
Il concetto non è proprio nuovissimo, perchè Droog Design l’aveva già utilizzato per l’interior design del negozio Mandarina Duck di Parigi, datato 2000. Da qui l’idea di sfruttare il concept anche commercialmente mettendo in vendita singolarmente l’accessorio.
Strap sfrutta le proprietà dell’elastico, trasformandolo in un nuovo sistema per fare ordine tra i mille oggetti di casa. Fissato al muro, infatti, può “fermare” gli oggetti, che rimangono sempre a vista. Perfetto per le riviste, ma anche molto carino per dare una forte impronta visiva alla stanza. Prezzo non impossibile, 13, 50€ a pezzo.
Via | At Casa
2010 in versione Augmented Reality. Il grande magazine britannico Wallpaper dedica infatti a questa tecnologia il numero di gennaio dal titolo “Next Generation”.
Una delle tendenze da tenere sott’occhio per il prossimo anno, sostiene il direttore Tony Chambers, che sempre in questo numero ha scrutato, complici giornalisti e trend hunter d’Oltremanica, le dinamiche che più prenderanno piede nel futuro prossimo, dalla tecnologia fino al design e ai consumi.
Ma la curiosità sta tutta nella cover. Inquadrandola nella nostra webcam, infatti, sarà possibile vedere sullo schermo del computer l’immagine di copertina in versione 3d. All’interno, invece, un supplemento di 11 pagine in AR.
Via | Dexigner

Nati dalla collaborazione tra il MoMA di New York ed il designer Goran Lelas, gli animaletti di Somewhere City sono una piacevole e intelligente idea da regalare per natale ai più piccoli -e non solo.
Lelas è praticamente un mito vivente dell’industrial design e delle arti visive in genere. Dopo aver lavorato per molte case di moda e aver collaborato con le riviste più prestigiose (Vogue, Glamour) ha iniziato a interessarsi all’illustrazione per bambini ed è stato art director per numerose agenzie anche qui in Italia.
I toys di Somewhere City sono dei buffi ibridi con elementi presi in prestito da vari animali. E’ possibile mescolare sia i pezzi dello stesso personaggio che scambiarli tra di loro. Sono consigliati per i piccoli dai tre anni in su, ma sono disponibili anche le versioni in pelouche per i piccolissimi di due diverse dimensioni. Prezzi sullo shop dai 9 euro e 90 ai 19 euro e 90.

Oltrepassare la divisione tra carta stampata e web. La prima, con la sua abituale cura editoriale, il secondo, con la sua freschezza e interattività. Questo l’obiettivo, all’apparenza fin troppo ambizioso, che ha dato vita ad un numero sperimentale di Colors, la rivista icona lanciata nel 1991 dal gruppo Benetton qui alle prese con un monografico sugli adolescenti in salsa tecnologica.
E dunque, come far comunicare i due mondi? Da Ponzano Veneto hanno risposto così: basta collegarsi al proprio computer, aprire la webcam, andare al sito web di Colors Magazine e mostrare il codice a barre sulla copertina. Il tutto per accedere -apriti sesamo- ai contenuti augmented reality proposti sul sito, una sorta di informazione sull’informazione che permette di approfondire gli articoli pubblicati con informazioni multimediali più specifiche.
La tecnologia, così, diventa uno strumento per l’introspezione della variegata realtà adolescenziale, superandone gli aspetti di facciata, spesso solo glamour e pubblicitari, e favorendo la scoperta di sottoculture, biografie, pensieri e desideri. Provare per credere.
Ti abboni ad una rivista ma nella buca delle lettere ricevi una maglietta. Come è possibile? Il progetto si chiama T-Post e gioca proprio sullo slittamento di aspettative rispetto al formato magazine: al posto della carta c’è la stoffa di una T-shirt che fa da supporto per una rivista monografica fronte-retro. O double-face, come sarebbe più opportuno dire. Ma che rimane comunque un oggetto da indossare oltre che da leggere.
Ogni numero della rivista, infatti, è affidato ad un designer diverso, che prepara per il fronte una illustrazione ad hoc a cui si accompagna da un articolo stampato sul verso. L’idea, bizzarra quanto geniale, parte dalla Svezia ma si è già fatto il giro del mondo grazie al passaparola, complice anche la buona qualità degli artwork stampati, quasi tutti affidati ad emergenti.
Abbonarsi è facile e neanche dispendioso. Ogni numero, “pubblicato” ogni sei settimane, è venduto al prezzo di 19€ più spese di spedizione. Impossibile, però, mettere le mani sulle magliette senza un abbonamento: il concept non prevede distributori intermedi e incoraggia il word of mounths come unico mezzo di propagazione. Garantendo così anche una produzione limited edition a tiratura variabile.
Curiosi anche i temi trattati, come nel caso dell’ultimo numero. Sapevate infatti che Cuba, a causa dell’embargo, rischia di rimanere senza carta igienica fino alla fine dell’anno?
Via | Yatzer
Continua a leggere: T-post, la rivista limited edition in formato maglietta

Gli appartamenti appena usciti dal restyling dell’architetto vi sembrano freddi? Senza storia? Senza personalità?
Non posso darvi torto. Per questo non esito a suggerirvi una novità nel campo dell’editoria di settore in grado di distinguersi per un approccio estraneo al gusto patinato delle case copertina. Apartamento - an everyday life interiors magazine, esplora residenze di ogni tipo nella loro “vita quotidiana”. Documentandone l’uso, la storia delle persone che ci vivono, e persino il disordine che anima ogni stanza.
La redazione, con sede a Barcellona, può contare su una fitta rete di collaboratori europei. Scommettiamo di trovarci di fronte ad un prossimo cult? Online tutte le informazioni per accaparrarsi il prossimo numero.
Via | Newdandysm

Valero Doval è un illustratore originario di Valencia, che vive e lavora a Londra. Molti dei suoi lavori sono collage in cui animali, fiori, persone, edifici sono colti nella loro staticità, mentre l’intervento della mano di Doval, linee tratteggiate, gli disegna il movimento intorno.
Il suo intero portfolio, che vanta parecchie collaborazioni illustri, molti quotidiani e riviste, il New Your Times e Wallpaper e anche qualche brand internazionale, è una vera e propria dichiarazione d’amore a un mondo semplice, in cui fiori, funghi, dirigibili e campanili si combinano e si connettono, colti in uno spazio neutro, in un tempo sospeso.
Via | InspireMe

La designer Satina Turner ha ideato un tavolino molto ingegnoso, si tratta di Magtable coffee table.
La sua particolarità sta nelle fessure verticali presenti sul piano di appoggio, le quali servono ad incastrare ad hoc le riviste che di solito rimangono sparse sul tavolo.
Questo oggetto è in vendita su Umbra, purtroppo ora è out of stock.
Via | boing boing
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
Gli ospiti di oggi sono Chiara Di Pinto a Arianna Lelli Mami, le industrial designer che hanno fondato lo Studio Pepe di Milano.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Siamo Chiara Di Pinto a Arianna Lelli Mami, ci siamo conosciute al Politecnico di Milano dove ci siamo laureate entrambe in disegno industriale. Due anni fa abbiamo fondato lo Studiopepe che si occupa di progettazione e styling per l’editoria e per le aziende. Progettiamo e realizziamo servizi fotografici che vengono pubblicati su riviste che si occupano di Interni e Design come New York Times Style Magazine, Case da Abitare, Velvet, D la Repubblica, Elle Decor Italia e UK . Il nostro approccio è interdisciplinare, le ispirazioni e le suggestioni di stile dalle quali realizziamo i nostri servizi possono venire da qualsiasi cosa: dal lavoro di un artista ad una piccola installazione spontanea per strada. Il nostro approccio è libero dalle convezioni. Ci piace progettare in maniera maniacale il nostro lavoro, ma anche essere aperte a cambiare direzione in corso d’opera.

Sin dal 1963, la città Ceca di Brno attira professionisti e appassionati di grafica che arrivano da tutto il mondo per assistere alla Biennale. Fino al 19 ottobre, la 23rd International Biennial of Graphic Design Brno 2008, dedicata a graphic design, illustrazione e tipografia editoriale di libri, riviste, giornali e quella dei media digitali, promuove numerosi eventi e simposi, soprattutto l’atteso Grand Prix 2008, il concorso per grafici professionisti, che in questa edizione annovera più di 600 progetti, presentati da 162 artisti provenienti da ben 27 paesi. Lavori che al termine della Biennale entreranno a far parte della Graphic Design Collection della Moravian Gallery, mentre il vincitore di questa edizione, Kasia Korczak esporrà in una personale alla Biennale 2012.
Via|Undo.net