
Kyle Bean scenografo
Kyle Bean è un giovane designer inglese, di Brighton, specializzato in modelli fatti a mano, scenografie e direzione artistica. Dopo la laurea nel 2009, ha lavorato su differenti tipi di piattaforme tra cui installazioni, allestimenti di vetrine, editoria e pubblicità, progettando e realizzando di tutto. Già ve ne parlammo, ma oggi torniamo con alcune novità e aggiornamenti sulle ultime realizzazioni.
I suoi lavori prevedono prevalentemente l’utilizzo della cartotecnica, ma non mancano composizioni ottenute con l’utilizzo di qualsiasi altro mezzo e strumento: famoso è quello delle uova di gallina per rappresentarne una, e poi ancora matite, libri, scarti di tempere, legno e cartone. Gli ultimi prevedono l’uso di cannucce, pericolose piume e budini, saponi rivoluzionari, violente fette di pane, ed esplosivi gelati.
Il suo sito è piacevole da navigare, e offre una buona galleria con i lavori fatti per conto proprio, o per conto di importanti aziende come Financial Times, Diesel, Wired, New York Times, Rizzoli/Universe, BBC e molte altre. Nella sezione about c’è anche la lista delle proprie esposizioni, pubblicazioni, eventi e premi a cui ha partecipato, oltre al percorso formativo di questo giovane e precoce designer.

Illustratrice e scenografa londinese, Hattie Newman realizza dei veri e propri scenari in tre dimensioni in cui dispone le sue immagini, gli oggetti e i panorami che crea. Il suo è un lavoro che trascende lo spazio concreto dell’illustrazione. Non c’è un foglio a trattenerla né la ‘cornice’ dell’installazione.
Quindi via libera a scritte che occupano le pareti dell’ambiente che ospita l’opera, font in tre dimensioni in cui ogni lettera è quasi un’illustrazione a sé (pur rientrando ovviamente nell’idea complessiva). Tutto realizzato in carta o -raramente- integrato con oggetti in miniatura.
La forza della Newman è quella di trasporre le illustrazioni e i collage in un mondo tridimensionale senza fargli perdere nulla dell’espressività originale. Come se i lavori si animassero e venissero catapultati nella loro versione pop-up. Dopo il salto, la gallery con una selezione del suo portfolio.
Continua a leggere: Le illustrazioni tridimensionali di Hattie Newman

Walter Wick non è propriamente un designer né un illustratore, anche se il suo interesse per l’arte è iniziato con la pittura passando poi a quello per la fotografia, che l’ha reso noto. Un autore più adatto ai cugini di Clickblog? Non proprio.
La particolarità di Wick è in come costruisce i set delle foto che poi scatta. L’intento finale di comunicare assemblando spazi, scenografie e oggetti in modo da sviluppare curiosità e attenzione per i dettagli. Quelle che realizza sono in tutto e per tutto delle sculture illustrate che poi diventano libri, attraverso le sue foto.
In particolare la serie “Can You See What I See?”, destinata ai più piccoli, in cui vengono messi in scena dei puzzle visivi con cui cimentarsi. L’enorme talento come fotografo gli permette di suggestionare il lettore con immagini surreali di fortissimo impatto, l’abilità nell’assemblare, invece, lo inserisce in quella terra di confine tra le varie discipline, restituendo il meglio da illustrazione, design e -appunto- fotografia. Dopo il salto, un video che lo vede all’opera nell’allestire uno dei suoi lavori.
Continua a leggere: Walter Wick e il design dei set fotografici
Una piccola scoperta sugli interni futuristici di Arancia Meccanica (e una scusa per rivedersi le immagini del film), a trentotto anni di distanza da quando Stanley Kubric girò questo capolavoro che rimane, anche sotto il profilo dell’allestimento cinematografico, uno dei massimi riferimenti del genere.
A dispetto di un look&feel da futuro prossimo, tipico di un genere fantascientifico che impone allestimenti in studio realizzati ex novo, tutti gli interni ripresi corrispondono a location realmente esistite. Unica eccezione, il Korova Milk Bar, progettato ad hoc per rispondere alla descrizione del romanzo del 1962 di Anthony Burgess.
Filo rosso dei fotogrammi, l’uso vistoso e optical di tutti i rivestimenti, dal black&white del pavimento alle carte da parati dai colori audaci. Bellissima anche quella cromata ispirata, a quanto ci dicono da Apartment Theraphy, all’antica Roma.
Via | Apartment Theraphy