Idea Natura è il “concept store” realizzato nella Piana del Sele, in provincia di Salerno, da una cooperativa di aziende agricole del territorio. Le quali -la tendenza è oramai sempre più diffusa- hanno preferito investire nella realizzazione di un punto vendita comune piuttosto che affidarsi agli intermediari del caso, spesso responsabili di un sensibile aumento dei costi, a volte senza garanzie per la freschezza della merce.
La progettazione dello spazio è stata affidata allo studio milanese CB’a Design Solutions, che si è mosso con l’obiettivo di coniugare un layout accattivante alla comunicazione della freschezza dei prodotti, spesso sinonimo di continuità con la tradizione contadina. Per questo: “I carrelli hanno la stessa forma e dimensione delle cassette modulari che contengono i prodotti freschi; i cestelli per la spesa sono di vimini come quelli utilizzati per la raccolta della frutta, le shopping bag offerte in vendita sono di cotone naturale; le pareti sono decorate con foto di attrezzi della tradizione contadina, gli sgabelli del bar citano i sedili dei trattori.”
Belli i banchi che occupano lo spazio centrale, realizzati in legno e acciaio, un po’ meno convincente la parete di pietra per la vetrina dei formaggi: applicazione posticcia o modalità efficace per la conservazione degli alimenti?
Via | Mocoloco
Starbucks fuori moda? Lo dicono i dati. Se negli anni ‘90 la catena del caffè è cresciuta a ritmi vertiginosi, inaugurando fino ad un bar al giorno, l’espansione sembra ora giunta a termine. Tutta colpa, o quasi, del layout nel negozio, ormai lontano dal gusto e dalla sensibilità dei consumatori.
Ecco dunque che i manager di Seattle hanno annunciato il rinnovo di tutti i punti vendita Starbucks, che verranno ammodernati secondo un nuovo layout elaborato da un gruppo di progettazione interno all’azienda capitanato da Arthur Rubinfeld. Un lavoro senz’altro lungo ed oneroso, visto che i caffé a cui mettere mano sono diverse migliaia in tutto il mondo. Tra i cambiamenti, anche l’abolizione della vecchia insegna con il logo in verde della sirena, sostituito da una versione più discreta in bianco.
Via | T magazine blog
Il nuovo store Camper di Malmø, in Svezia è stato disegnato da Gabriella Gustafson e Mattias Ståhlbom dello studio TAF di Stoccolma. Per rimanere in linea con l’immaginario pop e lieve del marchio di scarpe spagnolo il tema che ha ispirato il loro design è stato quello dei gelati.
Panche, bancone, tavolini, espositori, sono tutti ispirati ai bastoncini da ghiacciolo e sono colorati in tonalità golose, verde menta, rosso fragola, giallo limone. Il resto del negozio, per creare contrasto ed evidenziare questa soluzione giocosa, è tutto rigorosamente in un neutro color vaniglia.
Via | Davidreport.com
Interior ispirato ai gelati per il nuovo Camper store di Malmø


Ancora un lavoro di branding per una competizione sportiva, ’stavolta dallo studio creativo Arcade di Toronto, in occasione delle prossime Olimpiadi invernali che si svolgeranno nel 2010 in Canada. Dopo essersi fatti conoscere lo scorso anno, sempre in ambito sportivo, con una campagna impeccabile per promuovere una linea della Nike, hanno messo a frutto esperienza e creatività nel realizzare una serie di prodotti legati all’abbigliamento.
L’Arcade ha prodotto sciarpe, t-shirt, berretti e felpe, che riprendono colori e declinano il logo valorizzandolo, in modo perfettamente rispondente allo spirito della manifestazione. In più ha curato l’allestimento dello shop e un elegante catalogo che illustra i prodotti dedicati.
Pochissimi elementi e nessuna concessione a certi nuovi trend esagerati che il disegno grafico impone. Il risultato rafforza e al tempo stesso rinnova l’immagine di una competizione antichissima. Di seguito, una gallery dei prodotti.
La luce come parte fondante della progettazione di uno showroom. Ne sa qualcosa chiunque abbia abbandonato frettolosamente un camerino (peraltro senza acquistare) per colpa di una luce un po’ troppo sadica. Ma anche chi, dall’altra parte della barricata, sa quanto una luce corretta in una vetrina possa sollecitare la vendita di un prodotto.
Con questo spirito in mente il gruppo Max Mara ha affidato la riprogettazione del proprio showroom milanese, quattro piani per un totale di 1400mq, ad un pool di esperti guidati da Duccio Grassi, a capo dell’omonimo studio di architettura, e Mario Nanni, progettista poetico di ambienti luminosi.
Il risultato? Uno spazio rivisitato nelle sue proporzioni ed esaltato da un uso consapevole della luce. La vetrina, ad esempio, è illuminata anche durante il giorno, per annullare i riflessi sul vetro, mentre di notte catalizza l’attenzione con una luce che illumina i campi lunghi senza però rinunciare alla valorizzazione di alcuni tra vestiti e accessori.
Gli abiti in esposizione, come nel caso di quelli da sposa, sono valorizzati invece da luci nascoste dietro a quinte che esaltano l’effetto teatrale dell’allestimento. Nei luoghi di attesa, come davanti al camerino o all’ascensore, è stata favorita una luce soffusa, più vicina alla penombra, per creare degli angoli di disintossicazione dalla luce. Nei camerini, invece, una luce morbida si accende soltanto nel momento in cui qualcuno la occupa. Grande attenzione anche all’abbattimento dei consumi, grazie all’impiego di lampade a fluorescenza e a Led.
Via | Domus
Il nuovo showroom Maxmara a Milano
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Hayon è sempre Hayon: se, da una parte, i suoi progetti si riconoscono sempre per alcune cifre stilistiche costanti, dall’altra il loro valore assoluto fa sì che sia sempre opportuno dargli un po’ di spazio.
E’ il caso di questo nuovo showroom di Camper recentemente inaugurato a Tokyo a Omotesando Dori. Su uno spazio a forte prevalenza del bianco (ancora una volta) spiccano infatti alcuni dettagli particolarmente riusciti, come il tavolo-espositore in marmo all’entrata, caratterizzato da un buco ellittico centrale, su cui troneggiano le lampade cromate a forma di campana (altro pallino del designer). Ancora, convince il moltiplicarsi dei punti di vista dovuti alla presenza di numerosi specchi, i quali danno maggiore risalto anche ad alcuni dettagli, ad esempio l’arancio del divano capitonné.
Hayon aveva firmato anche alcuni tra gli ultimi flagship store del grande gruppo spagnolo di footware, in particolare quello di Milano e Barcellona.
Via | Dezeen
Un concept store fondato sul principio della valorizzazione del dono, che non rinuncia però ad una scenografia di oggetti ad alto valore aggiunto. Questa l’idea che ha dato vita a Merci, concept store recentemente inaugurato negli spazi di una vecchia fabbrica tessile ubicata nell’Haut Marais, tra il 3 e l’11 arrondissement. Più o meno, si fa per dire, lungo la linea di confine che separa il più patinato “bon chic, bon genre” da un gusto più meticcio ed alla buona.
Lo spazio, articolato su due piani con ampia corte coperta, offre differenti spunti per l’acquisto a seconda delle categorie merceologiche di interesse, dai libri, per lo più dono di creativi e intellettuali, ai vestiti griffati, anch’essi dono di privati o di maisons grandi e piccole, fino a pezzi di design vintage o contemporanei.
Esemplare l’allestimento, pur nella semplicità dei mezzi: dalla vecchia 500 piena di oggetti di ogni tipo al grande elefante che troneggia di fronte al corner degli abiti per bambino. La supervisione e la scelta degli oggetti è affidata a Marie-France Cohen, madrina dell’iniziativa che non viene mai meno ad una doverosa politica di contenimento dei prezzi.
Via | The Factualist
Il concept store Merci a Parigi
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Dimostra carattere l’ultimo progetto di Remiks, lo studio di Belgrado con sede a Londra, Stoccolma e New York, attivo a 360° nel campo del design, dalla grafica agli interiors. Per Supermarket, nuovissimo concept store aperto nella capitale serba e già punto di aggregazione di tutta la community dei creativi, Remiks ha infatti dimostrato di saper coniugare attitudine global con la valorizzazione di uno specifico genius loci, dando vita ad un locale che fa invidia a qualsiasi capitale europea.
Nello specifico, Supermarket è un concept store di 1400 mq ubicato in un basement, sede in precedenza del primo discount dell’ex Jugoslavia. Gli interiors si identificano in una scelta progettuale ben precisa, quella di recuperare un’estetica comunista mai totalmente passata di moda, conciliandola però con arredi contemporanei provenienti dalle migliori aziende internazionali.
Di conseguenza, l’ambiente lascia a vista i cavi elettrici sul soffitto e il cemento armato delle pareti, dei pilastri e del pavimento, fino a ripristinare i vecchi muri in mattone. Alcuni objets trouvés dell’epoca, come un vecchio furgone, un frigo, e dei tendaggi da ospedale, caratterizzano il luogo con un pizzico di attitudine retro, mentre gli espositori in OSB conferiscono semplicità dimostrando al contempo sensibilità ambientale.
Lo spazio, diviso tra area ristorante, boutique, spa, area bar e zona retail, rappresenta nell’intezione deli autori un “background imperfetto per il feticismo di consumatori eruditi”. Li prendiamo in parola, mettendo magari in conto una prossima visita a Belgrado per verificare di persona.
Via | Dezeen
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Quando si dice che basta una luce per disegnare una scenografia. HOle light, progettata da Luisa Bocchietto per Martinelli Luce, è una lampada in polietilene del diametro di 120 cm. Il modello laccato nero permette un’operazione di camouflage su un soffitto scuro, privilegiando la luce alla lampada. L’idea funziona, e già ce la immaginiamo all’opera in spazi retail o ristoranti, disegnando l’intimità di un tavolo o illuminado un oggetto come si fa con un primo attore sulla scena. Anteprima prevista in occasione di Euroluce, dal 22 al 27 aprilie 2009.
Via | Interni
Un progetto di CCT Arquitectos ci porta a Barcellona per ammirare l’affascinante intervento di ristrutturazione di un insolito basement a forma di U, ora indirizzo di riferimento per i fashion victim catalani.
Eliminando ogni superfetazione, il progetto ha riportato alla luce i muri in mattone e cemento, i soffitti a volta e l’antico pavimento in cotto, a cui si sono aggiunti espositori bianchi retroilluminati e una struttura poliedrica d’impatto, appesa a mo’ di parziale controsoffitto.
Bellissimo il lungo corridoio d’ingresso, metaforico tappeto rosso dove consumare la propria voglia di shopping.
Via | Coolboom