Vi ricordate il mitico “All is full of love”, il videoclip diretto nel 1999 da Chris Cunningham in cui una Björk robotica finiva per baciare un altro robot?
Beh, viene da qui l’ispirazione che ha guidato Luca Nichetto nella progettazione di Robo, la seduta prodotta dal marchio svedese Offecct appena presentato all’ultima Stockholm Design Week. L’idea, infatti, è stata proprio quella di trasporre in una sedia le fattezze di un robot combinando insieme un basso impatto ambientale e la scomponibilità tra i diversi componenti. Proprio quelli che, nell’articolazione tra i giunti, ricalcano la tipica estetica da automa.
Seduta, schienale e gambe vengono infatti inserite separatamente all’interno del packaging (una scatola di 50×50x20cm) e possono quindi essere montate direttamente a casa (stile Ikea) per poi essere facilmente smontate all’occorrenza. Quanto ai materiali, la scelta è caduta su legno multistrasto e feltro acrilico ricavato da bottiglie di Pet riciclate, in un’ottica, come dice Nichetto, il più possibile “earth friendly”.
Via | Designboom
La sedia Robo di Luca Nichetto
Continua a leggere: Robo, la sedia di Nichetto ispirata a Björk
Indovinello: “parla, cammina e risponde ma non è un uomo”. Si tratterà forse di un robot umanoide? Beh, avete indovinato. Palro (pal + robot), ultimo nato in casa Fujisoft (in Giappone, naturalmente), è un piccolo automa dotato di funzioni tecnologiche equiparabili ad un comune netbook: processore da 1.6 GHZ, 1GB di Ram, una videocamera-occhio da 3 Mpx, microfoni, speaker (grazie ad un software di riconoscimento vocale il robot può rispondere a facili comandi), un display LED sulla testa e sul petto. Il tutto in 40 cm e 1,5 kg.
Niente male anche la mobilità. Alle 20 giunture dislocate tra braccia, capo, busto e gambe si aggiungono sensori avanzati di distanza, posizione e pressione, che permettono a Palro un’agile camminata in stile “moonwalk”. Il lancio sul mercato è previsto per il 15 marzo, mentre il prezzo al pubblico dovrebbe aggirarsi sui 3300 dollari. Solo 100, per ora, gli esemplari destinati alla produzione.
Via | Designboom
Continua a leggere: Palro, il robot umanoide della Fuji Soft
Il video che precede il post racconta già molto del lavoro di Joshua Kirsch, artista visuale che opera in una ‘terra di mezzo’ tra architettura, design e tecnologia. “Sympathetic Resonance” è una scultura musicale interattiva che ricrea una marimba con cui le note vengono suonate da 56 unità modulari di grandi dimensioni: completamente indipendenti e collegate alla tastiera via cavo o wireless.
L’effetto è visivo prima ancora che sonoro. Il suggestivo movimento dei martelletti genera un’ installazione nell’installazione. Una specie di danza robotica. Robotica è anche il termine suggerito da un’altra opera di Kirsch. “Oculus” è un ‘ragno’ a 18 zampe, connesse a un blocco centrale manovrabile dallo spettatore tramite due maniglie. Le ‘articolazioni’ provocano un movimento sincrono, come quello di un insetto che però rimane sul posto.
La scelta dei materiali utilizzati, l’attenzione alla modularità e al design degli elementi, il forte rilievo dato all’interazione, sono solo alcuni dei punti di forza di questi lavori che insistono per l’ennesima volta sul ruolo delle diverse discipline nelle nuove forme del rapporto uomo-macchina. Dopo il salto il video di “Oculus”.
Continua a leggere: Le sculture interattive di Joshua Kirsch

Nepomuk è il nome di uno studio grafico berlinese. Il loro stile illustrativo, naive e retrofuturista, dai colori vividi e il tratto infantile, ben rappresenta Berlino, in tutte le sue stratificazioni e contraddizioni. Per il nuovo anno anche Nepomuk ha disegnato il suo calendario, sotto forma di Robot. Robo 2009 è infatti l’uomo che cade dallo spazio e sicuramente sa qualcosa del nostro futuro.
L’edizione è limitata, ma il prezzo, 7 euro, davvero contenuto, per questo gioiellino d’illustrazione che vi terrà compagnia per tutto l’anno. Nello shop troverete poi molte altre stampe, t-shirt, borse per cui vale la pena davvero dare un’occhiata.

Su Flickr mi sono imbattuta nella fantastica collezione di Nerdbots, realizzati con oggetti recuperati. La gamma di offerte è ampia e strizza l’occhio ad un nostalgico Retrofuturo, con mascotte dal design ironico, costruite con vecchie radioline, salvadanai a cassaforte, ventole di raffreddamento… che vi guardano con i loro sguardi ciclopici costituiti da fari delle auto e macchine fotografiche polaroid. Un piccolo capolavoro di design del recupero.

Di packaging se ne parla già abbondantemente su Designerblog, ma cosa succede quando viene proiettato nel web design? Il sito dei Plastic Robots è un esempio: un’unica animazione Flash che ci permette di ruotare la scatola di un robot-giocattolo scoprendo le informazioni sul collettivo di Varsavia.
Piccola chicca, il video/portfolio che ci mostra in circa un minuto un montaggio dei lavori realizzati: spot pubblicitari, video musicali ed altro. Unico neo non poter chiudere la visualizzazione costringendo il visitatore a seguire fino alla fine.
Una scatola di un giocattolo ruotabile col mouse quindi può diventare un portfolio “ricco” di tutto ciò che ci serve per conoscere Plastic Robots. E ora correte a ruotare anche voi la scatola.

Il Giappone di Godzilla, dei giocattoli con i quali siamo cresciuti, delle insegne colorate e dei gadgets, ha generato un nuovo tipo di robot che ‘invita’ a bere Coca Cola e Coca Cola Zero. A Tokyo intorno alla stazione di Shibuya è stato avvistato un distributore automatico di Coca Cola con le fattezze di un robot da Retrofuturo dal carattere un po’ irascibile, che manifesta intrappolando la testa di chi sembra preferire una marca differente.
Una forma di advertising aggressiva ed ironica, sull’onda della quale è stata lanciata anche una serie di miniature giocattolo in vendita su Ebay, voi inserite una moneta per la Coca Cola e loro vi aiutano a dominare il mondo. Se passate da Tokyo siete avvertiti, se la Coca Cola proprio non vi va, diffidate degli sconosciuti che vi inteneriscono ricordando vagamente i robot con i quali giocavate da piccoli.
Via| Technabob.com

Dopo il successo della riedizione del “Cubo”, la storica radio Ts 522, Brionvega presenta al Fuori Salone 2008 un altro favoloso ritorno, quello del mitico Radiofonografo progettato nel 1965 da Pier Giacomo e Achille Castiglioni. Il “robot musicale componibile” che univa per la prima volta in un unico oggetto radio, amplificatore e giradischi (45 e 33 giri), pur mantenendo intatta la linea, è stato riprogettato dal punto di vista tecnologico.
Sono stati infatti inclusi, oltre alla radio e al giradischi la predisposizione per lettori MP3 e un lettore CD posizionato a lato del piatto, che già nel modello originale era spostato sulla destra, per lasciare spazio a un possibile lettore di cassette che avrebbe dovuto essere inserito nelle versioni successive. Il nuovo Radiofonografo, sarà presente negli spazi di Viabizzuno, in Via Solferino e di Moronigomma in Corso Matteotti.

hello_naomi è una vera geek girl. di giorno programma robot, di notte si diletta con il food design. Dopo i Super Mario Cupcakes, deliziosi pasticcini ispirati all’eroe dei videogiochi Super Mario Brothers, questa ironica designer di dolci ha sfornato i Pacman Cupcakes. Le icone di uno degli storici giochi arcade, diventano dolcetti glassati. Le ciliegie, i fantasmi e il pacman che si rincorrevano sugli schermi della nostra infanzia, ora tornano con ironia e un pizzico di nostalgia a stuzzicare il nostro palato insieme all’immaginario.
Via | Geeksugar.com

Se nella vita non avete bisogno di trofei di animali impagliati alla parete, ma di tanta ironia per manifestare la vostra disapprovazione davanti all’estinzione di milioni di specie animali, alla sperimentazione selvaggia nei laboratori, davanti all’allevamento indiscriminato di animali al solo scopo di ucciderli per i nostri bisogni più effimeri, date un’occhiata al sito di France Cadet, giovane artista francese esperta di Robotica, che ha realizzato gli Hunting Trophies, undici robot con le fattezze di animali tra quelli più utilizzati dai tassidermisti.
Ogni trofeo è dotato di un programma interno che gli consente di interagire con l’ambiente circostante. Mentre lo contemplate sembra un trofeo qualsiasi che arreda la vostra parete, non meno kitsch di uno vero, ma appena i suoi sensori avvertono un movimento, il trofeo si anima seguendolo con lo sguardo. Se ti avvicini troppo lui si difende ringhiando. Un modo ironico per circondarci delle icone degli animali che amiamo e un modo intelligente di cominciare a guardare i robot con occhi meno diffidenti.