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Tutti gli articoli con tag salone del mobile 2009

Nuance by Luca Nichetto per Casamania

pubblicato da Bullberry



Dopo il successo riscontrato in occasione del Salone del Mobile 2009, Nuances, il progetto firmato da Luca Nichetto per Casamania è ora lanciato anche in altri splendidi colori.

Presentata in origine in sole due varianti, la seduta Nuance proprio per le sue caratteristiche che giocano con le sfumature di colore si presta ad essere proposta in molti altri colori.

Così dopo la variante verde e grigia, ecco anche le trendy in fucsia e blu elettrico…
Se si fosse incerti circa il colore si può sempre prenderne una per ogni “nuance” creando in soggiorno un arcobaleno originale e a dir poco variopinto…

Via | coroflot.com

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Massimo Sistema, la seduzione della morbidezza Poltrona Frau

pubblicato da Giulia Zappa

poltrona frau massimo sistema

Spero che molti tra voi abbiano fatto tesoro di un’emozione epidermica impagabile: accarezzare i prodotti Poltrona Frau presso lo spazio di via Savona allo scorso Salone del Mobile. Nella collezione, una serie di sedute dalla pelle così morbida - il materiale, non a caso, è stato brevettato come Pelle Frau®- da ricordare la piacevolezza della seta o la morbidezza del cashmire. Un progetto sinestetico? Involontariamente sì (o chissà…). Un valore aggiunto? senz’altro, ma anche un simbolo di quel Made in Italy che ci piacerebbe esportare sempre oltre i nostri confini.

Feticismi a parte, anche la qualità del design si distingue per valore e sobrietà, come nel caso di questi divani dal nome suggestivo, Massimo Sistema. La collezione comprende infatti una serie di sedute con o senza braccioli, a cui si aggiungono chaise-longue, elementi a penisola e pouf. Il tutto da modulare a piacere assecondando i volumi della propria abitazione e, ancora più importante, i propri desideri di comfort.

Via | Stylepark

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La lampada Wiecha di Agnieszka Lasota

pubblicato da Cut-tv

Wiecha, lampada

A volte il design riesce a prendere ispirazione dalla tradizione e dal folklore di una determinata zona geografica e a renderli attuali, sfruttandone il potenziale estetico. Esattamente quel che ha deciso di fare la designer polacca Agnieszka Lasota, una delle rivelazioni del Salone del Mobile di quest’anno.

Questa lampada, Wiecha, prende la forma dalle corone di nastrini che nella tradizione polacca si appendono al tetto di una casa appena finita di costruire come segno benaugurale. Wiecha, che vuol dire appunto corona, è una lampada portafortuna, un regalo pensato apposta per chi entra in una casa nuova e al tempo stesso è un accessorio colorato capace di strappare un sorriso.

Via | Sharesomecandy.com

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Achille, da l'Abbate il tavolo della convivialità

pubblicato da Giulia Zappa

achille-labbate

Achille è il nuovo prodotto nel catalogo l’Abbate presentato durante lo scorso Salone del Mobile a Sacro e Profano, esposizione dedicata all’impiego creativo ed innovativo dei materiali lapidei nei progetti di design.

Due i materiali utilizzati: la base è realizzata in legno, mentre il piano è invece dato da un’unica lastra di marmo di carrara, che restituisce un effetto di preziosità e lusso a tutto il prodotto.

Molto vistose anche le dimensioni, 300×110 cm, che fanno di Achille una tavolata “allargata”, corredo indispensabile ad una scenografia conviviale e numerosa, da grande pranzo di famiglia o vivace cena con gli amici. Design di Paolo Armenise e Silvia Nerbi.

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Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg

pubblicato da Cut-tv

Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg

Modus:cover è l’ultimo progetto dell’eclettico designer svedese Fredrik Färg. Si tratta di una credenza, realizzata in due modelli, un sideboard più basso e una cupboard verticale, in legno di rovere. Ma Modus:cover è anche una riflessione sulla moda, sulla memoria, sui ricordi ritrovati.

Färg ha creato questi due mobili come delle personali timebox, scatole del tempo che nella loro stessa progettazione e realizzazione portano i segni di una memoria, una sorta di messaggio lasciato ai posteri. La loro superficie esterna infatti è stata ricoperta di pagine di magazine di moda, la testimonianza delle tendenze e dei corsi e ricorsi storici, secondo Färg.

Poi le pagine della rivista, un numero di Plaza che porta la data della realizzazione del mobile stesso, sono state ricoperte da uno strato semi-coprente di vernice nera, che lascia trasparire figure e silhouette. Il mobile porta quindi con sè i segni del contesto, temporale, culturale, storico in cui è stato realizzato. Una copia della stessa rivista poi, è stato nascosta in un particolare scomparto segreto, per essere ritrovata, chissà, un giorno…

Via | Yatzer.com

Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg
Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg Modus:cover, la credenza dei ricordi di Fredrik Färg

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Philippe Nigro: Universal base e il morsetto da falegname

pubblicato da Giulia Zappa

nigro-universalbase

Letteralmente un tavolo universale, perchè adattabile a qualsiasi esigenza di spazio come anche a materiali e superfici preesistenti.

La particolarità di questo Universal base, tavolo disegnato dal giovane Philippe Nigro e già selezionato alla scorsa edizione del VIA (Valorisation de l’Innovation dans l’Ameublement) a Parigi, sta tutta nell’integrazione di morsetti da falegname nelle gambe del tavolo. Morsetti, questi, che sono capaci di accogliere piani di qualsiasi natura e dimensione, grazie anche ad un sistema di allungamento presente nella traversa.

L’effetto finale, ovviamente, non può non ricordare la plasticità d’uso ed il sapore un po’ industriale proprio delle scrivanie supportate da cavalletti. Il prodotto è ancora un prototipo, ma c’è da scomettere che non faticherà molto a trovare un suo posto tra i mobili di produzione industriale.

Via | Domus

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Da Skitsch la lampada a forma di barca di Pagani&Perversi

pubblicato da Giulia Zappa

saily-skitsch

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare di Skitsch: vuoi per l’innovativa gestione del marchio di Renato Preti, vuoi per l’art direction di Cristina Morozzi, viuoi per il nutrito carnet di giovani ed affermati designer assoldati da questo nuovo marchio del design Made in Italy. Non esattamente artefice di una collezione omogenea, piuttosto un contenitore divertito di proposte su scala diversa, dai mobili outdoors e indoors al più piccolo degli accessori.

Ma anche sul fronte prodotto sono tante le novità di interesse. Ad esempio è il caso di questa lampada Saily, progettata dal duo Pagani&Perversi. L’ispirazione, la barchetta di carta anche usata come cappello improvvisato dai muratori sotto il sole, viene trasformata in un’inedita lampada grazie all’impiego del Nomex, materiale brevettato da Dupont ed utilizzato in virtù delle sue proprietà ignifughe per le tute dei pompieri. Alla base, invece, un piano metallico costituisce l’innesto per la sorgente fluorescente, ovviamente a basso impatto energetico.

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Planika, o la rivoluzione del fuoco firmata Arik Ben Simohn

pubblicato da Giulia Zappa

planika-arik-ben-simhon

Reintrodurre il fuoco all’interno di residenze contemporanee dove da tempo il caminetto è solo un ricordo sbiadito, relegato per lo più alle abitazioni di campagna. Il concept di Planika - questo il nome di questa azienda visionaria- è stato maturato nel corso di un viaggio in Australia, dove i fondatori sono rimasti ammaliati dall’effetto ipnotico di un fuoco all’aperto in una notte stellata. Fino a riflettere sull’opportunità di sviluppare una tecnologia in grado di gestire fiamme che si possano alimentare senza sviluppare fumo, permettendo l’inserimento in qualsiasi spazio domestico.

Per il 2009, la nuova collezione è firmata da Arik Ben Simhon, il quale riutilizza un elemento formale a lui caro, il tondino d’acciaio, per creare piccoli “bracieri” freestanding da posizionare a seconda delle esigenze in ogni possibile spazio domestico. Disponibili versioni in nero, rosso e bianco.

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Tree Branch Coat Hooks, la variante a parete dell'appendiabito/albero

pubblicato da Giulia Zappa

max lipsey

Continuiamo a parlare di attaccapanni. Complementi di arredo spesso banali e sempre di difficile inserimento: per questo, ben vengano le proposte di giovani designer attenti ad esplorare nuovi approcci formali, anche se spesso inevitabilmente suggeriti da spunti di ricerca quanto mai univoci.

Dopo Eda, come è stato giustamente notato un parente prossimo di Latva di Mikko Laakkonen per Covo, è la volta di Tree Branch Coat Hooks dell’americano Max Lipsey. I suoi rami da parete in alluminio sono realizzati a mano presso una fonderia di Eindhoven, dove vive da qualche tempo dopo aver frequentato la Design Academy. Come nota lo stesso Lipsey, funziona meglio il gruppo di dieci piuttosto che il singolo pezzo isolato (e tutto sommato non credo sia una trovata commerciale per venderne di più).

Il prodotto è stato esposto presso lo Spazio Rossana Orlandi allo scorso Salone del Mobile.

Via | Mat and me

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Home Gym Office di Philippe Starck

pubblicato da Gianni Sivari

gym

Durante la settimana milanese dedicata al design è stata presentata l’ultima creazione di Philippe Starck, la linea di attrezzi da ginnastica Home-Gym-Office. Sono prodotti pensati per restare in forma e ritrovare la linea in vista dell’estate, ma ovviamente non sono i soliti oggetti, ma una collezione assolutamente originale e pienadi stile.

Tutta la linea, nata in collaborazione con Eugeni Quitllet e Alias, è realizzata con un stile ineccepibile ed elegante completamente lontano dalle tradizionali forme per gli attrezzi ginnici. Delle vere e proprie opere scultoree pensate per tonificare e assicurare una corretta postura.

Via | Architetturaedesign.it

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