Portano la firma dello spagnolo Jaime Hayon le porcellane della nuova collezione Metropolis di Aterier LLadrò, il nuovo dipartimento della storica manifattura valenziana Lladrò. Ispirati ai grattacieli della visionaria pellicola di Fritz Lang, gli oggetti che compongono la collezione sono vasi, lampade, scatole e specchi lavorati in porcellana satinata.
Ma rispetto alle architetture del film, gli elementi che compongono il panorama di LLadro sono impreziositi da una lavorazione cesellata minuziosamente, come se i palazzi della New York d’inizio secolo, che avevano ispirato Lang, fossero stati rivisitati in stile moresco, trasportati nello spazio e nel tempo in qualche città del mediterraneo per essere ingentilite da decori arabeggianti. Una follia sì, ma di forte impatto visivo.
La designer austriaca Julia Landsiedl colleziona da tempo porcellane scovate tra i banchi dei mercati delle pulci. Per la serie “Why or Not”, presentata allo scorso Salone Satellite, ha pensato di recuperare vecchie teiere e zuccheriere che erano rimaste senza coperchio integrandole con uno nuovo di zecca. Il colore prescelto per il nuovo intervento, un blu cina declinato su impercettibili sfumature, marca uno stacco rispetto alla vecchia linea e offre una rilettura contemporanea del pezzo originale.
Ma non solo. La collezione, che prosegue sullo stesso filo rosso già avviato con la serie Broken Porcelain, vuole essere una riflessione sul nostro attaccamento agli oggetti e, al tempo stesso, sulla facilità con la quale li dismettiamo una volta che la loro perfezione e integrità (ma non necessariamente la loro funzione) viene compromessa.
Gesine Hackenberg è una jewel designer di origini tedesche che ha aperto ora un atelier ad Amsterdam dove crea gioielli che sono innanzitutto oggetti affettivi. Utilizzando materiali semplici, porcellana, vetro, argento, immagina simulacri di oggetti d’uso comune da portare sempre con sé.
È così che lunghe collane sono realizzate utilizzando vecchie ceramiche smaltate, mentre spille e ciondoli rappresentano bicchieri, ciotole e clessidre, che rievocano la gioia e il senso di familiarità che possono dare i piccoli oggetti comuni ed effimeri, il vetro colorato, vecchi accessori da cucina, quel vecchio vaso tramandato di generazione in generazione.
I bijoux di Gesine Hackenberg sono ospitati, oltre che nella sua bottega, in diverse esposizioni in giro per l’Europa, piccoli tesori da indossare che ancora una volta, recuperando materiali usati e richiamando abitudini affettive, ci costringono a ripensare il nostro rapporto consumistico con gli oggetti.

Vi abbiamo già parlato di quei matti di Cabracega, lo studio di design portoghese fondato da Hugo Tornelo, Pedro Alegria e Rita Gonzalez. Ve ne avevamo parlato in occasione di All City, un servizio di porcellane che univa le forme sontuose e classiche a colori e simboli street o a illustrazioni abbastanza estreme, vista la superficie utilizzata.
I tre designer, hanno concepito un modo di interagire con tutti i servizi di geolocalizzazione in voga. Per diventare una sorta di segnaposto ambulante, basterà munirsi di questo ombrello “You are here” così da farsi individuare più facilmente da satelliti e fotografie panoramiche.
L’idea è ironica e divertente, molto immediata nella realizzazione. Meno immediata, ma decisamente intelligente nelle intenzioni: un’occasione per interrogarsi sul controllo esercitato dalle nuove tecnologie di identificazione e sui rapporti tra identità e privacy.
Porcellane d’autore vendute a peso. Non siamo in un outlet aziendale alle prese con la dismissione dei pezzi di seconda scelta, ma da Merci, ultimo tra i concept store parigini destinati a fare tendenza.
Qui, Paola Navone ha messo in scena una nuova scenografia d’impatto, complice ancora una volta il marchio Richard Ginori, che ha fatto della designer la sua nuova mascotte e art director già dallo splendido esordio della joint venture in occasione dell’ultimo Salone del Mobile.
La collezione, progettata in esclusiva per Merci, trasforma e reinterpreta 1000kg di porcellana bianca imperfetta con una decorazione che mescola i vecchi stilemi del marchio fiorentino ad un gusto tutto contemporaneo. I pezzi, nobilitati dall’intervento e prossimi ad una selezione limited edition, sono stati venduti a peso per tutto il mese di settembre (quanto il prezzo al kilo?).
Via | Designboom
La collezione Merci di Richard Ginori firmata Paola Navone
Continua a leggere: Merci, quando Paola Navone si vende al kilo

Circus Violet mi ricorda la favolosa scena dedicata a Being for the Benefit of Mr. Kite! nel film ispirato alle canzoni dei Beatles Across The Universe. Un circo onirico e un po’ infantile, disegnato con colori lievi sulle porcellane bianche.
Questo servizio da tè, decorato con animali, giocolieri e bandierine colorate, è stato ideato da Camilla Engman ed Elisabeth Dunker, duo di illustratrici e designer di Göteborg sotto il nome di Studio Violet. Le porcellane sono in realtà vecchi servizi di seconda mano, riattualizzati grazie all’applicazione delle immagini stampate, e possono essere acquistate nello shop di Violet Sudio oppure dallo shop online Manos.
Passato, presente e futuro di Richard Ginori nell’allestimento firmato da Paola Navone presso l’ex Ansaldo in via Tortona, in collaborazione con Pitti Immagine. Una coreografia monumentale per l’ampiezza dello spazio, una sorta di cattedrale industriale trasformata per l’occasione in una monografia sulle attività della casa di porcellane fiorentina fondata nel 1735. In mostra, un mix di pezzi storici e ultimi arrivati, arrangiati con installazioni ad arte. Tra divani e tavolini, la location più frequentata di tutta Zona Tortona 2009, l’indirizzo dove fare buca e concedersi una pausa di relax.
Continua a leggere: A Tortona, il tempio di Richard Ginori firmato Paola Navone

Vista Alegre è una manifattura di porcellane portoghese che fin dal 1824 coniuga in una prospettiva prettamente colonialista il gusto europeo e la fine tradizione manifatturiera francese con le suggestioni estetiche provenienti dalla Cina e più in generale da “lontano oriente”.
Negli ultimi anni, nel tentativo di rinnovare le proprie produzioni, seppure sempre in linea di continuità con la sua tradizione, la casa portoghese ha deciso di affidare le nuove collezioni contemporanee a famosi designer che hanno inserito il proprio apporto nel contesto produttivo di Vista Alegre.
L’art director di Fabrica, il francese Sam Baron, ha disegnato così la collezione Royal Actual, accessori per la tavola che coniugano un’eleganza antica con una sensibilità moderna votata alla sottrazione. Collezione appena presentata a Maison & Objet 09 di Parigi.
Continua a leggere: Le ceramiche coloniali di Sam Baron per Vista Alegre

La designer inglese Claire Coles realizza splendidi oggetti e illustrazioni, avvalendosi di diverse tecniche e sperimentazioni.
In questo caso mi soffermo sulle sue tazze di porcellana, le quali suggeriscono una poetica estetica molto raffinata e ricercata.
Infatti grazie alla sperimentazione è in grado di plasmare e texturizzare questo materiale, con risultati davvero notevoli. Chi volesse acquistare le sue creazioni, deve contattare direttamente la designer.
Via | radici trading

Oggi vi passo un bel sitone, non vedrete qui animazioni sbalorditive sebbene sia fatto tutto in Flash, ma noterete lo stesso come un bel dispiegamento di risorse sia stato impegnato per il progetto. Si tratta del sito delle porcellane Mihn Long, e quello che colpisce alla prima visita è appunto la cura nella realizzazione ma soprattutto l’imponenza del lavoro che appare sovradimensionato rispetto al prodotto presentato.
Non che voglia sminuire questi bei piattini o servizi da thè, ma tutte queste galleries dinamiche in Flash, la bellissima interfaccia delle news, i pdf scaricabili, gli rss, il forum, wallpapers, download del logo (!!!) e chi più ne ha più ne metta, appaiono quasi fuori posto.
Chiariamoci subito, il mio stupore è in positivo, nel senso che plaudo a Mihnlong per la sua scelta e auspico che anche da noi si inizino a commissionare lavoroni di questo tipo anche per brands apparentemente lontani da questo tipo di comunicazione.
Via Designmeltdown