Incuriosita da un’immagine scovata per caso su ffffound, scopro una bella gallery di lavori grafici da condiviere con voi. Sono del designer americano Louis Daziger, classe 1923, esponente del modernismo usa, giusto qualche anno più giovane di Paul Rand e Saul Bass. Un esempio di come il bel design non solo non invecchia, ma non passa neanche mai di moda.
Tra i principi ispiratori della sua carriera, c’è il monito “Work. Think. Feel.”: lavora, perchè il talento da solo non basta; pensa, perché il design è un’attività di problem-solving; senti, perchè senza l’intuito e l’emozione il design è privo di umanità.
Ritiratosi dalla professione vent’anni fa, Danziger continua ancora la sua attività di mentore con gli studenti delle più prestigiose scuole di grafica della California.
Lou Danziger, grafica americana
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Design al cinema. Ce n’è sempre talmente poco, soprattutto a dispetto dell’enorme potenziale. Benvenga, allora, la rassegna cinematografica “Aiap cinema, la grafica per immagini”, che l’Associazione Italiana progettazione per la comunicazione visiva presenta a Milano presso la sua omonima Galleria, in via Amilcare Ponchielli, 3.
Il calendario? Si parte stasera con il film di Pappi Corsicato “Armando Testa – Povero ma moderno”, per continuare con le opere di, tra gli altri, Saul Bass e Gary Hustwit. Informazioni dettagliate sul programma alla pagina ufficiale del ciclo di incontri.

C’è tutta la storia del cinema, ma non solo. Movie Title Stills Collection è la prodigiosa raccolta di screenshots di titoli di testa che testimonia l’evoluzione della grafica cinematografica, della sua ricerca tipografica e della tecnologia che ne ha determinato l’evoluzione.
Da Méliès a Up, si passano in rassegna le pellicole più gloriose del cinema americano ed europeo, scoprendo tracce di spunti innovativi ben prima delle pietre miliari di Saul Bass. Tra il materiale archiviato, anche trailer e, in qualche caso, titoli di coda. Il paziente lavoro di archiviazione è stato effettuato dal graphic designer Chistian Annayas.
Via | Cool Hunting

Wayne Brezinka è un abilissimo designer e illustratore nato a Minneapolis, che lavora da tempo per vari progetti editoriali e promozionali, spesso a contatto con il mondo della musica.
Passato dalla direzione artistica a uno studio a suo nome, ispirato dai lavori di Saul Bass e -fra gli artisti contemporanei- dalle tavole di Edel Rodriguez, Brezinka ha maturato uno stile inconfondibile, caratterizzato principalmente dalla stratificazione intelligente di tecniche miste.
Sulla base di penne, inchiostri e acquarelli, infatti, Brezinka applica ritagli di vario materiale cartaceo, sovrapponendoli per creare non solo maggiori volumi e profondità, ma per aggiungere anche un’interpretazione diversa ai soggetti illustrati. I suoi lavori diventano quindi un misto molto strano e altrettanto efficace, di rappresentazioni e disegni: siparietti che emergono dalla linearità delle due dimensioni e -contemporaneamente- accentuano il tratto e i colori. Sul suo blog trovate molti delle sue creazioni più recenti.
E’ giusto ricordare questo film del 1955, tra i primissimi ad aver aperto la strada alla progettazione dei titoli di testa, fino a quel momento (e spesso ancora oggi) soltanto una lista più o meno lunga di credits.
Il designer Saul Bass, già collaboratore di Otto Preminger, aveva conquistato la fiducia del regista disegnando per lui la locandina del film, a cui seguì la decisione pionieristica di “allargarsi” anche alla pellicola, integrando i titoli all’espressività del corpo filmico vero e proprio.
Tra le ispirazioni stilistiche nella grafica, influenze del costruttivismo e del Bauhaus, che Bass aveva imparato a conoscere durante gli anni di studio al Brooklyn College con il professor Gyorgy Kepes, a sua volta allievo di Laszlo Moholy-Nagy.
Via | Swiss Miss
Saul Bass, Saul Steinberg, Jim Flora sono solo alcuni grandi nomi che possono venire alla mente guardando le illustrazioni dell’inglese Adrian Johnson, e bisogna ammettere che neanche lui si fa scrupoli nel citare questi e altri grandi numi tutelari durante le interviste.
Questo perché nonostante l’evidente fascinazione che il graphic design, l’illustrazione e i cartoon americani degli anni ‘50 hanno su di lui, Adrian Johnson ha sviluppato uno stile personale e contemporaneo che pur pagando tributo alle sue ispirazioni, è capace di raccontare il mondo di oggi, in maniera attuale, mai banale.
La forza di Adrian Johnson sta infatti nella capacità di costruire le immagini intorno a un concetto forte, partire da un’idea intelligente e immaginare un modo divertente, buffo, arguto, spiazzante per illustrarla. Capacità che lo rende particolarmente apprezzato in ambito pubblicitario: il suo portfolio spazia ormai dalle animazioni per Mastercard alle campagne Vodafone, sebbene anche il raffinato magazine Giant Robot lo abbia voluto sulle sue pagine.
Via | Itsnicethat.com