
Meet my Project è un inedito marketplace pensato per favorire l’incontro tra progettisti e produttori.
Durante i giorni del Salone, 15 designer internazionali - tra cui Simone Simonelli, R’pure Studio e Tomsuma- metteranno in mostra e presenteranno i propri nuovi prototipi. Sul versante opposto, rappresentanti aziendali e giornalisti si muoveranno alla ricerca dei prossimi talenti da promuovere.
L’appuntamento è presso lo Spazio Ida Milano, a due passi dal Politecnico. Meet my Project non si ferma però alla fiera milanese: il format continua infatti a Parigi durante i Designer’s Day d’oltralpe, dal 9 al 14 giugno.

Nuova edizione quest’anno per DueperCinque, il concorso promosso da esterni per valorizzare lo spazio destinato ai parcheggi come occasione per una nuova socialità collettiva. Oltre 650 i progetti arrivati da tutto il mondo, soltanto 9 quelli selezionati, che trovate pubblicati sul sito e che potrete osservare dal vivo dal 13 al 18 aprile.
Non cambia, rispetto allo scorso anno, la location delle installazioni, che saranno dislocate tra Porta Genova e via Vigevano, con evento finale di tutto il Festival il 17 all’Hangar Bicocca. Nell’immagine che vedete sopra, uno tra i progetti selezionati: Bevetene tutti (Gabriele Diamanti, Lorenzo de Bartolomeis e Filippo Poli), una riflessione sul tema dell’acqua come risorsa pubblica (animali compresi).
Corto Maltese è un personaggio senza tempo, in grado di affascinare chiunque con le sue storie di mare in bilico tra Venezia e l’Oriente, tra realtà dure e mondi incantati. L’azienda veneta Capod’opera lo ha scelto come “testimonial” della sua nuova collezione.
Armadio, libreria e cabinet, disegnati da Manuela Pelizzon e Silvano Pierdonà sono minimali nelle forme, proprio per poter dare il massimo risalto alle ricche tavole di Hugo Pratt riprodotte sulle superfici. La collezione verrà presentata in anteprima il prossimo aprile durante il Salone del Mobile di Milano.
Via | Design-milk.com
Corto Maltese sui mobili della nuova collezione di Capod’opera

Il prototipo del sistema di sedute Fergana, frutto della fantasia prolifica della designer Patricia Urquiola e della sapienza manifatturiera di Moroso, era stato presentato in anteprima lo scorso Aprile al Salone del Mobile di Milano.
La scorsa settimana Moroso lo ha portato nella sua versione definitiva all’Imm Koeln, Salone Internazionale del Mobile di Colonia. Il divano componibile si ispira alle tecniche di ricamo uzbeke per realizzare, in perfetto stile sincretico, un disegno che, pur ricordando delle decorazioni etniche, ritrae nel pattern un eroe dei videogiochi anni ‘80 come Pac-Man.
Fergana, il nuovo sistema di sedute firmato Patricia Urquiola per Moroso

Nel 2004 ibride, con uno slancio visionario, ha presentato la collezione Mobilier de Compagnie, che comprende l’ormai famosa consolle-struzzo Diva, il tavolino-cane Sultan e il tavolo-montone Owen, raggiunti poi nel 2007 dalla libreria Joe, orso polare in edizione limitata, anzi limitatissima, di soli 50 pezzi.
Ad aggiungersi alla compagnia va adesso Martin, il mulo-postazione operativa. Martin, come l’animale da soma al quale si ispira, porta sul dorso un vero e proprio secrétaire, mentre altri scaffali aggiuntivi percorrono tutto il suo corpo. In più, le briglie che scendono dal muso sono dei cavi di connessione funzionanti, che camuffano le antiestetiche ma inevitabili cordate per collegare il computer alle prese.

Il Salone del Mobile 2008 è stata l’occasione per ammirare la vetrina di Remade in Italy 2008 e tutte le sorprendenti novità realizzate a ridotto impatto ambientale con materiali riciclati. L’azienda Khaos ha partecipato presentato il design componibile di Pouffle, il nuovo pouf strutturato da Paul Tomfed come le tessere di un puzzle e realizzato per un buon 75% da materiale riciclato.
20% cotone vergine, 70% carta e cartone riciclato post-consumo, 5% schiuma di poliuretanico riciclata post-consumo e il restante 5% suppongo l’abbia assorbito l’ingegno. Il design non sarà originale anche se rimane efficace, versatile e funzionale ma l’intero progetto è certamente degno di attenzione, per lo spirito che lo anima e la volontà di aprire il mercato all’utilizzo di materiali poveri ma ricchi di potenzialità, perfetti per sperimentare soprattutto per un product designer alle prime armi, pieno di talento e creatività ma povero di contatti e risorse.
Via| Matrec