste impossibili, realizzato intorno a personaggi non necessariamente attinenti al mondo del design e della moda, scrutati nei loro gusti e nelle loro ideosincrasie. Allo stesso tempo, un notevole esercizio di fantasia editoriale, che gli editor di Wallpaper hanno portato a termine con un’attenzione quasi filologica al dettaglio, insieme ad una certa dose di humor britannico.
Ora che la raccolta sembra completata, possiamo dare una sbirciatina alla raccolta di “desk job”. Tra i protagonisti, infatti, anche il Principe Carlo, Marta Stewart, Tony Blair e Elton John, solo per citare i più imprevedibili, per i quali rimando alla galleria completa. Emozionante anche la scrivania di Ettore Sottsass, che ospita tutti gli oggetti cult progettati dal grande maestro del design italiano, in primis la Valentine. Ma, venendo all’attualità , che adesso non tocchi alla scrivania del neoeletto presidente americano?
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