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Tutti gli articoli con tag restaurant design

Eat Out: progettare l'esperienza nei ristoranti

pubblicato da Giulia Zappa

Eat Out

Più di prima, il successo di un ristorante implica un impegno a 360°: non conta solo il cibo, ma anche il luogo dove questo si consuma e la modalità con cui lo si fa. L’impegno dei designer, dunque, va oltre la progettazione di un posto gradevole, e deve includere, qualora il committente sia orientato verso una cucina di ricerca, lo studio di una vera e propria esperienza che renda l’approccio alla gastronomia sinestetico e iperbolico.

Il volume Eat Out, in uscita il prossimo febbraio, ci mostra una selezione di ristoranti che hanno fatto da apripista, in questi ultimi anni, verso una dimensione culinaria totale. Non mancano gli esempi stupefacenti: dal nuovo ristorante collocato sul tetto del Palais de Tokyo, progettato dai fratelli Bouroullec, a Garden of Delight, il locale dedicato al culto delle caramelle, appese al soffitto e pronte per essere degustate in piedi, quasi si trattasse di un frutto da cogliere da un ramo.

Via | Cool Hunting
Eat Out
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Starbucks, il nuovo look della multinazionale del caffé

pubblicato da Giulia Zappa

Il nuovo layout di Starbucks

Starbucks fuori moda? Lo dicono i dati. Se negli anni ‘90 la catena del caffè è cresciuta a ritmi vertiginosi, inaugurando fino ad un bar al giorno, l’espansione sembra ora giunta a termine. Tutta colpa, o quasi, del layout nel negozio, ormai lontano dal gusto e dalla sensibilità dei consumatori.

Ecco dunque che i manager di Seattle hanno annunciato il rinnovo di tutti i punti vendita Starbucks, che verranno ammodernati secondo un nuovo layout elaborato da un gruppo di progettazione interno all’azienda capitanato da Arthur Rubinfeld. Un lavoro senz’altro lungo ed oneroso, visto che i caffé a cui mettere mano sono diverse migliaia in tutto il mondo. Tra i cambiamenti, anche l’abolizione della vecchia insegna con il logo in verde della sirena, sostituito da una versione più discreta in bianco.

Via | T magazine blog

Il nuovo layout di Starbucks
Il nuovo layout di StarbucksIl nuovo layout di StarbucksIl nuovo layout di Starbucks

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Germain, nel bistrot parigino la scultura è oversize

pubblicato da Giulia Zappa

Il bistrot parigino Germain

Immaginatevi un ristorante a due piani che presenta uno strano elemento di continuità tra un livello e l’altro. Al piano di sotto, la parte bassa di un corpo di donna che prende le forme di una maxi scultura in giallo shocking, di sopra, il busto della stessa figura, sempre in dimensioni oversize.

E’ questo l’elemento più divertente che caratterizza l’arredamento di Germain, il nuovo bistrot parigino della Rive Gauche subito trasformatosi nel nuovo ristorante cult della capitale francese. Ma, a dispetto dello stupore di questo intervento, sono molti gli elementi di continuità con l’arredamento tradizionale dei bistrot parigini. I pavimenti, infatti, sono rivestitti con piastrelle bianche e nere, mentre l’illuminazione non rinnega le lampade rotonde con diffusore in vetro opalino.

Non mancano altri classici, come poltrone anni ‘50 e Thonet nere, che crano un bel contrasto con mobili più recenti, come i contenitori in rosso laccato. Gli interiors sono firmati da India Mahdavi, architetto di origine iraniana da tempo di stanza in Francia.

Via | Yatzer

Il bistrot parigino Germain

Il bistrot parigino Germain

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The Wright, il ristorante nell'anniversario del Guggenheim NY

pubblicato da Giulia Zappa

The Wright

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Guggenheim di New York, è stato inaugurato nell’Upper East Side il ristorante The Wright. Un omaggio, fin dal nome, al celebre architetto americano che ha progettato il più celebre museo della Grande Mela, Frank Lloyd Wright, ma anche una scusa per riprenderne le cifre architettoniche. Ma siamo poi sicuri che la citazione sia poi così evidente? Il progetto di The Wright è di Andre Kikoski.

Via | The Contemporist

The Wright
The WrightThe WrightThe Wright

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A Dubai lo Switch Restaurant di Karim Rashid

pubblicato da Giulia Zappa

Lo Switch restaurant di Karim Rashid

Ancora una volta, lo stile di Karim Rashid è inconfondibile. Tanto da far sorgere il sospetto che, superando se stesso, corra il rischio di passare la misura.

Per lo Switch Restaurant, realizzato all’interno del Dubai Mall della omonima città degli UAE, Rashid ha infatti immaginato uno spazio fortemente simmetrico caratterizzato da pareti ondulate in grado di cambiare continuamente colore. Il soffitto, retroilluminato, è invece decorato con una scrittura a mano in lingua araba. Quanto agli arredi, forme decisamente lounge si sposano al colore prediletto del designer, il rosa.

“I wanted to create an oasis free from chaos”, ha detto Rashid a proposito del progetto. L’ambiente, particolarmente avvolgente, provvederà senz’altro a garantire un effetto cocoon. Ma siamo sicuri che tutto questo continuo gioco di luci lo renda estremamente rilassante?

Via | Dezeen

Lo Switch restaurant di Karim Rashid

Lo Switch restaurant di Karim RashidLo Switch restaurant di Karim RashidLo Switch restaurant di Karim Rashid

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Anjelique: Autoban ridisegna lo stile turco contemporaneo

pubblicato da Giulia Zappa

autoban_Anjelique

Per il loro ultimo progetto, la ristrutturazione di un ristorante sul Bosforo tra i più celebri di Istanbul, gli Autoban parlano di ispirazione mediterranea. Punto di vista molto personale, il loro, visto che quanto a stile mediterraneo, in Italia e non solo, siamo abituati a ben altri riferimenti. Ad ogni modo, il piccollo appunto non toglie niente alla qualità di questo progetto di redesign: Anjelique, questo il nome del locale, sembra infatti configurare un aggiornamento eccellente di stili e stilemi propri della tradizione turca, qui rivisitata con un layout pulito e una freschezza assolutamente contempooranea.

Lo spazio del ristorante, suddiviso su due piani, si articola a piano terra tra lounge bar e sala per la ristorazione, a cui si aggiunge un club al piano di sopra. Le pareti bianche si distinguono per gli essenziali motivi verticali a stucco, a cui si sposano le sedute in blu navy. Bellissime le colonne rivestite con piastrelle dal classico motivo chintemani, con i tre ovali che convergono fino a formare un triangolo. I divani capitonné dalle forme sinuose sono sovrastati dalle maxi lampade in stile Naska Loris.

Il ristorante Anjelique progettato da Autoban
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Eye Candy Mandalay Bay: la natural interaction al servizio del divertimento

pubblicato da Giulia Zappa

Eye Candy Mandalay Bay

Nella lounge del casinò di Mandalay Bay, un’iniezione di tecnologia ridefinisce i confini dell’esperienza sensoriale: tavoli interattivi, attivabili in modalità touch screen, permettono ai clienti del bar di creare e controllare il loro ambiente audio video, giocando con una galleria di immagini precaricate o scattando e proiettando foto sugli altri tavoli o sugli schermi sopra il dance floor.

Ma le proiezioni interattive non si fermano qui. Il dance floor, a sua volta, si illumina grazie a LED azionabili col movimento, per un risultato che si è subito guadagnato il titolo di “Eye Candy”, ossia attraente alla vista.

Un progetto di grande interesse, che finalmente riesce a sfruttare appieno le potenzialità della natural interaction nella progettazione di club e bar. Certamente non all’insegna dell’understatement, ma siamo a Las Vegas e sappiamo che qui l’austerità non è proprio di casa, e che potrebbe avere senz’altro dei risvolti più kitsch.

Via | Scenelasvegas

Le immagini dell’Eye Candy Mandalay Bay
Eye Candy Mandalay BayEye Candy Mandalay BayEye Candy Mandalay Bay

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Tom Dixon illumina il Nevy di Amsterdam

pubblicato da Giulia Zappa

nevy-amsterdam

Le nuove Cone Pendants di Tom Dixon sono un po’ la ciliegina sulla torta del ristorante Nevy di Amsterdam: si legano alla perfezione con il progetto di interni esaltandone il gioco di simmetrie e sottolineandone lo stile.

Il locale, affacciato sul corso del canale IJ, rielabora il concept dei vecchi ristoranti di pesce incrociandoli con i punti vendita di street food tipici dei mercati rionali della città. Il progetto è firmato dallo studio Concrete, realtà prolifica della scena olandese, che in Italia si è data da fare con il Supperclub di Roma.

Via | Tom Dixon

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