
Portananos è un interessante progetto sviluppato dal product designer spagnolo Marc Sapetti.
Si tratta di una culla per bambini fino ai sei mesi che si può facilmente montare e smontare perchè formata da lastre in cartone intersecate tra loro.
Il materiale è ovviamente ultra resistente, eco sostenibile e molto colorato in modo da creare una culla dalle linee originali e dalle tonalità vivaci.
E spostare Portananos sarà un gioco da ragazzi: basterà infatti smontare la culla e riporre i singoli elementi nella pratica borsa fornita in dotazione.
Via | Mocoloco.com

REsign è un interessante esempio di metaprogetto che partendo dalla considerazione inerente il sovraffollamento di oggetti (soprattutti inutilizzati) che ci circondano cerca di risolvere il problema dell’inquinamento sia oggettuale che progettuale.
Agendo a livello strategico, e cioè dal basso, REsign crea i presupposti per una economia della felicità basata sulle relazioni e non più sulla crescita triste e per attuare ciò organizza una serie di workshop e laboratori ad alto tasso di creatività ed interazione che sfociano in progetti di ottimo valore.
Il metaprogetto REsign nasce in collaborazione con Manitese e si pone l’obiettivo di riciclare i segni di cui sono portatori gli oggetti ormai dismessi mettendo in moto ed in relazione tra loro le menti creative di giovani designer e le realtà che da sempre si occupano del reperimento e lo smaltimento dei rifiuti.
Tra i progetti realizzati c’è anche One Divided By Two la sedia che vedete nella foto sopra e se volete dare un occhio anche ad altri bei progetti andate dopo il salto per vedere una gallery.
Continua a leggere: REsign, un metaprogetto che trasforma i rifiuti in oggetti di design

Frank Willems è uno di quei designer geniali provenienti dalla prolifica scuola di Eindhoven.
Durante i suoi studi condotti sui materiali di scarto applicati all’industrial design, il designer si è reso conto che gli unici elementi a non essere ancora stati riciclati a fini progettuali erano i vecchi materassi.
Così ha iniziato a studiare un modo per riutilizzare questi elementi caduti in disuso e dopo una serie di sperimentazioni è nata la particolare e colorata collezione Madam Rubens: i vecchi materassi vengono ripiegati, legati e applicati alle basi di mobili antichi.
Alla fine tutta la composizione viene sigillata con una schiuma che rende ogni complemento resistente all’acqua, perfettamente igienizzato e comodo da usare.
Via | Coolhunting.com e Frizzifrizzi.it

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto un po’ insolita, ma al contempo interessante, che proveniva da Cynthia Petrangeli, Team Manager Divisione Design di G&M Strategia e responsabile del progetto DesignYourMind.
Stuzzicati dalla cosa, insieme ai nostri cari colleghi di Ecoblog, abbiamo subito aderito con entusiasmo, pensando che due temi come design ed ecologia possano interagire benissimo tra loro per dar vita a dei progetti davvero belli.
Cynthia ed il suo team di giovani designer devono, però, riuscire a trovare mille bottiglie del latte (rigorosamente di plastica, trasparenti, non colorate, da un litro), che verranno usate in maniera creativa, esplorando le potenzialità di questo tipo di rifiuto quotidiano ed il risultato della loro indagine verrà esposto durante la settimana del design di Milano, il prossimo aprile.
Che dire, se volete anche voi far parte di questa bella iniziativa (creativa ed ecologica), fate arrivare le vostre bottiglie del latte (di plastica, trasparenti, non colorate, da un litro) alla sede di G&M Strategia, via Colonna 15 - Zona Torreamare - 70126 Bari. Il momento migliore per la consegna e’ la mattina, dalle 8.30 alle 10.30 ed eventualmente il pomeriggio tra le 15.00 e le 18.00.
Se volete sapere qualcosa in più del progetto DesignYourMind andate dopo il salto per leggere l’intervista a Cynthia Petrangeli.
Nella foto potete ammirare “Milky Way Chandelier” di Alexander Reh, un esempio ben riuscito di come si possano riutilizzare le bottiglie del latte…

Quando si ritirano i capi puliti in lavanderia, usanza sempre più frequente in questi ultimi tempi, di solito vengono forniti degli attaccapanni in alluminio.
Molto spesso, però, questi ultimi vengono gettati e sostituiti con oggetti di migliore qualità e allora che fare con gli attaccapanni caduti in disuso?
Lo studio di design coreano 101 ha pensato di dar forma alla bella lampada “48″ che prende il nome dal numero di attaccapanni di cui è composta.
via | mocoloco

In tema di ecodesign, argomento quanto mai sentito negli ultimi tempi, vi segnalo un’interessante mostra che avrà luogo a partire da oggi, 7 novembre 2007, presso il quartiere fieristico di Rimini.
Organizzata da 2Cworkshop Design, “Ecofatto Ecomondo” è una mostra che porta in scena una serie di oggetti di uso quotidiano progettati e realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e delle sue risorse naturali con l’impiego di materiali riciclati.
Se siete in quel di Rimini non perdetevi questa mostra, l’unica in Europa nel suo genere.

I pavimenti delle nostre belle città sono spesso rovinati e ricoperti da macchie scure, gomme da masticare che si incollano a terra e impiegheranno anni e anni per essere smaltite.
Per far fronte a questa spiacevole problematica ecco un simpatico ed utile progetto, frutto della mente creativa, ed anche coscienziosa, della designer Anna Bullus.
Si chiama Gum Bin ed è un contenitore che ricorda molto i palloncini che si fanno con le gomme; il simpatico contenitore può essere comodamente agganciato a pali della luce o semafori per raccogliere le gomme consunte dei passanti.
Ma l’aspetto ancor più interessante di questo progetto è che lo stesso Gum Bin è stato realizzato riciclando chewingum ed una volta che sarà colmo verrà utilizato per produrre nuovi contenitori.
Geniale, no?
(via inhabitat)

Direttamente dal primo podio del concorso Pianeta Fresco, aperto a tutti i giovani designer italiani ed edito dall’API e da CCIAA di Napoli, ecco un’interessante progetto pensato per l’arredo urbano.
La seduta si chiama ReSeat ed è stata concepita dal giovane designer Fabio Ciaravolo, da poco laureato in disegno industriale.
Il concetto di base che ha ispirato il progetto si basa sull’esigenza di “riappropriarsi dello spazio pubblico così che i luoghi del verde possano diventare di nuovo luoghi di socialità e relax”.
Infatti, la seduta presenta una forma ergonomica ed in armonia con l’ambiente, ma l’aspetto forse più interessante è l’attenzione rivolta alla sostenibilità ambientale ed in particolare alla scelta di un materiale come l’elastomero termoplastico del poliestere che è riciclabile al 100%.
Altro aspetto interessante è che la superficie di ReSeat è interamente ricoperta di piccoli forellini che consentono all’erba di rivestire naturalmente la seduta mimetizzandola tra i prati ed integrandola perfettamente con la Natura.
(via architetturaedesign)