
Si ispirano alle fiamme ma finiscono per assomigliare ad una farfalla. Questo è quanto racconta l’architetto giapponese Akihisa Hirata della sua ultima creazione, Flame Frame, una sorta di origami dall’estetica 3d realizzato in alluminio e destinato a funzionare come elemento decorativo per interiors un po’ anonimi.
Una moda, quella dei room divider modulari, che sembra dilagare dopo Kvadrat dei Bouroullec, ma che tanto sembra attingere anche dalle ultime sperimentazioni nel campo della carta piegata.
Via | Abitare
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L’abbiamo vista a Maison&Objet e ce ne siamo subito innamorati. Fosse anche solo per la sua praticità: dentro Bookwave, libreria a sospensione realizzata in feltro con anima in acciaio, possiamo infatti nascondere tutti quegli oggetti senza posto che invadono (spesso in maniera inarrestabile) i nostri appartamenti.
Il prodotto, mutuato dai portaoggetti smontabili che spesso troviamo in campeggio, è modulare e funziona molto bene anche come “room divider” (vera fissazione del momento). Gradevole anche la resa estetica, grazie all’effetto texture a nido d’ape.
Progettata dal designer turco Mehtap Obuz, Bookwave è prodotta da Ilio, protagonista emergente, tra fiere e gallerie, degli ultimi appuntamenti internazionali.
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Tasselli a forma di diamante che compongono una parete modulare, da usare come tenda o come quinta temporanea all’interno di un ufficio o di uno spazio domestico. L’idea, certamente non nuova, è venuta allo studio olandese Blomming, che ha però pensato di implementare una funzionalità aggiuntiva: i singoli moduli possono essere inclinati sul proprio asse orizzontale, in modo da regolare a piacere la quantità e l’indirizzo della luce in una stanza. Struttura in acciaio e tasselli in ABS policarbonato.
Via | Dezeen
Continua a leggere: Lightfacet, la tenda modulare di Blomming

L’aspetto è un po’ minaccioso, a dispetto della forma senz’altro sinuosa e accogliente. Sarà forse il colore così scuro o l’aspetto vagamente hi-tech a condizionare questa sensazione? O magari il nome, Phenomena, così carico di inquietanti suggestioni cinematografiche? Comunque, questo “room divider” (non mi viene al momento un termine migliore in italiano) progettato da Sang Hoon Kim sembra aver fatto un ottimo esordio ufficiale all‘ICFF di New York. Tutto merito della sua capacità di interagire con la luce del sole, creando un gioco fitto e mutevole di riflessi e ombre. Le curve del paravento, chiamiamolo impropriamente così, sono pensate per funzionare come punto di appoggio per chi è in cerca di una tregua da una lunga giornata in piedi. Perfetto dunque per una fiera: sarà questo il vero motivo del suo successo?
Via | Storm from the East