
Praticamente una sfida. Poi -certo- anche un’esibizione e un lavoro di design e di arredamento. Prima di ogni cosa però, questo “24 hour chairs” è una sfida. Al tempo, alla creatività e alla materia in questione: il legno. Un tour de force autoimposto che ha dato notevoli risultati.
Andy Hall è un designer di Chicago che ha fondato Hall Manufacturing la sua piccola ditta con cui propone oggetti di arredo e mobili, tutti molto particolari e con un approccio ai materiali sempre assolutamente personale.
Il 22 gennaio di quest’anno, Hall si è lanciato in un’impresa: progettare e costruire una sedia ogni ora trascorsa nello spazio che ha poi ospitato l’esibizione “Pop-Up Art Loop” di Chicago. Quattro sedie al giorno, per sei giorni. Ogni ora un progetto veniva disegnato e poi completato realizzando un prototipo. Praticamente una giornata di lavoro distribuita in meno di una settimana.
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Il duo di designer canadesi Courtney Hunt e Alex Witko, sono i fondatori di un brand design chiamato Organelle, dove propongono i loro prodotti e la loro filosofia eco-friendly.
La loro specialità è infatti quella di dare una nuova vita a oggetti che trovano in giro per le discariche, i quali vengono reinterpretati dai designer in modo sempre innovativo ed esteticamente interessante. Tra i vari prodotti proposti sul loro sito, segnalo i curiosi Hangelier, presenti nella sezione Lighting.
Si tratta di una mini collezione di lampade da soffitto create con materiali e oggetti di recupero, come appendiabiti in legno o resina, cerchi delle biciclette e ingranaggi vari. Il risultato è un’impeccabile collezione di lampade originali e belle. Alcuni dei prodotti di questo brand sono in vendita tramite il loro spazio personale su Etsy.
Via | 2 modern design talk
Il riciclo è l’indiscusso protagonista di un progetto del designer Oscar Diaz, nome che qui a Designerblog non ci è nuovo. In questo caso abbiamo a che fare con un suo progetto dal sapore eco-friendly e molto curioso progettato proprio quest’anno, sto parlando di Found Cutlery.
Si tratta di un set di posate ricavate ritagliando alcune bottiglie di plastica che il designer ha sapientemente selezionato al supermercato. Cercando delle bottiglie con le “curve giuste”, il designer ha pensato bene di ricavarne dei cucchiai, forchette e coltelli di plastica, i quali sono stati successivamente trattati per poterli utilizzare al meglio come posate.
In pratica la plastica è stata rivestita di rame e successivamente gli è stata fatta una rifinitura in metallo. Il risultato è sicuramente interessante, tanto che possiamo anche acquistare questi prodotti dal sito Goodd, ma dato il numero limitato di prototipi creati, il loro prezzo è proibitivo, cioè £ 150,00.
Via | cribcandy
Spesso e volentieri l’arte viene in soccorso all’ambiente, con progetti intelligenti, simpatici e anche molto creativi. Basta semplicemente sfruttare materiali difficilmente smaltibili una volta buttati, come ad esempio la plastica, e il gioco è fatto.
L’artista americano David Edgar ha pensato bene di unire la sua passione per l’arte con una filosofia eco-friendly. Si tratta di un progetto intitolato Plastiquarium, dove ha realizzato una ricca collezione di vivaci pesci tropicali utilizzando della semplice plastica colorata.
Ogni creazione è in vendita e quindi viene in qualche modo restituita in una nuova “veste” sul mercato. Nella sezione Gallery potete vedere le sue numerose creazioni, mentre in Pricing ci sono tutte le varie dimensioni e i rispettivi costi delle sue sculture ecologiche.
Via | bem legaus
Olivier Goka è un creativo belga che ama collezionare oggetti di ogni genere fatti in plastica. Questa passione lo porta a prelevarli dalla strada, da vari mercatini di cianfrusaglie e talvolta anche da amici e parenti che contribuiscono ad arricchire la sua collezione con libere donazioni.
La cosa che rende speciale il suo hobby è quello che ne fa dopo aver preso questi oggetti, infatti Olivier ama “dare una nuova vita” alla plastica, dove spesso e volentieri si trasforma nelle sue mani in piccoli e curiosi personaggi inseriti in contesti creati ad hoc per loro.
Dopo averli ridipinti e più in generale restaurati, Olivier crea dei piccoli plastici dove vengono immortalati in simpatiche fotografie eseguite da Bernard Babette. Nella sua galleria di Flickr possiamo vedere queste piccole ricostruzioni, dove ad ogni oggetto viene data una vera e propria seconda vita.
Via | koikoikoi
Ormai la parola “riciclo” è diventata un must in molti progetti di designer in giro per il mondo, e ogni volta ci si “ingegna” per trovare l’idea più curiosa e anche eco-friendly possibile. In questo caso mi riferisco alla sedia SIE43 progettata dal designer polacco Pawel Grunert, una struttura in acciaio che “ospita” decine di bottiglie di plastica.
Questa seduta ci dà la possibilità di poterci “adagiare” su delle autentiche bottiglie di plastica, e quando ci accorgiamo che qualche bottiglia si “ammacca” possiamo sempre sostituirla con un’altra uguale o differente, a seconda dei nostri gusti estetici.
La cosa curiosa è la forma organica che prende questa sedia una volta che avremo “montato” sopra la struttura tutte le nostre bottiglie. Questo progetto è stato presentato alla mostra Eco Trans Pop alla galleria milanese Colombari, in occasione dell’ultimo Salone del Mobile a Milano.
Via | contemporist

Le batterie, ricaricabili e non, sono un grande problema per l’inquinamento ambientale per questo dalla collaborazione di Sung Woo Park e Sunhee Kim nasce Energy Seed, il lampione stradale che prende vita e si illumina grazie a noi ed incoraggia il riciclo. Questo piccolo lampione per arredo urbano che si illumina con le nostre batterie potrebbe andare a sostituire i contenitori da riciclo
Basta inserire, infatti, le batterie negli appositi buchini cilindrici e la loro energia residua, sarà sufficiente ad illuminare un led che funziona con soli 2 volts. Bisogna considerare che le batterie alcaline scariche, anche se inutili alle nostre esigenze, hanno sempre un minimo di carica residua e in questo modo le batterie esaurite, anzichè inquinare l’ambiente, daranno ancora un pò di luce.
Via | Architetturaedesign.it
Quante volte abbiamo rotto un ombrello? Quanti ombrelli nell’arco di un anno si cambiano? Soprattutto quelli portatili sono molto poco resistenti, e anche solo dopo una volta si rompono inspiegabilmente.
Sicuramente la designer di Busto Arsizio Cecilia Felli ha colto l’occasione di poter ridare una “nuova vita” a questi oggetti ormai inutilizzabili. Ha ideato le Umbrella Skirt, colorate e vivaci gonne da indossare fatte con i tessuti utilizzati per gli ombrelli.
Questa simpatica idea eco-friendly ci permetterà di avere una gonna unica e originale. Per avere maggiori informazioni su questi prodotti vi consiglio di contattare via mail la designer.
Via | frizzi frizzi

Torniamo a parlare di design e riciclo, in un contesto che si muove tra l’arte, l’artigianato, e anche su consigli per costruire mobili “fai da te” per la nostra casa. Il gruppo creativo californiano Bug House, costituito da Jeff Klarin e Rebecca Johnson, ha ideato un modo assolutamente personale e originale di riciclare gli oggetti.
In questo caso parlo di copertine rigide di vecchi Lp, che loro hanno pensato bene di trasformare in un tavolino per la casa chiamato Album Side Table. In pratica la struttura è costituita da legno compensato di betulla, le gambe del tavolino sono dei pezzi di un mobile Ikea, mentre l’involucro è stato creato incollando centinaia di album uno a fianco all’altro.
Sul loro sito possiamo acquistare questo mobile al prezzo di $ 450.00. Se andate nella sezione Music Art potete vedere cosa sono riusciti a fare con altri album e musicassette, riciclandole anche per fare dei curiosi quadri tridimensionali.
Via | boing boing gadgets
Già in passato qui a Designerblog parlammo con piacere di due aziende, la Freitag nel primo caso e Krejci nel secondo, che sfruttavano il riciclo dello stesso materiale per la realizzazione di accessori molto simili, come borse e tracolle.
Anche in questo caso abbiamo un’azienda che sfrutta le gomme delle auto e altri materiali riciclabili sempre in gomma per la realizzazione degli stessi accessori, in questo caso mi riferisco al brand chiamato Neutra, creato dalla designer israeliana Elanit Neutra.
Questa azienda, come le precedenti, ci permette di avere prodotti di alta qualità e con un design curato, utilizzando del materiale resistente e riciclato. Possiamo acquistare i prodotti del brand andando nella sezione Online Store.
Via | 1 design per day