Zoë Mowat, designer di Montreal, sta diventando ben più di una promessa sulla scena canadese. Il suo stile, giocoso e infantile non tradisce mai la funzionalità che c’è alla base di ogni suo disegno. Accenti di colore si sposano a materiali solidi per oggetti d’uso quotidiano con una certa personalità.
Contain Desk per esempio, una delle sue ultime produzioni, è una scrivania in legno di cilegio che prende spunto dai vecchi banchi di scuola, quelli che avevano ancora il buco per il calamaio e il bordo nero inclinato per appoggiare penne e matite.
Sul suo piano in legno infatti si aprono diversi scomparti foderati in feltro, che permettono di tenere organizzata la cancelleria. Alcuni vani hanno un coperchio che li richiude a scomparsa, altri rimangono aperti per esporre magari le penne più belle.
Via | Design-milk.com
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Se proprio ieri vi abbiamo parlato di Abitacolo, lo storico mobile-stanza ideato da Bruno Munari nel 1971, oggi vogliamo proporvi quello che può essere considerato un mobile molto vicino come concetto. Una struttura unica, sempre per arredare le stanze dei più piccoli, che crea uno ’spazio nello spazio’ all’interno della camera dei bambini.
Eva è un letto e una scrivania che occupano un’intera parete divisoria. Concepito da H2O architectes, ormai uno degli studi più accreditati e innovativi nel settore del design, separa gli ambienti e sfrutta le ampie dimensioni per distribuire i mobili necessari in maniera funzionale e creativa.
Particolarmente degno di nota è l’uso di scale per sviluppare la mobilità la gestione dello spazio e del corpo del bambino, con tanto di porta a pannello scorrevole che isola la zona ‘giorno’ da quella ‘notte’. Nello spessore del mobile vari ripiani a scomparsa e persino una specie di ‘oblò’ quadrato da cui i più piccoli possono affacciarsi quando sono a letto. Dopo il salto, la gallery.
Continua a leggere: Eva: la parete multifunzione di H2O architectes

Mathieu Vinciguerra è un direttore artistico che ha acquistato un appartamento a Parigi. La cosa non vi interessa immagino, non fosse che Vinciguerra lavora per la Publicis, una delle più importanti agenzie di pubblicità in Europa. Come dite? Non vi interessa neanche questo? Non avete tutti i torti, però è bravo.
Il motivo per cui parliamo della nuova abitazione di Vinciguerra è come ha arredato gli spazi. Il buon Mathieu è un collezionista incallito di fumetti, fin da bambino. La mamma lo rimproverava di tenerli ovunque e lui si è preso la sua rivincita.
Ha chiamato un amico del fratello, Antoine Santiard e gli ha chiesto di trovare una soluzione. Santiard, insieme ai suoi colleghi Jean-Jacques e Charlotte Hubert dello studio H2OArchitectes, si è messo al lavoro. L’appartamento di Vinciguerra ora ha una quantità di scansie praticate in mobili e muratura dove riporre ed esporre i suoi preziosi volumi.
Quelli dello studio H2O, visto che sono del mestiere, hanno anche pensato a una scrivania che può occupare diverse porzioni di spazio in base alle necessità. La mamma di Mathieu ha ringraziato commossa.
Foto | Via
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Risparmiare spazio sulla postazione di lavoro è una delle priorità quando si utilizzano un computer e molti device. Oltre alla necessità di avere una scrivania ordinata, c’è anche il bisogno di numerose porte usb che permettano di connettere tutte le altre apparecchiature necessarie.
La Space Bar è una delle soluzioni più lineari ed eleganti in circolazione. Prende il nome dal gioco di parole che ne descrive forma e utilizzo, ha un design minimale decisamente accattivante e permette di ovviare a più necessità. Innanzitutto ‘nasconde’ e protegge la tastiera quando non viene utilizzata. Basta metterla ‘al riparo’.
Poi include nei supporti laterali ben sei porte usb dove collegare qualsiasi periferica, bene in vista e facili da rimuovere. Inoltre, funziona anche da supporto qualora si volesse tenere più alto il piano sul quale si digita. E’ costruita in alluminio con dettagli in plastica. Robusta e leggera. In vendita qui per soli 42$.
Continua a leggere: The Space Bar: fare ordine sul piano di lavoro
Il giovane tedesco Kevin Krumnikl, fresco di diploma all’Accademia di design di Stoccarda, ha progettato questo simpatico tavolo da lavoro a forma di mucca. La figura zoomorfa è emersa per caso dai primi bozzetti, così il designer ha deciso di sfruttarla per dare carattere al suo progetto.
Per non rendere la workstation Office grottesca, la suggestione è stata comunque lasciata sottintesa, ed emerge soprattutto nel cassetto-muso da cui spuntano due orecchie che servono a tenere i fogli in ordine. La sedia gialla ricorda invece quelle usate dagli allevatori per mungere le mucche da latte.
Via | Mocoloco.com

Occhei, Tina Roth Eisenberg la conoscete tutti. E’ la tenutaria di SwissMiss, uno dei blog più famosi tra chi segue tutto ciò che ha a che fare col design. Cresciuta in Svizzera, una volta completati gli studi è volata a New York dove ha lavorato come design director e ha contribuito allo sviluppo del Visual Thesaurus.
Ora gestisce uno studio in proprio (SwissMiss, appunto) e vive a Brooklyn. Molto spesso la Roth ha postato immagini del suo quotidiano, raccontando come il design finisca per essere parte integrante delle sue giornate. Dai mobili (il marito disegna cucine) ai giocattoli intelligenti da acquistare per la figlia.
Avendo un altro figlio in arrivo, si prenderà una pausa di un paio di mesi. L’idea che ha avuto è quella di affittare il suo spazio nello studio che dirige. Scrivania, sedia, connessione wi-fi e l’accesso a tutti gli oggetti presenti nel loft che accoglie i dipendenti (c’è una lunga lista dettagliata a questo indirizzo). Il prezzo è anche abbastanza ragionevole: 500$ al mese. Se siete da quelle parti, potreste farci un pensiero.
Swissmiss affitta la sua postazione di lavoro



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Globus Workstation è una postazione di lavoro mobile e salvaspazio ideata dal designer Michiel van der Kley, Pensata per le case con metrature ridotte e per luoghi di transito, come sale d’aspetto o aeroporti.
La postazione si apre soltanto quando serve, offrendo una comoda sedia girevole e un piano dove appoggiare un poc portatile o l’occorrente per scrivere; chiuso, il Globus Workstation ha forma tondeggiante e occupa meno spazio, oltre a poter essere trasportato grazie a una maniglia e alle ruote di cui è provvisto.
Via | DesignYouTrust

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Altro che laptop di alluminio ultrasottili, mobili minimal in policarbonato o monitor ultrapiatti: il legno. Ci vuole il legno. Un bel massello leggero leggero che non impegna e arreda in puro stile country-chic. Se trovate un centrino, poi, sarà perfetto come mouse pad.
Dear Diary 1.0 è l’idea di Marlies Romberg, recentemente diplomata alla Utrecht School of Arts in Olanda. Un po’ di sana nostalgia applicata alla fredda estetica delle nuove tecnologie. Un’intera postazione intagliata con il laser all’interno di una scrivania vecchio stile per celebrare un auspicato (da chi?) ritorno ad un favolistico 1.o (lo step precedente del progresso informatico).
Posto il fatto che il design di molte delle periferiche unopuntozero (tranne rare eccezioni) era ingombrante e scomodo come una cassapanca in travertino, viene da chiedersi quanti alberi sono stati necessari per la materializzazione delle nostalgie della signorina Romberg. Nel frattempo, mi raccomando, tutti a chiamare con l’iPhone la Casa Nella Prateria.
Continua a leggere: Dear Diary 1.0: il computer di legno di Marlies Romberg
È vero, l’uso intensivo dei computer e di internet e di tutti i mobile devices ha reso l’ufficio, inteso come spazio fisico, superfluo alla buona riuscita di un’impresa. Ci si incontra sempre di meno, non si ha bisogno di enormi scaffali in cui archiviare documenti, le tecnologie sono tutte miniaturizzate.
Eppure il progetto di workstation pop-up, il Pop-Up Office dei designer austriaci Liddy Scheffknecht e Armin B. Wagner suona ancora come una provocazione, anche se d’effetto: un doppio foglio di cartone dalle dimensioni enormi, si apre a rivelare una sedia e una scrivania, proprio come in un libro. Il Merlino di La Spada nella Roccia non avrebbe saputo fare di meglio.
Via | Ignant.de
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Small Room Furniture è un parallelepipedo, ideato dallo studio tedesco Isis Design, che contiene tutto l’occorrente (o quasi) per allestire una cameretta in pochissimo spazio.
Una scrivania, una seduta, un contenitore e un letto sono tutto ciò che svela Small Room Furniture quando viene aperto.
Una camera portatile in definitiva, adatta alle metrature ridottissime e alla vita “migratoria” ad esempio degli studenti.
Ma nulla di troppo nuovo rispetto ad alcune idee italiane, come quelle ingegnose ed esteticamente accattivanti, proposte da Campeggi.
Via | Thedesignblog

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