
Ispirata all’eclissi solare, Nissyoku è una lampada che ricorda da vicino anche molto dell’immaginario dell’attesissimo Tron Legacy, il seguito di uno dei più famosi e citati film di fantascienza. I pannelli laterali, assicurati alla struttura centrale con dei magneti, possono muoversi in varie direzioni, determinando così angolazione e intensità della luce.
Il materiale è completamente riciclabile mentre le lampadine interne sono due led da 5 watt ciascuno: per spegnerle, è sufficiente toccare l’anello metallico posizionato al centro. Le batterie sono invece supercondensatori a carbone attivo (ibridi) che garantiscono un ciclo più rapido di carica e scarica e una maggiore durata rispetto alle normali batterie
Nissyoku per ora è solo un prototipo, ma la qualità della progettazione, la creatività impiegata nell’utilizzo dei materiali e, perché no, anche il successo di certe forme che cinema e animazione stanno riportando in voga, potrebbero permettere ai ragazzi ungheresi di Igen Design di metterlo presto sul mercato. Dopo il salto, la gallery (foto di Abel Krulik).
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In attesa del passaggio al marchio Warendorf previsto per l’estate 2010, Miele rilascia un nuovo modello di cucina integrata progettato dalla designer irlandese Claire Regan.
Nexus, questo il nome del prototipo, è un’isola multifunzionale che include all’interno di un bancone maggiorato tutta la tecnologie e i mobili solitamente inseriti nello spazio cucina. L’elemento più curioso è dato dalla seduta in stile lounge che si affaccia direttamente sul bancone e permette sia di mangiare, come nei modelli di cucina all’americana, sia di sdraiarsi come su una sorta di chaise longue.
L’esercizio, interessante, sembra però suscitare qualche perplessità: la sensazione di utilizzo non sarà un po’ claustrofobica, anche a dispetto dell’inserimento in un vano cucina particolarmente ampio?
Via | The design blog
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Che la vita moderna ci stesse spingendo verso spazi abitativi sempre più ridotti, ce n’eravamo già fatti una ragione. Che questi spazi potessero ridursi ancora, ci sembrava impossibile, ma basta dare uno sguardo alla proposta del designer Yaroslav Rassadin per rendersi conto che forse l’idea non è tanto irrealizzabile.
Nello specifico si tratta di una vasca in silicone pesante capace di elevarsi a lavandino, oppure di appiattirsi per diventare un piano doccia. Il tutto grazie a una pompa meccanica.
L’idea, che al momento resta solo un prototipo, è stata lanciata al concorso di design Jump The Gap indetto da Roca, celebre azienda di arredi per bagno, ottennendo numerosi consensi.
Via | Designbuzz.it

Noi bambini degli anni ‘80 eravamo costretti a gesti molto analogici nonostante fossimo vittima della prima, massiccia invasione del digitale da parte dei miniaturizzatori dagli occhi a mandorla. Portavamo gli stessi strepitosi orologi Casio che attualmente fanno tanto hype (li avessi conservati sarei ricco) e giocavamo con le console ad una risoluzione grafica che oggi non hanno neanche i display dei microonde.
Una delle rivoluzioni fu il Walkman. Che fosse un originale Sony o assemblato da improbabili fabbriche nel nulla nella periferia di Osaka, tutti eravamo costretti a sostituire frequentemente le batterie scariche. Per alleviare il dispendio energetico, riavvolgevamo le cassette usando il corpo esagonale delle penne Bic come perno.
Ho ripensato a quell’astuto espediente imbattendomi in questo prototipo di Song Teaho e Hyejin Lee. Infilate il dito, fate roteare per 130 volte e ricaricatevi la batteria del cellulare. Se riuscite ad assumere la giusta espressione nel farlo, probabilmente diventerà anche un accessorio sufficientemente dandy.
Foto | via
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David Schultze nasce come architetto, poi passato al design industriale con la scoperta delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Ha creato il suo SchultzeWORKS nel 1997 e gestisce Professor3D: un sito in cui appassionati e i professionisti nel campo della grafica e della modellazione si scambiano suggerimenti e postano tutorial.
Da sempre interessato alle strategie per fondere innovazione tecnologica e elementi di design più tradizionali, Schultze progetta principalmente apparecchiature elettroniche di largo consumo, elettrodomestici, mobili e supporti per l’illuminazione. Da questa sua grande capacità di adattare esigenze funzionali attuali a un gusto retro, nasce il prototipo del “Philco PC”.
Ispirato al Philco Predicta, un televisore in vendita nel 1954- al minimalismo e allo steampunk, il risultato -spiega proprio David Schultze- è un’estetica nel design che unisce molti elementi familiari con uno stile più nuovo e i moderni PC su cui viene installato Windows 7.
I laptop prima, i netbook poi, hanno rivoluzionato in pochissimo tempo l’idea di una tecnologia informatica sempre più vicina alle esigenze degli utenti in movimento. Se Apple, con il suo MacBook Air ha spostato ulteriormente in avanti il concetto di portabilità (oltretutto supportato da un design senza precedenti in termini di eleganza e dimensioni), ha anche -necessariamente- limitato la quantità di memoria fisica senza tradire l’idea tradizionale alla base di ogni pc portatile.
La Orkin Design, agenzia tedesca di grafica e web design, ha immaginato una soluzione ai problemi di spazio e di spostamento legati all’informatica. Sfruttando la tecnologia OLED, ha realizzato il concept di un portatile completamente flessibile e multi-touch. Rolltop è un dispositivo che sta comodamente avvolto a tracolla (il cavo di alimentazione) e contiene un cilindro che è il ‘cuore’ delle connessioni e della batteria. Un’idea innovativa e possibile o (per il momento) un sogno ad occhi aperti?
L.O.F.T. è una struttura componibile studiata per assecondare le esigenze di un professionista. Ripiani, scaffali, luci possono essere fissati all’occorrenza intorno all’intelaiatura in legno senza bisogno di attrezzi o competenze particolari.
Una workstation che sembra costruita con delle scale, sui cui pioli vengono fissati gli elementi d’appoggio. Completamente aperta, non delimita l’area di lavoro innalzando barriere isolanti, ma attraverso una buona definizione dello spazio dovuta soprattutto alla cornice superiore che contiene i faretti.
Purtroppo L.O.F.T. è ancora un prototipo, disegnato dal giovanissimo Maciek Wojcicki, ma sta già riscuotendo molta attenzione, e dopo aver partecipato al 100% Futures durante il London Design Festival, sarà tra i progetti scelti per il Talent 2009 durante il Designhuis di Eindhoven .
Via | Dezeen.com
L.O.F.T. la workstation di Maciek Wojcicki

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Festo è un’azienda leader tedesca che fornisce a livello internazionale tecnologia di automazione pneumatica ed elettrica. In questo video possiamo vedere una curiosa installazione promossa da questa azienda.
Si tratta di un muro interattivo, un prototipo molto insolito che è composto da sette pezzi di muro separati l’un l’altro, i quali oscillano avanti e indietro e, da quando si intuisce dal video, reagiscono ai movimenti di chi passa nei pressi di questa installazione.
Inoltre all’interno di questo muro sono inseriti dei LED luminosi. L’effetto finale è sicuramente di forte impatto estetico e scenografico, vedere per credere!
Via | polkadot
Il riciclo è l’indiscusso protagonista di un progetto del designer Oscar Diaz, nome che qui a Designerblog non ci è nuovo. In questo caso abbiamo a che fare con un suo progetto dal sapore eco-friendly e molto curioso progettato proprio quest’anno, sto parlando di Found Cutlery.
Si tratta di un set di posate ricavate ritagliando alcune bottiglie di plastica che il designer ha sapientemente selezionato al supermercato. Cercando delle bottiglie con le “curve giuste”, il designer ha pensato bene di ricavarne dei cucchiai, forchette e coltelli di plastica, i quali sono stati successivamente trattati per poterli utilizzare al meglio come posate.
In pratica la plastica è stata rivestita di rame e successivamente gli è stata fatta una rifinitura in metallo. Il risultato è sicuramente interessante, tanto che possiamo anche acquistare questi prodotti dal sito Goodd, ma dato il numero limitato di prototipi creati, il loro prezzo è proibitivo, cioè £ 150,00.
Via | cribcandy

Progettato da un trio di designer italiani, Andrea Scarpellini, Francesco Marchianò e Cristiano Tasca, Bodybì è un elemento modulare multifunzione. Sgabello o contenitore portaoggetti, si presta a differenti combinazioni, per formare scaffalature in diverse forme, intere librerie o un sistema di sedute per ragazzi.
Bodybì, è stato presentato al Salone Satellite 2009 ancora allo stadio di prototipo, sotto il marchio che riunisce i tre creativi, Italianoriginale Design Creative Lab. Per la sua produzione in serie invece si pensa allo stampaggio rotazionale in polietilene. L’utilizzo di questo materiali renderebbe Bodybì perfetto anche per esterni.
Via | Designspotter.com
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