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Tutti gli articoli con tag saul bass

L'animazione di Not to Scale per "The Bank Job" su Channel 4

pubblicato da intweetion

Oltre al culto mai abbandonato per il talento immenso di Saul Bass, negli ultimi anni il filone dell’estetica modernista ha conosciuto una nuova diffusione grazie a una serie come “Mad Men” e ai suoi titoli di testa, prodotti da Cara McKenney per Imaginary Forces e diretti da Mark Gardner e Steve Fuller, premiati con un Emmy già nel 2008.

L’animazione che vi proponiamo oggi, realizzati dallo studio Not To Scale per “The Bank Job” - nuovo, atteso programma di Channel 4 - pagano più di un tributo al lavoro di Gardner e Fuller. Stesse atmosfere, uso del colore e delle forme decisamente simile: non si tratta di plagio, perché lo stile è ormai consolidato, ma l’ispirazione è palese. Anche nella colonna sonora…

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"The Title Design of Saul Bass": il video di Ian Albinson per celebrare l'uscita di "A Life in Film & Design"

pubblicato da intweetion

Circa una settimana fa, vi abbiamo segnalato l’uscita di “A Life in Film & Design”, il libro che ripercorre l’opera di Saul Bass attraverso più di 1.400 tavole, disegni e manifesti, curato dalla figlia Jennifer e accompagnato dai testi dello storico del design Pat Kirkham. Ispirato dalla pubblicazione, Ian Albinson, capo editor e fondatore del sito Art of the Title, non poteva lasciarsi scappare l’occasione di celebrare l’evento.

Il risultato è il video che vedete a inizio post: un excursus con cui, in poco meno di due minuti, Albinson ripercorre il lavoro del maestro della kinetic typography. Una “brief visual history”, come recita il sottotitolo, utile a chi - c’è ancora qualcuno? - ignora il lavoro di Bass per capire l’evoluzione del title design e ovviamente imperdibile per quanti lo ammirano da sempre, passando in rassegna gli episodi migliori.

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Un libro sull'opera di Saul Bass: A Life in Film & Design

pubblicato da Cut-tv*e

Saul Bass: A Life in Film & Design from Laurence King Publishing on Vimeo.

Sappiamo per certo che molti di voi lettori condividete la nostra passione per il title design e la kinetic typograpy. E che amate almeno quanto noi il graphic designer più influente del secolo scorso, l’uomo che ha rivoluzionato, o forse inventato l’arte dei titoli di testa, Saul Bass.

Ora per la prima volta un enorme volume, Saul Bass: A Life in Film & Design, ne ripercorre l’opera attraverso più di 1.400 tavole, disegni e manifesti, molti dei quali inediti. Il libro è stato disegnato dalla figlia di Bass, Jennifer ed è accompagnato dei testi dello storico del design Pat Kirkham.

La casa editrice, Laurence King Publishers, ha pubblicato il video che vedete qui sopra, ben più interessante di un semplice booktrailer, firmato dalla filmmaker Alice Masters che testimonia le fasi di impaginazione e stampa del volume e ben restituisce la fisicità di un simile tomo.

Via | Brainpickings.org

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L'animazione di Giant Ant per promuovere "West Side Story" alla Vancouver Opera

pubblicato da intweetion

Arriva dalla creatività dell’agenzia canadese Giant Ant (la loro sede è l’ex negozio di un parrucchiere) questo video promozionale per la Vancouver Opera. Si tratta del primo di tre brevi spot televisivi commissionati dall’istituzione per aggiornare il pubblico sul cartellone in programma della stagione.

Il musical è “West Side Story” e lo staff di Giant Ant ha deciso di utilizzare l’immaginario e lo stile che caratterizzava il design grafico dell’epoca: quello di Saul Bass. Trovata sicuramente non originale, ma il risultato è buono e l’immediata riconoscibilità e la capacità di sintesi sono assicurate.

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I titoli di testa di "Dexter" in versione Saul Bass di Ty Mattson e Fashion Buddha

pubblicato da intweetion

La serie di poster che ho realizzato per Dexter mi è stata ispirata dal design modernista della metà del secolo scorso e in particolare dai lavori di Saul Bass - che ha sviluppato durante la sua carriera sia immagini statiche che sequenze di titoli animate. Ho poi collaborato con i miei amici di Fashion Buddha per creare un intro alternativa di Dexter con gli artwork sviluppato per i manifesti. Il risultato è come immagino la sequenza iniziale se lo show andasse in onda negli anni ‘60.

Non poteva spiegarci meglio lo stesso Ty Mattson questa rilettura in stile Saul Bass delle immagini che ci introducono a ogni puntata della fortunatissima serie tv “Dexter“. Alcuni dei suoi lavori inoltre sono stati approvati dalla Showtime (la casa di produzione della serie) e possono essere acquistati nello shop online del sito.

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A History Of The Title Sequence di Jurjen Versteeg

pubblicato da Cut-tv*e

A History Of The Title Sequence from jurjen versteeg on Vimeo.

Il giovane animatore olandese Jurjen Versteeg ha immaginato una sorta di documentario mai realizzato sulla storia dei titoli di testa e dei loro designer. In attesa forse che qualcuno abbia davvero voglia di mettere mano all’idea, lui intanto ha predisposto proprio la sequenza d’apertura.

Un semplice tavolo da disegno, ritratto con una bella fotografia, diventa il palcoscenico su cui si animano, con effetti di colore e movimento piuttosto ben integrati, i nomi di otto maestri della tipografia in movimento, disegnati con gli effetti e lo stile che li hanno resi famosi: da Méliès a Saul Bass, passando per Maurice Binder, Stephen Frankfurt, Pablo Ferro, Richard Greenberg, Kyle Cooper (Seven), fino al Danny Yount di Sherlock Holmes.

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I collage minimali e metafisici di Marcel Ceuppens

pubblicato da Cut-tv*e

Marcel Ceuppens

Nei collage e nei dipinti del belga Marcel Ceuppens, che siano progetti sperimentali o su commissione, gli uomini, signori d’altri tempi in doppiopetto, sono rappresentati in spazi metafici e ricordano quasi le figure con il cappello immaginate da Magritte.

In alcuni casi, nella serie Portraits, si tratta di uomini famosi, persone che hanno dato un forte contributo al nostro immaginario visivo: Eero Saarinen, Saul Bass, Alexander Calder e Jacques Tati sono calati in spazi accennati con poche linee, minimali, spiazzanti. Pochi oggetti, o pose, o segni, li contraddistinguono e parlano per loro, in queste grafiche dichiarazioni d’amore sui generis.

Marcel Ceuppens
Marcel Ceuppens Marcel Ceuppens Marcel Ceuppens Marcel Ceuppens

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Olly Moss: videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazione

pubblicato da intweetion

Olly Moss: videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazione

Prima ci ha suggerito una soluzione catartica ai nostri rancori con “Shoot the Baddies“, le sagome da tirassegno per sparare idealmente (o no) ai cattivi più famosi da Lord Vader a Terminator. Poi con le illustrazioni commissionate per il 2010 Alamo Drafthouse / Levi’s Rolling Roadshow, ha espresso tutta la sua ammirazione per Saul Bass rivisitando i nove film scelti in base alle relative location.

Vi proponiamo ’stavolta un altro coraggioso mix di Olly Moss tra passato e futuro, che unisce le iconiche copertine dei Penguin books ad alcuni dei più famosi videogiochi di sempre. Sono sei i titoli che subiscono il suo ‘trattamento’: da “Metal Gear Solid” a “Half-Life” fino a “Silent Hill”. Lo stile è sempre quello retro (e di nuovo decisamente debitore a Mr. Bass). Il risultato è ancora una volta ironico e graffiante.

Olly Moss videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazioneOlly Moss videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazioneOlly Moss videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazioneOlly Moss videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazioneOlly Moss videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazioneOlly Moss videogiochi e classici Penguin in una sola illustrazione

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Facce da designer: gli americani degli anni '70

pubblicato da Giulia Zappa

Designer americani degli anni '70

Container List è il blog che lo studio del grande grafico americano Milton Glaser, una vera icona per tutti gli appassionati della disciplina, aggiorna con immagini e artwork provenienti da riviste di grafica d’epoca.

Dal suo archivio, sono appena saltati fuori questi ritratti scattati verso la fine degli anni ‘70. Nella serie, le facce di una generazione: nell’ordine, Massimo Vignelli, Saul Bass, Wim Crouwel, Alan Fletcher, Paul Rand, Armin Hofmann, Milton Glaser, Seymour Chwast, Heinz Edelmann, George Tscherny. Apparentemente meno eccentrici dei protagonisti di oggi, ma dalle intelligenze e dagli sguardi certamente non meno vividi.

Via | Container List

Designer americani degli anni ‘70

Designer americani degli anni '70Designer americani degli anni '70Designer americani degli anni '70

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"Work, Think, Feel": la grafica di Lou Danziger

pubblicato da Giulia Zappa

Lou Danziger, grafica americana

Incuriosita da un’immagine scovata per caso su ffffound, scopro una bella gallery di lavori grafici da condiviere con voi. Sono del designer americano Louis Daziger, classe 1923, esponente del modernismo usa, giusto qualche anno più giovane di Paul Rand e Saul Bass. Un esempio di come il bel design non solo non invecchia, ma non passa neanche mai di moda.

Tra i principi ispiratori della sua carriera, c’è il monito “Work. Think. Feel.”: lavora, perchè il talento da solo non basta; pensa, perché il design è un’attività di problem-solving; senti, perchè senza l’intuito e l’emozione il design è privo di umanità.

Ritiratosi dalla professione vent’anni fa, Danziger continua ancora la sua attività di mentore con gli studenti delle più prestigiose scuole di grafica della California.

Lou Danziger, grafica americana

Lou Danziger, grafica americanaLou Danziger, grafica americanaLou Danziger, grafica americana

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