Facile capire cosa davvero riesce a catturare l’attenzione a casa propria -leggi “cosa veramente ha fatto centro al Salone del Mobile”-, più difficile è scoprirlo quando la fiera, e le novità, arrivano da oltreoceano e i modi per avere un confronto diretto sono necessariamente minori.
Per questo, abbiamo spulciato un po’ di blog americani (partendo da quello dell’accreditatissima rivista Metropolis) per cercare di individuare cosa, tra i diversi orientamenti di blogger e giornalisti, ha veramente lasciato il segno in questa ultima edizione dell’ICFF di New York. Trovando così, tra i progetti più menzionati, anche questo room divider prodotto dall’azienda di San Francisco Council e progettato dal duo statunitense Mike & Maaike.
Swarm, questo il nome dell’oggetto, si ispira alle configurazioni degli sciami ed è pensato per queste funzioni: “softening spaces, fading in and out, creating texture and motion”. Disponibile in diverse varianti di colori, può essere ingrandito e modellato a seconda dello spazio disponibile. Perfetto per un magazzino o un grande loft, dove probabilmente il progetto ha avuto origine.
Via | No Smarties

Un po’ libreria e un po’ parete divisoria. Questo lo spirito del nuovo progetto che Studio Nendo ha recentemente presentato presso lo stand total black di Kartell allo scorso Salone del Mobile.
Sundial, questo il nome del prodotto, si distingue per l’uso inedito dei separatori mobili che segmentano i quattro scaffali: oltre a funzionare come sostegno per i libri, infatti, possono anche anche essere inclinati rendendo la libreria uno strumento dinamico di interazione con la luce e le sue ombre. Perfetta per ritagliare uno spazio nello spazio, ad esempio in un ambiente molto vasto, regolando a piacimento l’illumminazione naturale desiderata.
Le dimensioni, abbastanza contenute (165×100x35), rendono Sundial un’opzione versatile adatta anche ad un inserimento in ambienti già arredati.

Si ispirano alle fiamme ma finiscono per assomigliare ad una farfalla. Questo è quanto racconta l’architetto giapponese Akihisa Hirata della sua ultima creazione, Flame Frame, una sorta di origami dall’estetica 3d realizzato in alluminio e destinato a funzionare come elemento decorativo per interiors un po’ anonimi.
Una moda, quella dei room divider modulari, che sembra dilagare dopo Kvadrat dei Bouroullec, ma che tanto sembra attingere anche dalle ultime sperimentazioni nel campo della carta piegata.
Via | Abitare
Continua a leggere: Flame Frame, le decorazioni in alluminio di Akihisa Hirata

L’abbiamo vista a Maison&Objet e ce ne siamo subito innamorati. Fosse anche solo per la sua praticità: dentro Bookwave, libreria a sospensione realizzata in feltro con anima in acciaio, possiamo infatti nascondere tutti quegli oggetti senza posto che invadono (spesso in maniera inarrestabile) i nostri appartamenti.
Il prodotto, mutuato dai portaoggetti smontabili che spesso troviamo in campeggio, è modulare e funziona molto bene anche come “room divider” (vera fissazione del momento). Gradevole anche la resa estetica, grazie all’effetto texture a nido d’ape.
Progettata dal designer turco Mehtap Obuz, Bookwave è prodotta da Ilio, protagonista emergente, tra fiere e gallerie, degli ultimi appuntamenti internazionali.

Tasselli a forma di diamante che compongono una parete modulare, da usare come tenda o come quinta temporanea all’interno di un ufficio o di uno spazio domestico. L’idea, certamente non nuova, è venuta allo studio olandese Blomming, che ha però pensato di implementare una funzionalità aggiuntiva: i singoli moduli possono essere inclinati sul proprio asse orizzontale, in modo da regolare a piacere la quantità e l’indirizzo della luce in una stanza. Struttura in acciaio e tasselli in ABS policarbonato.
Via | Dezeen

L’aspetto è un po’ minaccioso, a dispetto della forma senz’altro sinuosa e accogliente. Sarà forse il colore così scuro o l’aspetto vagamente hi-tech a condizionare questa sensazione? O magari il nome, Phenomena, così carico di inquietanti suggestioni cinematografiche? Comunque, questo “room divider” (non mi viene al momento un termine migliore in italiano) progettato da Sang Hoon Kim sembra aver fatto un ottimo esordio ufficiale all‘ICFF di New York. Tutto merito della sua capacità di interagire con la luce del sole, creando un gioco fitto e mutevole di riflessi e ombre. Le curve del paravento, chiamiamolo impropriamente così, sono pensate per funzionare come punto di appoggio per chi è in cerca di una tregua da una lunga giornata in piedi. Perfetto dunque per una fiera: sarà questo il vero motivo del suo successo?
Via | Storm from the East