
Sport, design e un’estetica ‘rubata’ ai videogame. Questo “Interactiv’ Boxing” non è nient’altro che una versione evoluta (e meno ingombrante) di un sacco da pugilato. Perfetto da appendere in casa, consente un training ottimale con una serie di sensori che visualizzano la zona del colpo, illuminandosi al di sotto della superficie morbida.
L’idea è di Damien Urvoy, product designer francese votato da sempre al fitness e allo sport in generale, che l’ha realizzata per Domoyos. Non è difficile scorgere i riferimenti ai più noti elementi di alcuni videogiochi, anche se il sacco risponde in modo completo agli standard dei macchinari da palestra.
“Interactiv’ boxing” offre dieci programmi di allenamento a disposizione di neofiti e professionisti che vogliono tenersi in forma. Il prodotto include anche i guanti. Il fiato, la costanza e la precisione -invece- dovete metterceli voi.

Li avevamo lasciati alle soglie del diploma, quando la Konstfacks University College di Stoccolma, come tesi di laurea gli aveva commissionato la realizzazione dell’arredamento degli spazi comuni e dell’area di ristori dell’ateneo.
Il loro progetto, Frame, prevedeva la possibilità di modificare le sedute mantenendo intatte le “cornici” appunto, ovvero i supporti di zinco fissati a terra con dei bulloni. Sulle pagine del loro blog ne troviamo ora una prima declinazione.
Le assi di legno preesistenti sono state sostituite con una serie di cilindri di stoffa imbottiti, cuscini tubolari di diversi colori. Certamente più confortevole, questa seconda soluzione non si adatta però ad ambienti esterni come la prima. E visto che parliamo di Stoccolma non possiamo neanche augurargli che il tempo sia clemente…

Non potremo vederlo prima del prossimo anno, ma Tron Legacy è già un successo annunciato. Seguito (e remake?) del celebre film del 1982 che ha radicalmente cambiato il modo di concepire l’immaginario tecnologico, il film sarà una delle esperienze visive più spettacolari che ci attendono nel 2010.
Se per le novità cinematografiche potete affidarvi a Cineblog, qui vogliamo invece parlarvi di due dei personaggi più importanti dietro questo sequel: Kevin Ishioka, l’art director capo di questa produzione (già noto per Spiderman II e “Men In Black II”, di cui ha realizzato gran parte degli scenari), ma soprattutto Darren Gilford.
Product Designer e illustratore per il cinema e la pubblicità, ha avuto il difficilissimo compito di attualizzare, senza snaturarlo, tutto il lavoro fatto da Syd Mead (industrial designer che aveva già prestato il suo talento per Blade Runner), Peter Lloyd alle ambientazioni e soprattutto Jean Giraud (Moebius), il celeberrimo e visionario autore francese di fumetti che aveva ideato l’intero set e i costumi.
Continua a leggere: Darren Gilford e il design di "Tron Legacy"
Marcus Abrahamsson e Kristoffer Fagerstrom sono due giovani product designer neodiplomati al Konstfacks University College di Stoccolma. Per il loro saggio finale sono stati incaricati dall’Università di progettare e realizzare l’arredamento per lo spazio all’aperto del caffè interno all’ateneo.
Il loro risultato si chiama Frame, delle panche e dei tavoli costituiti da “cornici” di metallo in grado di ospitare ripiani di differenti materiali. Loro hanno scelto assi di legno, grezze o colorate, tenute insieme appunto da supporti zincati fissati a terra con dei bulloni, vista la ventosità dello spazio, che danno al caffè l’aspetto di un ponte di una nave da crociera.
Ma quando il legno sarà consumato, le prossime generazioni di studenti erediteranno i supporti e potranno fare la loro scelta per coniugarli con differenti materiali. Un’eredità, quella lasciata da Marcus Abrahamsson e Kristoffer Fagerstrom, che porta già in sé i i geni della trasformazione e del mutamento.
Via | Mocoloco.com
Lo studio parigino NOCC fondato da Juan Pablo Naranjo e Jean-Christophe Orthlieb, con il motto “NOCC is here to serve you”, ha ideato un modo davvero originale e pieno di senso per legare il nome di un oggetto alla sua forma e alla voce del suo acquirente. Ecco come: una voce pronuncia la parola “porta candele”. La parola produce un’onda sonora, un segno grafico che rappresenta l’ampiezza del segnale acustico prodotto da quelle parole.
L’onda viene trasformata in un modello 3D e successivamente in un oggetto in poliammide, vaso, candelabro o altri tipi di complementi d’arredo, attraverso tecniche di prototipazione e realizzazione rapida. Poiché ogni voce è differente e ogni parola scandita dà forma a un’onda differente, ogni oggetto sarà diverso da tutti gli altri, identico solo alla visualizzazione del modo in cui viene chiamato.
Via | Yatzer.com

Il Tetris, videogioco semplice e basico al confronto con la grafica fotorealistica dei giochi contemporanei, si è innestato nell’immaginario di tutti noi, tanto da comparire come icona sui muri delle città come ennesima declinazione di street-art.
Così dopo le tessere da mosaico a forma di elementi da incastro, vi presentiamo anche dei vasi da fiore in ceramica ispirati al videogioco con la colonna sonora più alienante della storia. Disegnati dalla product designer francese Stephanie Choplin, Tetris Pots è purtroppo ancora allo stadio di prototipo.
Via | Kickstyle.me

Da Londra a San Francisco, chissà quanta strada farà ancora il Free Book Potential Energy? Invece di tenere il suo libro in un cassetto in attesa di un editore, il giovane designer Schist lo ha stampato in 1000 copie, lasciandolo in giro per permettere a chiunque di leggere la storia di Schist, un product designer sensibile alle esigenze ecologiche che fatica a conciliare la propria esistenza con la creazione di oggetti inutili.
Ne emerge un’analisi attenta sul potere che gli oggetti esercitano sulla nostra vita, un’analisi che è familiare a tutti noi e forse vale la pena di essere letta. La copertina lancia un messaggio chiaro e invitante “FREE BOOK. Pick Me Up”. Se non riuscite a trovare il libro per la strada o attraverso il passaparola che anima l’iniziativa, potete scaricarlo dal sito, leggerlo e se ne avete voglia potete scrivere all’autore per uno scambio di opinioni. Il suo coraggioso esperimento lo prevede e noi gli facciamo i nostri auguri.
Via | Coolhunting.com

Per essere perfetti durante l’aperitivo, l’ironico industrial designer israeliano Ken Goldman, deciso a rallegrare il mondo del design con un sorriso, ha progettato Fingerfood, il piattino da indossare come un anello per sostenere gli stuzzichini con la stessa mano con la quale tenete il bicchiere. Il gioiellino realizzato in ceramica dalla Fred Product Line è venduto in pacchetti da 10, per condividere il look simpatico e divertente con gli amici.
Via|Designboom.com

Probabilmente ispirata dalla prospettiva di un prossimo futuro nel quale si dovrà prestare molta più attenzione alle scorte idriche, la giovanissima product designer polacca Maja Ganszyniec ha partecipato con il suo Plugless sink al Royal College of Art 2008 Graduate Summer Show.
Plugless sink è un progetto semplice che, recuperando l’idea dei vecchi catini per l’acqua, consta di un lavabo senza foro di scarico con comoda impugnatura per lo svuotamento, che avviene in un tubo di scarico posto alla base di una superficie d’appoggio funzionale ed eclettica. Una soluzione impegnativa e poco pratica per quanti non ne afferrano il proposito di scoraggiare già oggi, un uso indiscriminato e sconsiderato dell’acqua.

Jonas Lindvall è un architetto d’interni e product designer svedese, con clienti del calibro della Japanese IDÉE, DuPont Corian, Skandiform, Vagabond International, Ballingslöv e DeNord, ospite regolare dalle migliori scuole di Design d’Europa ed America del Nord. Tra le sue nuove proposte, Jonas Lindvall ha progettato e prodotto Bernard Chair, una sedia dalla struttura robusta e asimmetrica, realizzata a mano in legno di noce e quercia.
Ogni seduta è corredata di un certificato, che ne riporta puntualmente informazioni preziose riguardo il processo di lavorazione artigianale. Informazioni come le misure. Larghezza 570mm e altezza 795mm dello schienale, larghezza 365mm e profondità 445mm della sede.
Via|Dezeen.com