
E’ di certo il segnalibro più adatto alle persone pigre il nuovo prodotto del brand Propaganda; diversamente dagli altri segnalibri, che si usano alla fine della lettura per mantenere il segno, Bookmark, oltre a mantenere il segno, aiuta ad aprire e mantenere il libro aperto e, per chi lo volesse, è anche un comodo segnarigo.
Il vivace oggetto altro non è che una specie di morbido elastico caratterizzato da da due elementi, uno rettangolare e uno triangolare più piccolo. L’elemento rettangolare, sul quale è anche inciso il nome del prodotto, può essere facilmente impugnato con le dita e ci permette di aprire il libro e arrivare subito al punto dove l’avevamo lasciato e, grazie all’elemento più piccolo, individuare anche il rigo!
Via | Architetturaedesign.it
Le guerre combattutesi nel ventesimo secolo hanno prodotto notevoli esempi di grafica di propaganda. Dopotutto lo scopo era quello di attirare l’attenzione verso una causa (giusta o sbagliata che fosse): a suo modo è anche quello un prodotto da vendere al pubblico.
I poster della guerra civile spagnola non fanno eccezione.
In un’epoca, la nostra, in cui la propaganda viene affidata quasi totalmente all’immagine in movimento (tv, cinema, video homemade) non mi vengono in mente esempi di grafica utilizzata dalle parti in guerra durante i conflitti più recenti.
Anzi chiedo a voi lettori di segnalare, se ne conoscete, esempi o siti che rimandino a poster bellici recenti.

Nel 1939 in Gran Bretagna venne istituito il Ministero per l’Informazione a cui fu affidata la responsabilità di propagandare i valori degli Alleati, sia in patria che nei paesi amici e neutrali.
Un gran numero di artisti, tra pubblicitari, illustratori, cartoonists, registi, venne richiamato dai campi di battaglia per realizzare poster e volantini per vere e proprie campagne rivolte alla popolazione civile.
In periodo di guerra, lavori che normalmente richiedevano due o tre mesi di lavoro, venivano realizzati in una o al massimo due settimane, prevedendo addirittura diverse varianti per adeguarsi in fretta agli eventi e comunicare messaggi sempre coerenti e funzionali.
Finita la guerra, il Ministero per l’Informazione cessò di esistere e tutto l’archivio d’arte propagandistica fu preso in consegna dall’Archivio Nazionale inglese, che ora ne rende disponibile la consultazione tramite una sezione del suo sito web: The Art of War.
Davvero imperdibile la sezione propaganda e quella dedicata ai comics. Qui sopra una tavola di Roland Davies, fumettista. Quelli che vedete seduti al tavolo delle carte sono soldati italiani. Alla parete, un ritratto di Mussolini.
Via Drawn!

Grazie a Ls design ho scoperto un archivio online davvero interessante, composto da più di 1450 manifesti che spaziano dalla propaganda alla pubblicità e percorrono tutto il periodo sovietico, dal 1917 al 1991.
Una ricca selezione di manifesti quindi, che va dalla grafica di ispirazione costruttivista alla glasnost degli anni’80, passando per la lunga stagione del “realismo socialista”, connotata da un linguaggio fortemente propagandistico.
Se poi non siete ancora stanchi anche qui si può trovare una galleria di manifesti russi, esempi di campagne di comunicazione sociale ideate per contrastare l’alcolismo, enorme problema che affliggeva l’Unione Sovietica negli anni ’80.