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Tutti gli articoli con tag rotterdam

Water Cube Pavilion di Mvrdv

pubblicato da intweetion

WaterCubePavillon

La prossima Esposizione Internazionale si svolgerà nel 2012 a Yeosu, in Corea del Sud. Il tema scelto è “The Living Ocean and Coast” e iniziano ad arrivare le prime proposte per i vari padiglioni tematici, tra cui questo incredibile lavoro di Mvrdv, studio di architettura e urbanistica con sede a Rotterdam che dal 1993, fa dell’attenzione al design il suo punto di forza.

Già ideatori e autori di moltissimi progetti importanti, dislocati in tutta Europa, dopo il padiglione olandese per il World EXPO del 2000 a Hannover, lo staff di Mvrdv ci riprova con questo “Water Cube” che promette di essere uno dei migliori presenti a Yeosu.

Lo scopo dichiarato è di realizzare una struttura che simboleggi la forza e la bellezza degli oceani, come fosse proprio un blocco estratto dal mare stesso. Il cubo è cavo all’interno, con le pareti fatte di recipienti impilati e riempite d’acqua, così da restituire ai visitatori l’impressione di muoversi dentro all’oceano per esplorarne le meraviglie. Dopo il salto, una gallery del progetto.

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Le illustrazioni ossessive di Joakim Dahlqvist

pubblicato da intweetion

Joakim Dahlqvist

Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.

Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.

L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.

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L'albero camuffa colonna di OD-V

pubblicato da Giulia Zappa

Kunst Cultuur Rotterdam - l'albero

Intuizione interessante quella di Onno Donkers dello studio OD-V, che è riuscito a mascherare con una soluzione non posticcia la colonna portante che capeggiava dentro il Centro di Arte e Cultura della municipalità di Rottedam. Dimostrando che a volte basta poco per ridare vitalità ad uno spazio che sembra condannato alla tristezza e al grigio.

Nello specifico, la colonna è stata rivestita con una struttura di legno simile all’icona di un albero, a sua volta circondata da librerie e panche per la lettura e il relax. Solo una perplessità: il controsoffitto dipinto di verde sarà certo un espediente colorato per simulare una chioma folta, ma non sarebbe stato meglio toglierlo completamente?

Via | FFFFound

Il nuovo Kunst Cultuur Rotterdam di OD-V
Kunst Cultuur Rotterdam - l'alberoKunst Cultuur Rotterdam - l'alberoKunst Cultuur Rotterdam - il bancone

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Italia: Design_kit di Francesco Moncada

pubblicato da Cut-tv

squpizza perez francesco

Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è l’eclettico Architetto, Urban, Interior e Furniture Designer Francesco Moncada, italiano di Siracusa in giro per il mondo.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono un architetto con una formazione europea, da studente ho avuto la possibilità di studiare in Spagna e nel Regno Unito oltre che in Italia ed ho lavorato a Londra, Barcellona e Rotterdam. Sono più legato al concetto anglosassone di “design” che spazia dalla piccola alla grande scala. Considero i progetti un’occasione unica per sperimentare materiali, organizzazione, metodi di costruzione e fabbricazione.
Gli errori influenzano molto il mio lavoro: non si finisce mai di imparare e ricominciare.

Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Lavorare all’estero ha influenzato tantissimo il mio lavoro, stimolando continuamente la mia curiosità. Nel 2002 ho lavorato per Alejandro Zaera e Farshid Moussavi di Foreign Office Architects a Londra. In quel periodo il terminal marittimo di Yokohama non era ancora finito, e in studio eravamo appena 6 persone. L’esperienza con loro mi ha catapultato nel mondo dell’architettura e del design internazionale e con loro ho collaborato all’allestimento del padiglione britannico alla Biennale di Venezia del 2002. In seguito nel 2004 sono andato a vivere a Barcellona, dove ho imparato il mestiere e mi sono avvicinato alla realtà dei progetti di piccola e media scala. Alla fine del 2006 mi sono trasferito a Rotterdam dove ho lavorato per Office for Metropolitan Architecture fino alla fine del 2007. Questa è stata sicuramente l’esperienza lavorativa più intensa e formativa. Entrare in contatto con Rem Koolhaas ha cambiato il mio modo di vedere le cose e lo considero il più influente e rivoluzionario architetto vivente. Ho conosciuto delle persone straordinarie provenienti da tutte le parti del mondo e con diverse formazioni. Ho lavorato a progetti molto grandi, tra cui un masterplan per una città di più’ di un milione di abitanti in Medio Oriente ed ho maturato l’idea che il design non ha scala.

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Leave magnets by Richard Hutten

pubblicato da Cut-tv

leaves

Il boschetto che rischia di spuntare sul vostro frigorifero, potrebbe essere formato dai magneti disegnati da Richard Hutten. Queste foglie, originariamente progettate per i soffitti dell’ufficio del museo Boijmans van Beuningen a Rotterdam, erano così belle e suggetive che il designer ha pensato bene di destinarle al proprio frigo. Prodotte da Gispen, promettono di ingentilire anche l’elettrodomestico più freddo e inanimato.

Via | Dezeen.com

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