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Tutti gli articoli con tag ristorante

Design architettonico dal Wood Festival: lo studio Grupa - xm3 e il ristorante Zmianatematu

pubblicato da Eugenio Pozzilli

Lo studio Grupa - xm3 e il design per il ristorante Zmianatematu
Dal Wood Festival in Ungheria prendono vita grandi successi. Uno di questi è il design di un ristorante che è stato ristrutturato a ammodernato in maniera davvero interessante, tanto più se si considera che il budget a disposizione non era dei più generosi.

Il ristorante in questione si chiama Zmianatematu, e si trova a Łódź, in Polonia. La città si trova esattamente al centro della nazione, e aveva un’economia piuttosto fiorente, se non fosse stata stroncata dalla seconda guerra mondiale. Dopo la capitale, è la città più densamente popolata.

Il locale si trova in Piotrkowska 144, e lo studio Grupa - xm3 (ma si trovano più notizie qui) ne ha modificato per l’occasione l’interno, rendendolo moderno e accogliente. Il pavimento è stato lasciato in cotto e le pareti con l’intonaco grezzo, ma tutto attorno, pareti, soffitto, arredamento, sono state applicate delle lamelle in legno che modulano plasticamente l’intero ambiente, dividendolo in aree diverse. L’effetto che ne consegue è quello di trovarsi in uno spazio che sia naturale visto il materiale impiegato, e spaziale viste le forme inusuali e moderne.

Sono parecchi anni che a Łódź stanno provvedendo a rimettersi in sesto economicamente e culturalmente: un esempio è la Państwowa Wyższa Szkoła Filmowa,Telewizyjna i Teatralna, una della più prestigiose scuole di cinema d’Europa (frequentata tra gli altri da Roman Polanski); l’altro esempio è Zmianatematu, il ristorante che speriamo ispiri anche altre realtà.

Via | Designeast.eu

Lo studio Grupa - xm3 e il design per il ristorante Zmianatematu
Lo studio Grupa - xm3 e il design per il ristorante ZmianatematuLo studio Grupa - xm3 e il design per il ristorante ZmianatematuLo studio Grupa - xm3 e il design per il ristorante ZmianatematuLo studio Grupa - xm3 e il design per il ristorante Zmianatematu

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Il gusto nel web design di Geokeske

pubblicato da Parasite

Geokeske Restaurant web design

Geokeske è un ristorante di El Paso (Texas) che grazie al lavoro di Viva Creative Group e Impulse ha rilanciato la propria immagine con un “appetitoso” sito ricco di foto ad alta risoluzione e animato quasi impercettibilmente grazie a jQuery.

Un uso mirato di javascript unito a un web design curato ed elegante anche nel reparto tipografia rende questo sito unico e degno di ammirazione. Il fade leggero ad ogni caricamento di pagina, anche se rende poco a causa della pesantezza inevitabile delle foto in background, la tipografia dei titoli, la leggera animazione del logo in homepage lo rendono una sicura fonte d’ispirazione. Un difetto? I menu scaricabili in pdf senza possibilità di sfogliarli online. Imperdonabile.

Geokeske Restaurant web design
Geokeske Restaurant web designGeokeske Restaurant web designGeokeske Restaurant web design

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Ristorante Le 28 Thiers: webdesign con stile ed eleganza

pubblicato da Parasite

Il sito web di un ristorante può essere elegante e fruibile

L’agenzia creativa francese Wokine firma il nuovo sito del ristorante Le 28 Thiers, un lavoro che non può non colpire per l’eleganza, lo stile e la fruibilità dei contenuti presentati ottimamente. Realizzato sfruttando sia la praticità dei fogli di stile che le animazioni in Flash, avvolge immediatamente il visitatore nell’atmosfera che il locale offrirà una volta messo piede al suo interno.

La parte superiore delle pagine è caratterizzata da un testo introduttivo (vale anche per le sezioni interne) e una grande fotografia posizionata sulla destra con le informazioni e gli approfondimenti posizionati nella parte inferiore, forse un po’ troppo below the fold ma che non possono passare inosservate né “ingannare” l’utente.

Il sito web di un ristorante può essere elegante e fruibile
Il sito web di un ristorante può essere elegante e fruibileIl sito web di un ristorante può essere elegante e fruibileIl sito web di un ristorante può essere elegante e fruibile

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Cave Restaurant, il ristorante nella caverna

pubblicato da olivia

Cave Restaurant, il ristorante nella caverna

Lo studio Koichi Takada Architects ha realizzato il Cave Restaurant di Sidney, in Australia, ispirandosi non solo alla forma ma anche all’acustica di una caverna.

Ne è risultato un ambiente dall’impatto decisamente suggestivo, dovuto sia all’estetica d’effetto, sia alle sensazioni uditive che la particolare forma del ristorante promette di suscitare.

La curvatura delle pareti e del soffitto infatti è stata calcolata con il supporto di tecnologie computerizzate e immagini 3D, per riprodurre l’acustica e il riverbero tipici di una caverna. L’effetto è quello di una piacevole e globale conversazione di fondo, che dovrebbe regalare un senso di familiarità ai clienti del locale.

Via | Contemporist

Cave Restaurant, il ristorante nella caverna Cave Restaurant, il ristorante nella caverna Cave Restaurant, il ristorante nella caverna Cave Restaurant, il ristorante nella caverna

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"Casa Lever" di Marc Newson

pubblicato da intweetion

CasaLever

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.

Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.

Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).

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Hoto Fudo: il ristorante di Takeshi Hosaka

pubblicato da intweetion

HotoFudoRestaurant

Gli eschimesi sono un popolo strano. Prima di tutto si arrabbiano se li chiamate così. Sul serio. E’ un termine che deriva da un dialetto indigeno dell’America del Nord e significa “fabbricante di racchette da neve”. Io mi arrabbierei. Come se un abitante di Varese venisse chiamato “fabbricante di calzature”: in effetti non è carino.

Chissà se gli eschimesi si innervosirebbero altrettanto guardando il ristorante realizzato dallo studio di Takeshi Hosaka. Inizialmente forse no. E’ un igloo e a loro piacciono. Però è alle pendici del monte Fuji, in Giappone. Il posto si chiama “Hoto Fudo” (che suona un po’ come “cibo caldo”, ironicamente).

La struttura funziona come un’enorme conchiglia: linee morbide con 140 metri quadri adibiti a cucina e 530 per mangiare sotto la parte di igloo che serve da veranda. La particolarità è che il posto non ha aria condizionata, quindi gli avventori, pioggia a parte, devono adattarsi alle condizioni atmosferiche.

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Le illustrazioni ossessive di Joakim Dahlqvist

pubblicato da intweetion

Joakim Dahlqvist

Joakim Dahlqvist è compulsivo. Innanzi tutto come designer. A leggere il suo curriculum, ci si chiede se abbia mai avuto una vita privata. Nato in Svezia, è vissuto tredici anni a Singapore. Poi, al ritorno, ha studiato architettura e si è preso un Masters degree with honors dal Design Research Laboratory della Architectural Association School di Londra.

Ha lavorato per l’Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, per Prada come consulente sulla ricerca e le tecnologie (incredibili i suoi allestimenti), in Italia con April per realizzare il National Geographic Store. Insieme a Jens Hommert e Hieu Dam ha persino trovato il tempo di aprire un bar e un ristorante i cui interni, ovviamente, sono curati da lui stesso.

L’elenco potrebbe continuare con lavori di architettura, animazione, programming, e video. Noi ci limitiamo a segnalarvi la parte più folle della sua produzione. Le sue dettagliate e compulsive illustrazioni. Dalla città immaginaria (forse legata alla mitica Frisland) che potete ammirare in tutti gli splendidi dettagli a questo link, a quest’altra, altrettanto intricata. Oppure a questo delirante prospetto architettonico.

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Brooklyn Fare, cibo, design e ironia

pubblicato da naomi

Brooklyn Fare from Mr. Mucca on Vimeo.

Brooklyn Fare è un concept store tutto incentrato sul cibo e il design, dove una buona dose di ironia corona tutto il progetto. Il brand vuole proporre cibi di qualità uniti a prezzi abbordabili, in linea con un pubblico giovane ed esigente.

Qui sopra vi propongo un video che mostra alcuni prodotti di packaging utilizzati in questo negozio, dove potremo avere un mini market, un ristorante e un bar in un solo posto, con tanto di catering su richiesta. Il loro sito ci dimostra che la cura estetica può davvero fare molto per proporsi sul mercato gastronomico, il problema è capire come cucinano e che sapore abbiano i loro prodotti.

Se qualcuno di voi ha la fortuna di aggirarsi per le strade di New York in una delle vostre prossime mete, allora vi consiglio di fare un salto in questo posto, potete trovarlo a questo indirizzo, 200 Schermerhorn St., Brooklyn, NY 11201.

Via | lost at e minor

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Recipease, l'alimentare secondo Jamie Oliver

pubblicato da Giulia Zappa

Il ristoraante Recipease di Jamie Oliver

Cucina e design sono due territori sempre più interconnessi. Dopo la recente sortita editoriale di Ferran Adrià, ci pensa un’altra star indiscussa dei fornelli, Jamie Oliver, a declinare la sua personale visione del food design in un nuovo concept per i negozi di alimentari.

Recipease, questo il nome della catena, offre cibi confezionati che possono essere preparati anche nel negozio, sotto la supervisione di chef che insegnano al pubblico a cucinare. Brand identity e packaging sono stati progettati da Williams Murray Hamm. all’attivo un nutrito portfolio nella grafica di prodotti alimentari.

Via | The Dieline

Il ristoraante Recipease di Jamie Oliver
Il ristoraante Recipease di Jamie OliverIl ristoraante Recipease di Jamie OliverIl ristoraante Recipease di Jamie Oliver

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Urbana 47, caffè, ristorante e vintage design

pubblicato da Cut-tv

urbana47

Urbana 47, è il nome ma anche l’indirizzo di un caffé-ristorante da poco aperto nel cuore del Rione Monti a Roma. La cucina, in stile tradizionale rivisitato, promette ingredienti biologici e a “km zero”, ovvero provenienti solo dalla campagna romana. Un’atmosfera post-industriale ma riscaldata da tocchi rustici (non possono non colpire l’occhio le piramidi di scatole di pelati alle pareti) accoglie il visitatore.

Ma il motivo per cui ne parliamo qui è la singolare iniziativa riguardante l’arredamento: in un periodo in cui un locale se vuole sopravvivere deve cambiare stile quasi a ogni stagione, da Urbana 47 nulla è permanente. L’arredo è curato da Zoc, il vicino negozio specializzato in arredamento vintage e mobili per ufficio degli anni ‘50 e, ad esclusione del bancone e di un paio di altri elementi strutturali, tutto il resto è in vendita. Tavolini, scaffali, sedie e altri mobili, tutti di modernariato, sono pronti per essere impacchettati e venire con voi, subito dopo pranzo.

Via | Stylefactory

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