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Tutti gli articoli con tag restaurant design

Tokyo Baby Café by Nendo, un locale per bambini e genitori

pubblicato da olivia

Tokyo Baby Café by Nendo

Il Tokyo Baby Café è stato progettato dallo studio Nendo col preciso intento di offrire uno spazio pubblico condivisibile da genitori e bambini piccoli, con arredi, accessori e oggetti pensati per il divertimento di entrambi.

Il grande divano è l’attrazione principale, poichè all’occorrenza si può trasformare in un luogo adibito solo al gioco; sono presenti diverse altre sale giochi e sale private.

Gli spazi sono abbastanza grandi da consentire ai genitori di girare con passeggini e culle, e librerie e mobili contengono giochi, libri e altri oggetti utili all’intrattenimento dei più piccoli.

I tenui colori pastello e l’uso del legno rendono questo locale caloroso e accogliente, proprio come una casa.

Tokyo Baby Café by Nendo Tokyo Baby Café by Nendo Tokyo Baby Café by Nendo Tokyo Baby Café by Nendo

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Red Pif Restaurant and Wine Shop, l'interior design di un ristorante di Praga

pubblicato da olivia

Red Pif Restaurant and Wine Shop by Aulík Fišer Architekti

Lo studio Aulík Fišer Architekti ha curato l’interior design di un ristorante nel centro di Praga, il Red Pif Restaurant and Wine Shop.

L’intento era quello di creare un luogo unico, posto sì al centro della città, ma in qualche modo anche distaccato e lontano dalla stessa, e soprattutto autentico, come il vino che viene servito al suo interno.

Così i materiali scelti sono naturali e legati al processo di produzione del vino stesso: il legno di quercia del pavimento e del bancone ad esempio, è utilizzato nei vigneti per sostenere le viti. Si è scelto poi di lasciare a vista i residui di intonaci e vernici originali e i segni della ristrutturazione, per creare un’atmosfera vissuta e affascinante.

L’impressione in questo locale è quella di trovarsi in una vera cantina, anche grazie all’illuminazione utilizzata, alla presenza delle botti, alle bottiglie in esposizione; interessanti anche i pannelli dall’inconfondibile forma che caratterizzano le vetrine.

Red Pif Restaurant and Wine Shop by Aulík Fišer Architekti Red Pif Restaurant and Wine Shop by Aulík Fišer Architekti Red Pif Restaurant and Wine Shop by Aulík Fišer Architekti Red Pif Restaurant and Wine Shop by Aulík Fišer Architekti

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Phill, parco giochi e ristorante a Bucarest by Nuca Studio

pubblicato da olivia

Phill, parco giochi e ristorante a Bucarest by Nuca Studio

Phill è stato concepito come un ambiente polivalente da far vivere a grandi e piccini, una sorta di punto di incontro per famiglie con bambini, dotato di caffetteria, sala-giochi e ristorante. Si trova a Bucarest e il suo interior design è stato curato da Nuca Studio.

L’intento nel progettare questi interni è stato quello di mixare ambienti fruibili sia da adulti che da bambini in un unicuum esteticamente piacevole ed accattivante; l’ispirazione ai giochi in vinile e alla cultura manga è piuttosto riconoscibile.

La sala-giochi per bambini è corredata da diverse aperture circolari trasparenti, che permettono una comunicazione visiva tra i vari ambienti; particolare attenzione è stata messa nel progettare la scala che collega i due livelli, la quale gira intorno a un enorme elefante che sembra ascoltare musica con un paio di auricolari.

Phill è un ambiente accattivante e dinamico sia per grandi che per piccini, esattamente come nell’intento dei suoi ideatori, perchè in grado grazie alle sue forme, ai suoi colori e alla sua organizzazione, di stimolare la fantasia di tutti.

Phill, parco giochi e ristorante a Bucarest by Nuca Studio Phill, parco giochi e ristorante a Bucarest by Nuca Studio Phill, parco giochi e ristorante a Bucarest by Nuca Studio Phill, parco giochi e ristorante a Bucarest by Nuca Studio

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L'interior design del nuovo ristorante Wienerwald a Monaco

pubblicato da olivia

Nuovo ristorante Wienerwald a Monaco

Lo studio Ippolito Fleitz Group ha recentemente realizzato gli interni per il nuovo ristorante di Monaco della catena di fast food Wienerwald.

I colori dominanti sono quelli naturali che richiamano un’ambientazione ispirata alla foresta, esplicitata da decorazioni su pareti e vetrate.

Verde e marrone in varie tonalità infatti, caratterizzano tutto lo spazio, che con i suoi materiali di rivestimento ricalca la nuova visione del brand, votata sempre di più a cibi sani e naturali.

Pelle, legno e tessuti sono i materiali che caratterizzano la maggior parte delle superfici di questo ristorante, in accordo con i gli intenti dell’azienda.

Nuovo ristorante Wienerwald a Monaco Nuovo ristorante Wienerwald a Monaco Nuovo ristorante Wienerwald a Monaco Nuovo ristorante Wienerwald a Monaco

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Jamie Oliver, nel cuore di Londra il nuovo ristorante firmato Tom Dixon

pubblicato da Giulia Zappa

Barbecoa, il nuovo ristorante di Jamie Oliver arredato da Tom Dixon

Si chiama Barbecoa il nuovo ristorante che l’enfant prodige della cucina inglese, Jamie Oliver, ha recentemente inaugurato a Londra nel nuovo edificio del One New Change, non lontano dalla cattedrale di Saint Paul.

Artefice degli interni, un’altra star della creatività della Cool Britannia: Tom Dixon. A lui, e alla costola del suo studio dedicata agli interiors, Design Research Studio, si deve la scelta di un layout che non concede frivolezze e sembra puntare sull’esaltazione dei materiali su grandi superfici. E’ il caso dell’angolo bar, con un grande banco in ottone, della sala con tavoli e sedie in legno naturale, e anche delle sedute in pelle rossa (mentre il tavolo sarà un marmo o un laminato?) che configurano il registro stilistico più originale. Il tutto senza togliere risalto dal grande asset della location, la splendida vista sul panorama della capitale inglese.

Generoso (fin troppo?) il ricorso al catalogo prodotti di Dixon, dalle lampade Void Light Brass e Pipe Light Black/Gold, fino alla sedia Slab. All’interno del ristorante, che si estende per 700mq e conta duecento coperti, anche un corner con macellaio e take-away.

Via | Tom Dixon

Barbecoa, il nuovo ristorante di Jamie Oliver arredato da Tom Dixon

Barbecoa, il nuovo ristorante di Jamie Oliver arredato da Tom DixonBarbecoa, il nuovo ristorante di Jamie Oliver arredato da Tom DixonBarbecoa, il nuovo ristorante di Jamie Oliver arredato da Tom Dixon

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Theodor TLV, cultura e cucina in un ristorante di Tel Aviv

pubblicato da Giulia Zappa

Il ristorante Theodor TLV di So Architecture

Linee spezzate, materiali poveri e decori calibrati, giusto lì dove serve, convivono nel nuovo caffé ristorante del gruppo Theodor recentemente aperto a Tel Aviv su progetto di SO Architecture.

Il luogo è stato pensato per permettere la coesistenza di esperienze legate alla cucina e alla cultura: da una parte, un classico bistrot, dall’altra uno spazio per concerti, presentazioni letterarie, mostre d’arte. Per sottolineare il connubio (forse ora meno insolito di quanto non potesse essere qualche anno fa), il team di SO Architecture ha ricercato una resa spettacolare in grado di restituire l’alto potenziale emotivo e funzionale del locale.

Elemento centrale, una libreria decostruita che accoglie nei suoi scaffali a capienza variabile una collezione di libri e cataloghi. Belli anche i controsoffitti che definiscono una segmentazione particolarmente ritmica dello spazio.

Via | Plusmood
Foto | Asaf Oren

Il ristorante Theodor TLV di So Architecture

Il ristorante Theodor TLV di So ArchitectureIl ristorante Theodor TLV di So ArchitectureIl ristorante Theodor TLV di So Architecture

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Long Table Bangkok, il ristorante con un tavolo da pranzo lungo 24 metri

pubblicato da Giulia Zappa

Gli interni del Long Table a Bangkok

Un impressionante tavolo in teak lungo 24 metri accoglie i clienti presso il Long Table, ristorante di cucina thai contemporanea ubicato al 25esimo piano della nuova Column Tower a Bangkok.

L’originale trovata, possibile grazie alla vasta estensione del locale (di oltre 700mq), è stata ideata da Bed Supperclub: alla tavolata possono infatti sedere fino a 70 persone, distanziate tra di loro grazie alla segmentazione delle sedute che creano delle barriere naturali tra gli ospiti. Sopra il tavolo, schermi LCD in successione proiettano immagini provenienti dallo spazio.

All’ingresso, invece, una reception nella penombra in nero lucido riporta l’iscrizione retroilluminata del nome completo di Bangkok, qualcosa come Krung Thep Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Yuthaya Mahadilok Phop Noppharat Ratchathani Burirom Udomratchaniwet Mahasathan Amon Piman Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam Prasit.

Via | Travel with Frank Gehry

Gli interni del Long Table a Bangkok

Gli interni del Long Table a BangkokGli interni del Long Table a BangkokGli interni del Long Table a Bangkok

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Plaza Athénée secondo Jouin, il contemporaneo che fa rivivere il classico

pubblicato da Giulia Zappa

Il bar e il ristorante dell'Hotel Plaza Athénée a Parigi

Immaginatevi una delle vie più esclusive di Parigi. Immaginatevi uno dei suoi hotel più blasonati, il Plaza Athénée, in una splendida struttura del settecento riconvertita a albergo simbolo agli inizi del Novecento. Immaginate, poi, che ai fornelli del ristorante sieda niente meno che il grande Alain Ducasse, uno, per intenderci, che sulla guida Michelin si aggiudica costantemente 3 -dico 3- stelle per i suoi “manicaretti”.

Insomma, il massimo del lusso e della grandeur, sempre che un certo effetto cartolina non renda il tutto a rischio di un sapore un po’ stantio. La soluzione? Interpellare i designer. In questo caso, il Patrick Jouin di cui abbiamo avuto modo di parlarvi poco tempo fa, e che ritroviamo qui alle prese con la riprogettazione del ristorante (quello di Ducasse, per l’appunto) e dell’attiguo spazio bar. Doppietta, per inciso, nata da una contingenza molto particolare: dopo aver finito la ristrutturazione del ristorante, un incendio ha mandato in fumo la zona del bar, ed ecco Jouin chiamato nuovamente ad intervenire!

In entrambi i casi, un sofisticato stile classico contemporaneo dialoga con i substrati e i decori precedenti, vincolati dalla Sovrintendenza parigina e quindi di fatto intoccabili e inamovibili. Per aggirare l’ostacolo, in sala da pranzo Jouin ha arricchito il mastodontico lampadario di cristallo a goccia con altri pendenti dalla sospensione invisibile, ricreando una sensazione di pioggia luccicante e lussureggiante di grandissimo impatto emotivo. Nel bar, invece, un enorme lampadario ultracontemporaneo spezza l’uniformità della boiseire (una copia ricostruita dopo l’incendio), grazie anche all’affiancamento a quadri scenografici in tessuto retroilluminato.

Un progetto, questo, che conferma il rapporto privilegiato di Jouin con l’enogastronomia, già conceretizzatosi con i progetti di Pastapot per Alessi, Tarti’nutella per Ferrero e con il secchiello per champagne Georges realizzato ultimamente per Mumm, in anteprima al prossimo Salone del Mobile.

Il bar e il ristorante dell’Hotel Plaza Athénée a Parigi

Il bar e il ristorante dell'Hotel Plaza Athénée a ParigiIl bar e il ristorante dell'Hotel Plaza Athénée a ParigiIl bar e il ristorante dell'Hotel Plaza Athénée a Parigi

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Eat Out: progettare l'esperienza nei ristoranti

pubblicato da Giulia Zappa

Eat Out

Più di prima, il successo di un ristorante implica un impegno a 360°: non conta solo il cibo, ma anche il luogo dove questo si consuma e la modalità con cui lo si fa. L’impegno dei designer, dunque, va oltre la progettazione di un posto gradevole, e deve includere, qualora il committente sia orientato verso una cucina di ricerca, lo studio di una vera e propria esperienza che renda l’approccio alla gastronomia sinestetico e iperbolico.

Il volume Eat Out, in uscita il prossimo febbraio, ci mostra una selezione di ristoranti che hanno fatto da apripista, in questi ultimi anni, verso una dimensione culinaria totale. Non mancano gli esempi stupefacenti: dal nuovo ristorante collocato sul tetto del Palais de Tokyo, progettato dai fratelli Bouroullec, a Garden of Delight, il locale dedicato al culto delle caramelle, appese al soffitto e pronte per essere degustate in piedi, quasi si trattasse di un frutto da cogliere da un ramo.

Via | Cool Hunting
Eat Out
Eat OutEat OutEat Out

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Starbucks, il nuovo look della multinazionale del caffé

pubblicato da Giulia Zappa

Il nuovo layout di Starbucks

Starbucks fuori moda? Lo dicono i dati. Se negli anni ‘90 la catena del caffè è cresciuta a ritmi vertiginosi, inaugurando fino ad un bar al giorno, l’espansione sembra ora giunta a termine. Tutta colpa, o quasi, del layout nel negozio, ormai lontano dal gusto e dalla sensibilità dei consumatori.

Ecco dunque che i manager di Seattle hanno annunciato il rinnovo di tutti i punti vendita Starbucks, che verranno ammodernati secondo un nuovo layout elaborato da un gruppo di progettazione interno all’azienda capitanato da Arthur Rubinfeld. Un lavoro senz’altro lungo ed oneroso, visto che i caffé a cui mettere mano sono diverse migliaia in tutto il mondo. Tra i cambiamenti, anche l’abolizione della vecchia insegna con il logo in verde della sirena, sostituito da una versione più discreta in bianco.

Via | T magazine blog

Il nuovo layout di Starbucks
Il nuovo layout di StarbucksIl nuovo layout di StarbucksIl nuovo layout di Starbucks

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