
Contesissima da tutte le very important persons, da Courtney Love, a Patsy Kensit, fino a Lizzy Jagger, Madame Sera è l’arredatrice del momento di Londra. Complice uno stile personalissimo, che fa dei suoi interiors qualcosa di realmente diverso dalla solita copia delle riviste patinate. Cresciuta a May Fair coltivando un fascino tutto inglese per i tempi vittoriani, Madame Sera ha rivoluzionato i suoi gusti grazie all’incontro con il punk e alla frequentazione di tutta la scena underground inglese degli anni ‘70.
Coordinate, queste, che ritroviamo anche nella sua abitazione londinese, meglio nota con il nome, anche questo molto scenografico, di Chocolate Towers. Gli spazi, fluidi e quasi sempre aperti, sono stati etichettati come emblemi del “boudoir punk”: pizzi e merletti, palme in ogni angolo, velluti e vecchi paralumi e si mescolano a gigantografie dei Sex Pistols, cuscini glitter e tessuti in vinile. Senza dimenticaare gli oggetti anonimi molto ‘70 usati per rendere trasversale, e volendo popolare, lo stile espresso dall’appartamento. Un posto accogliente, alla mano e seduttivo, dove ci piacerebbe incontrare per un thé Vivienne Westwood, Amy Whinehouse o, magari, il defunto Sid Vicious.
Via | Mariclaire Maison
Foto | Micheal Paul
La casa a Londra di Madame Sera
Continua a leggere: Madame Sera, la bad girl che arreda la Londra che conta
C’è chi giudica un libro dalla copertina e chi compra dischi suggestionato dall’immagine sulla cover. Si dice siano cattive abitudini, ma di fatto, succede più spesso di quanto non si voglia ammettere. Deve essere questo il ragionamento fatto dai fondatori dell’azienda vinicola australiana Some Young Punks.
Le loro bottiglie sono caratterizzate da etichette e nomi che fanno riferimento a vecchie copertine di romanzetti pulp, con tanto di pin-up discinte e mostri giganti. Alcune delle illustrazioni sono state rivisitate per l’occasione dall’illustratore israeliano Asaf Hanuka.
L’esperimento più divertente però è la bottiglia Drink’n'Stick, un mataro-shiraz che porta sull’etichetta, disegnata dall’australiano Joe Whyte, una pin-up somigliante a Betty Page vestita di sola lingerie. La confezione però include degli stickers con cui si può vestire e rivestire la bambolina di carta. Non avendo provato il vino, non posso consigliarvi l’assaggio, ma sicuramenete un’occhiata al loro divertente sito, sì.
Via | Bevlaw.com

Eccoci ancora a parlare di Banksy per mostrarvi questo graffito che è stato attribuito a lui. Si tratta di uno stencil comparso nei giorni scorsi a Croydon, un sobborgo di Londra, proprio nelle vicinanze di uno store Ikea. Nonostante il nome della multinazionale svedese sia anagrammato, il suo logo è riprodotto con inequivocabile fedeltà.
La vittima del sarcasmo non è però tanto Ikea quanto lo sprovveduto ragazzetto rivoltoso che per scrivere i suoi pensieri di protesta ha bisogno del “kit del bravo punk”, un graffito pronto da montare, con tanto di istruzioni incomprensibili.
Via | Freshngood.com