
Non sono (solo) i loghi che fanno un’olimpiade. Tuttavia, rimane interessante dare uno sguardo all’immagine che le città candidate costruiscono presentandosi a loro avviso nella veste più papabile e accattivante.
In questo caso, tutti i progetti sono caratterizzati dalla scelta di un simbolo mai arbitrario. Il logo di Chicago, progettato dall’agenzia VSA PArtners, è caratterizzato dalla stella a sette punte che distingue l’araldica della città. Per Rio de Janeiro, invece, è un profilo della costa a forma di cuore a ricordare la particolare geografia della metropoli, incastonata tra mare e montagna. Nel caso di Tokyo, invece, è stato utilizzato uno dei simboli tradizionali del Giappone, il musubi (nodo), declinato qui con i colori dei giochi olimpici.
Diverso il caso di Madrid. Il logo, realizzato dal grafico argentino Joaquín Malle, che l’ha spuntata tra le 2700 proposte presentate, è una mano aperta colorata con i colori dei giochi. Il payoff, “Hola everyone”.
Via | Bloggokin
Otávio Rios è un illustratore, visual designer e attivista sociale Brasiliano, che disegna anche cartoons e il Rios Illustration Studio, che ha appena aperto a Rio de Janeiro, è il responsabile delle campagne che trovate nella gallery, accomunate da una sovrabbondanza di particolari che restituiscono il magma caotico nel quale viviamo, accumuliamo e desideriamo. Nella gallery: la campagna per l’agenzia África, quella per Contemporânea e per Que, che vi consiglio di guardare ingradite per apprezzarne meglio i particolari. Se il design non può cambiare il mondo certo ci prova!
Via | Computerlove
Torniamo a Rio de Janeiro per un’intrigante beach house realizzata dallo studio Mareines&Patalano. Il duo, all’attivo molti lavori di interiors per suntuose residenze in Brasile, si è ispirato questa volta alle tipologie abitative indigene della regione, qui sublimate in una lussuosa residenza contemporanea.
Uno il segno inconfondibile di questa architettura: un tetto a forma di foglia, che delinea uno spazio frastagliato senza divisioni nette o rotture tra il giardino e la casa. All’interno, invece, i toni onnipresenti del legno, ugualmente presenti tra rivestimenti e arredo, riscaldano l’ambiente nei suoi due volumi tra living al piano terra e zona notte, restituendoci l’esuberanza dei tropici e tutto il gusto della vita all’aria aperta.
Via | Dezona
La Leaf House a Rio de Janeiro



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Sette stanze e una vista impareggiabile su Rio de Janeiro: questo il privilegio che offre La Suite, impeccabile boutique hotel nel quartiere di Joatinga, a due passi dalle spiagge di Barra, Pepe beach e Ipanema.
Gli ambienti, caldi ed accoglienti come ci si immagina debba essere un soggiorno in Brasile, incarnano un mix riuscito tra mobili antichi, pop art e complementi d’arredo in stile neoclassico. Apprezzabili i tocchi eclettici che non si fanno prendere troppo sul serio, così da definire uno stile luxury chic in salsa carioca.
Da segnalare anche la presenza di una piscina all’interno di un più vasto giardino tropicale con tanto di pappagalli variopinti, il tipo di eden a cui aspirare in una fredda giornata di febbraio in Italia.
Via | Coolhunting
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