Dallo studio Etc. Etc. la designer lituana Inesa Malafej ha creato una scrivania molto funzionale chiamata semplicemente “My Writing Desk”. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa mostrandovi l’altra creazione dello stesso studio, chiamata “My Reading Chair”.
Concepita proprio come uno scrittoio (e non come portapc) My Writing Desk è tuttavia predisposta per il passaggio ordinato di fili, oltre a poter contenere diversi oggetti utili al lavoro, senza il rischio di farli cadere e senza occupare il piano invece dedicato alla scrittura o al disegno.
Grazie infatti a pratici pannelli in legno, è possibile utilizzare la scrivania anche come portaoggetti e appendiborse, organizzando così con criterio e ordine gli strumenti di lavoro e di svago. Funzionale, comoda, originale e concettualmente legata alla sedia degli stessi designer, My Writing Desk offre dunque un piano di lavoro scevro da qualsiasi oggetto superfluo.
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Pieno e vuoto, legno e cemento, leggero e pesante, elegante e semplice, statico e dinamico: è costruita su equilibri tra opposti la collezione del designer francese Piergil Fourquié, intitolata appunto Equilibres e disegnata in esclusiva per la galleria parigina Gosserez.
Il tavolo da lavoro Big-boss appoggia su una parte chiusa che, nella sua eleganza classica, ricorda un’auto cabrio, metallica fuori e di pelle trapuntata dentro, mentre la serie di elementi per l’ingresso Totem, specchio appendiabiti, tavolini e cache-pot giocano tra la leggerezza del legno e la solidità delle basi in cemento. Conclude la collezione la piccola libreria rossa Partition, grafica nel suo gioco di pieni e vuoti tra i piani sovrapposti.
Via | Muuuz.com
Wood Worm Holes and the Forest of Phloem: un nome inusuale per una collezione di arredi altrettanto insoliti, firmati dal duo di designer Good Wives and Warriors, formato da Becky Bolton e Louise Chappell di stanza a Londra. La nuova collezione tuttavia è stata creata per il marchio messicano Pirwi.
La collezione comprende arredi e complementi “artistici” e figurativi, dove le due designer si sono sbizzarrite a creare dei veri e propri mondi grafici: le scrivanie Wood Worm Holes si ispirano appunto ai buchi del legno scavati dai vermi, che secondo le due artiste rappresenterebbero un ipotetico pianeta parallelo, a noi costantemente celato.
The Forest of Phloem è invece un omaggio al microscopico mondo delle creature indesiderate come parassiti, funghi, batteri, che reinterpretati dalle due designer non risultano affatto così fastidiosi.
The Ledge è una consolle da parete ideale per allestire angoli lavoro discreti e poco ingombranti. La fessura posteriore per convogliare i cavi e il piano estraibile a scomparsa, per la tastiera o il portatile, la rendono, una volta richiusa, poco più di una mensola.
In realtà The Ledge, progettata da Darin Montgomery, fondatore dello studio di Seattle Urbancase, è una comoda workstation, declinata in legno di noce o in mdf laccato in rosso, una postazione multimediale che si presta perfettamente anche, per esempio, ad accogliere un giradischi.
Cant Desk è una scrivania dalla struttura piuttosto semplice e al tempo stesso elegante, progettata dal marchio di Minneapolis Blu Dot. Le gambe anteriori sono oblique per meglio sostenere il piano in legno, mentre un secondo piano d’appoggio più stretto, in metallo laccato bianco, si eleva al di sopra del primo.
L’apparenza retrò di questo tavolo da lavoro è completata dalla sedia Scoop Task Chair che Blu Dot ha disegnato per accompagnarlo, e che mixa di nuovo acciaio bianco, legno sui braccioli e tessuto colorato per le imbottiture. Presentati all’ICFF di New York, saranno pronti per il mercato in autunno, anche se probabilmente, purtroppo, solo per quello americano.
Via | Kitsunenoir.com
Cant Desk e Scoop Task Chair, sedia e scrivania da Blu Dot

Ideato dallo studio olandese Kapteinbolt, fondato Louwrien Kaptein e da Menno Bolt, Flxs è un progetto che propone un’interessante soluzione al problema degli spazi di lavoro e contemporaneamente all’annosa questione della separazione delle differenti postazioni che devono convivere in un unico ambiente.
Flxs è composto da due pannelli che si aprono a libro, a formare due pareti. Dalle pareti si staccano degli elementi che diventano tridimensionali, ruotando su dei perni e incastrandosi tra di loro a formare una scrivania, delle sedute, degli scaffali.
Un ufficio si crea in un momento a partire da due lastre poco più che bidimensionali, come se un’intera workstation prendesse vita da un libro pop-up di dimensioni umane. Tra l’altro, pur a partire da un concept totalmente differente e con effetti che vanno in tutt’altra direzione, quella della workstation pop up è un’idea che abbiamo già visto!
Via | Ladiesandgentlemenhome
Zoë Mowat, designer di Montreal, sta diventando ben più di una promessa sulla scena canadese. Il suo stile, giocoso e infantile non tradisce mai la funzionalità che c’è alla base di ogni suo disegno. Accenti di colore si sposano a materiali solidi per oggetti d’uso quotidiano con una certa personalità.
Contain Desk per esempio, una delle sue ultime produzioni, è una scrivania in legno di cilegio che prende spunto dai vecchi banchi di scuola, quelli che avevano ancora il buco per il calamaio e il bordo nero inclinato per appoggiare penne e matite.
Sul suo piano in legno infatti si aprono diversi scomparti foderati in feltro, che permettono di tenere organizzata la cancelleria. Alcuni vani hanno un coperchio che li richiude a scomparsa, altri rimangono aperti per esporre magari le penne più belle.
Via | Design-milk.com
K Workstation è la soluzione ideale per salvare spazio con eleganza nella zona studio di casa: la scrivania infatti è un tutt’uno con mensole portaoggetti, comode e piacevoli da vedere.
Miso Soup Design ha ideato questa postazione di lavoro pensando a linee omogenee e continue, che sembrano non interrompere il flusso dei pensieri di chi si siede a questa scrivania.
Anche l’uso delle forme, che mima un’alternanza di pieni e di vuoti, senza realizzarla completamente, lascia la mente libera di vagare, trasmettendo un senso di ordine e pacatezza, essenziali per lo studio e il lavoro.
Via | 2modern

È vero, l’uso intensivo dei computer e di internet e di tutti i mobile devices ha reso l’ufficio, inteso come spazio fisico, superfluo alla buona riuscita di un’impresa. Ci si incontra sempre di meno, non si ha bisogno di enormi scaffali in cui archiviare documenti, le tecnologie sono tutte miniaturizzate.
Eppure il progetto di workstation pop-up, il Pop-Up Office dei designer austriaci Liddy Scheffknecht e Armin B. Wagner suona ancora come una provocazione, anche se d’effetto: un doppio foglio di cartone dalle dimensioni enormi, si apre a rivelare una sedia e una scrivania, proprio come in un libro. Il Merlino di La Spada nella Roccia non avrebbe saputo fare di meglio.
Via | Ignant.de
Se mentre lavorate avete l’esigenza di isolarvi completamente dal contesto, se siete costretti a vivere in un ambiente rumoroso, capirete le ragioni per cui lo studio GamFratesi fondato nel 2006 dall’architetto danese Stine Gam e dall’italiano Enrico Fratesi ha progettato Rewrite.
Rewrite è una workstation, un tavolo chiuso in un guscio bianco, grande come un uovo di dinosauro. La scrivania è in legno e ha una forma basica che viene esaltata dalla cupola inusuale, costruita in tessuto e progettata con una forma che tende a isolare acusticamente sia chi sta dentro sia chi è fuori.
Via | Likecool.com