Frédéric Lécrivain è un giovane designer francese e fra le sue creazioni risulta particolarmente interessante la serie di scaffali-libreria chiamata “Ensemble Hyphens”.
Si tratta di un sistema componibile e configurabile in una serie infinita di combinazioni, ispirato a forme a metà tra l’irregolarità e la geometria, che ricordano vagamente quelle di un alveare.
I vari moduli possono essere considerati degli oggetti multifunzione, in quanto sono in grado di essere utilizzati come ripiani oppure come appendiabiti; sono disponibili in tre varianti di colore, bianco, grigio e nero, da combinare per dare vita a forme cromatiche sempre differenti.
Gli elementi Ensemble Hyphens si fissano al muro con delle viti e aderiscono perfettamente alle pareti grazie a un adesivo facilmente riutilizzabile.
Continua a leggere: "Ensemble Hyphens", gli scaffali componibili by Frédéric Lécrivain
Nell’ambito del London Design Festival, The Sculpture House 2011 è un’iniziativa molto interessante: si tratta dell’esposizione di alcuni pezzi d’arredo in edizione limitata, creati appositamente da designer che vogliono esplorare le possibilità della materia e ricreare dunque oggetti pensandoli in realtà come soggetti.
Fra gli arredi e i complementi presenti al The Sculpture House 2011, colpiscono sicuramente i Rubber Shelves, scaffali in silicone e acciaio pensati dal designer Luke Hart.
E’ proprio la particolarità di un materiale elastico come la gomma a rendere speciali queste mensole, che possono dunque rendere molto più flessibile uno spazio, adattandosi anche agli oggetti che le popoleranno.
Una proposta accattivante, che potrebbe inaugurare una nuova tendenza nell’arredamento volto a personalizzare sempre di più oggetti e arredi, per modellarli sulle esigenze di ognuno.
Via | BoingBoing
Spiral Shelf, progettato dagli svedesi di Argue Design, non vuole necessariamente mettere ordine tra le nostre cose, ma “accogliere la bellezza caotica di strati di vestiti non piegati“. Come nella foto che vediamo qui sopra, dove gli abiti vengono ficcati alla meno peggio dentro allo scaffale-spirale per un ordine subitaneo e improvvisato.
Certo, non sempre i nostri vestiti si accostano così gradevolmente con una palette da pubblicità, ma ciò non toglie che questo anomalo contenitore possa essere interpretato in maniera molto personale, proprio come è sempre singolare il nostro senso dell’ordine/disordine. Per un uso più ortodosso, comunque, sono stati inseriti anche dei pratici gancetti, per usare questo anomalo scaffale tubolare come un regolare appendiabiti. Firmano Spiral Shef Matilda Nordgard e Patrik Nilsson.
Via | Mocoloco

Il designer londinese Christian Nyampeta ha realizzato questo “Stunts”, uno strano mobile la cui struttura, combina lavoro ed esercizio fisico.
L’intelaiatura del mobile è in metallo con una serie di tavole in legno che possono essere aggiunte per creare ripiani ed essere utilizzate come scaffali o come tavolo da lavoro. C’è anche un piccolo sgabello. Quanto invece tutti gli elementi vengono rimossi, ci si può arrampicare sullo scheletro e eseguire degli esercizi ginnici.
Anche i componenti del mobile possono essere smontati, così da occupare lo spazio abitativo a nostro piacimento. Maggiori dettagli, come sempre, nella gallery dopo il salto.
Continua a leggere: "Stunts": il mobile per fare esercizio di Christian Nyampeta

Paper Tiger è il nome che il designer australiano Anthony Dann ha scelto per la sua linea di prodotti. Mobili interamente fatti di cartone (con qualche aggiunta in feltro), ideati sulla base di studi di assemblaggio semplice e intuitivo attraverso piegature e incastri.
Il lavoro di Dann come consulente di design e come brand designer, lo porta ad avere molti clienti interessati alle strutture temporanee e versatili: elementi modulari facili da trasportare e sistemare per gli allestimenti. Nascono così sia i suoi sgabelli decorati che i ripiani rivestiti o gli espositori.
Tutto, appunto, sempre in cartone riciclato, con un occhio all’ambiente. Proprio grazie al mix ottimale di funzionalità e sostenibilità, Paper Tiger ha vinto il Launch Pad award for Sustainability nel 2007 e i suoi prodotti sono certificati da Ecospecifier. Dopo il salto, una gallery della produzione.
Continua a leggere: Paper Tiger: il design 'cartonato' di Anthony Dann

Mathieu Vinciguerra è un direttore artistico che ha acquistato un appartamento a Parigi. La cosa non vi interessa immagino, non fosse che Vinciguerra lavora per la Publicis, una delle più importanti agenzie di pubblicità in Europa. Come dite? Non vi interessa neanche questo? Non avete tutti i torti, però è bravo.
Il motivo per cui parliamo della nuova abitazione di Vinciguerra è come ha arredato gli spazi. Il buon Mathieu è un collezionista incallito di fumetti, fin da bambino. La mamma lo rimproverava di tenerli ovunque e lui si è preso la sua rivincita.
Ha chiamato un amico del fratello, Antoine Santiard e gli ha chiesto di trovare una soluzione. Santiard, insieme ai suoi colleghi Jean-Jacques e Charlotte Hubert dello studio H2OArchitectes, si è messo al lavoro. L’appartamento di Vinciguerra ora ha una quantità di scansie praticate in mobili e muratura dove riporre ed esporre i suoi preziosi volumi.
Quelli dello studio H2O, visto che sono del mestiere, hanno anche pensato a una scrivania che può occupare diverse porzioni di spazio in base alle necessità. La mamma di Mathieu ha ringraziato commossa.
Foto | Via

Una libreria monolitica, bianca dalle linee squadrate contiene al suo interno un volume vuoto che delinea la silhouette di una libreria barocca, tutta linee curve. Questa a sua volta contiene gli scaffali colorati di un rosso d’altri tempi.
È la libreria Vintage, dello studio di Singapore Munkii, un gioco di salti nel tempo, un pezzo d’arredamento neo-barocco che trova posto facilmente in ambienti classici e si inserisce con altrettanta naturalezza in contesti più moderni e minimali portando un tocco frivolo.
Via | Design-milk.com
La giovane designer olandese Debbie Wijskamp ha scelto un materiale davvero inusuale per costruire una serie di mobili dagli elementi impilabili: la cartapesta, materiale di recupero per eccellenza. Nel video potete osservare l’intero processo, dalla manipolazione della carta alla costruzione degli elementi.
Cassetti e scaffali che compongono Paper Pulp Cabinets vengono assemblati come se fossero di legno, a formare una struttura verticale, totemica. A quanto pare l’idea di Debbie Wijskamp suscita approvazione, visto che in questi giorni fa parte dei 30 progetti selezionati nell’ambito di Designhuis, ad Eindhoven.
Via | Cribcandy.com

Bookspile è un sistema di scaffali modulari costituito di elementi a incastro. Visti di profilo i singoli elementi sembrano libri, cosicché, sorreggendo gli altri volumi si mescolano a loro facendo perdere a colpo d’occhio la possibilità di distinguere il supporto dagli oggetti supportati.
Ideata dal designer lituano Andrius Pocius, questa libreria non richiede chiodi per essere fissata alle pareti, né colla o viti per l’assemblaggio. Può essere montata su rotelle per diventare una pila di libri trasportabile e, poiché gli elementi sono stati progettati in tre differenti altezze e due larghezze, può trasformarsi ogni volta in una conformazione differente a seconda delle esigenze.
Via | Dezeen.com
Eccoci di nuovo a parlare di librerie. Questo set di scaffali modulari sembra davvero piegarsi ad ogni tipo di esigenza. Costruiti in quattro differenti dimensioni, possono essere infilati l’uno dentro l’altro, per poter ridurre l’ingombro al minimo, possono essere utilizzati separatamente, come scaffali, tavolini o sgabelli, o possono essere impilati a costruire diverse forme geometriche.
Realizzati in legno, come parte di una collezione di complementi d’arredo che comprende tra gli altri oggetti un tavolino, cuscini e biancheria per la casa, questi scaffali sono stati disegnati dallo studio newyorkese Dror in esclusiva per la catena di store con base a Minneapolis Target.
Via | Notcot.com