
Basterebbe la location scelta a fare del Neon Museum un luogo di culto. Il “La Concha Motel” è un edificio ideato da Paul Williams che trasmette tutto il gusto pop dell’architettura dei primi anni ‘60. Lo spazio perfetto per il museo che vi raccontiamo.
Come suggerisce il nome, il Neon Museum di Las Vegas raccoglie oltre 150 insegne luminose collezionate negli anni. Dalle strade o dai tetti dei locali, metri di storia di una città che ha fatto dello sfarzo esagerato e delle tecniche per catturare l’occhio dei clienti uno dei suoi più grandi (e noti) punti di forza.
Alcune delle insegne non sono in ottime condizioni, cosa che attribuisce ulteriore fascino all’esposizione. Tracce di un modo di vivere e di sorprendere che non è mai decaduto, evolvendosi con il passare del tempo e rappresentando un ottimo punto di osservazione per comprendere come caratteri e illuminazione hanno giocato con l’immaginario di ogni periodo. Di seguito, una gallery.

Nato in Grecia e ora direttore creativo dell’agenzia di design La Surprise di Parigi, Théo Gènnitsakis è un designer e illustratore che vive e lavora al motti di “Audacity is the safest path” (”L’audacia è il sentiero più sicuro”).
Sfacciato ed eccessivo, Gènnitsakis riesce a coniugare un minimalismo molto rigoroso con una sensualità applicata anche ai soggetti più improbabili. L’ironia, i colori e lo stile ricordano vagamente le animazioni realizzate da Terry Gilliam per i film dei Monty Python, l’uso dei caratteri tipografici è altrettanto sopra le righe, pur mantenendosi sempre nell’ambito del minimal.
Da leggere anche il divertente blog dell’agenzia, pieno di link e citazioni pop-trash. Di seguito, invece una gallery dei suoi lavori più provocanti.
Anche questa azienda non ci è nuova qui a Designerblog, e le nuove collezioni di oggetti che propone ci portano nuovamente a parlare della loro produzione. Bodum si occupa di prodotti per la cucina, come accessori per la tavola, utensili e prodotti elettrici.
Tra quelli elettrici propongo la loro collezione nuovissima e anche molto “trendy” dei tostapane Bistro, i quali hanno una linea molto pop e vivace. Le tipologie proposte dal brand sono due, una con una linea più bombata e arrotondata, e una con un aspetto più classico e minimale. Entrambe le versioni hanno una gamma di scelta di colori ricca, ben otto varianti cromatiche.
Il corpo del tostapane è fatto di acciaio inossidabile e metallo, le parti decorative e colorate sono invece fatte di plastica e gomma. Le varianti cromatiche sono in dettaglio il bianco, verde, rosso, rosa, viola, marrone, grigio e nero, inoltre c’è anche una versione cromata. Se vogliamo acquistare i prodotti di questa azienda possiamo farlo andando sul sito Bodum Roma Store.
Via | compradiccion
Uno dei due blogger di Inspiredology, Andrew per la precisione, ci ha “deliziato” con un post molto interessante. Grazie a una visita fatta non molto tempo fa a un amico ha notato la sua curiosa collezione di lattine vintage di Coca-cola, e non ha potuto fare a meno di mostrarla a tutti grazie al suo blog.
Si tratta di una piccola ma preziosa collezione di lattine ispirate al mondo della Pop Art, e vista la bellezza e il fascino di questo tipo di grafica, mi chiedo se torneranno a dare un tocco di colore in più alla linea estetica attuale del prodotto.
Che ne pensate di queste illustrazioni, pensate abbiano “stravolto” troppo lo standard originale del brand? Avrebbe senso proporre ancora oggi questo tipo di “esperimenti” grafici?
Via | the dieline
Mentre Milano gode della sua Settimana del Mobile, un altro grande evento di respiro internazionale si apre un po’ più a sud. E non è Roma questa volta protagonista, ma Napoli. Questa sera infatti si inaugura al MADRE, Museo D‘Arte Contemporanea Donna Regina, URBAN SUPERSTAR Show, la più esauriente mostra di Urban Art mai realizzata in Italia.
Organizzata da Comicon, in concomitanza con l’undicesima edizione del Salone Internazionale del Fumetto di Napoli, e dalla galleria romana MondoPop, Urban Superstar è una grande vittoria per chi, come il curatore David Vecchiato, ha lottato perché anche in Italia venisse riconosciuta dignità a forme espressive come street art, skate art, pop surrealism, lowbrow e poster art, art-toys.
Perché si legittimassero tutte quelle correnti che si muovono in bilico su un crinale tra illustrazione e arte, graffiti, cartoon e fumetto, che mai prima d’ora erano state accettate in un museo del nostro paese, sempre guardate con sospetto da quella parte della critica che legge la parola contaminazione sempre come sinonimo di corruzione e banalizzazione.
Un’identità italiana, ribadita dal nome inequivocabile del nuovo marchio ma aperta ad influssi e contaminazioni da tutto il mondo. Potremmo leggere così la carta d’identità della nuova linea nata in casa Jannelli&Volpi, storica azienda del settore carta da parati da sempre attenta ad anticipare tendenze ed inflessioni del gusto della decorazione in ambito domestico e contract.
Il catalogo, vasto e variegato, intercetta stili differenti: dal classico al barocco contemporaneo, dal geometrico alla Escher fino al pop neovintage, incarnato quest’ultimo da una serie di pattern realizzati in partnership con Marimekko. Unica, però, è la versatilità comune a tutti i tipi di carta, studiati per essere inseriti in tutti gli angoli della casa, garantendo la copertura di superfici anche molto ampie. Ne sapremo di più con l’anteprima nei giorni del Salone de Mobile, presso lo showroom milanese di via Melzo 7.
Via | Jannelli&Volpi
Continua a leggere: Jannelli&Volpi Italian Design, le nuove strade della carta da parati italiana

E’ tutta basata sulla forma circolare e sui suoi simbolismi la collezione di tappeti in pelle Eclipse disegnata dai designer indiani di Cell DSGN per il marchio italiano Pachamama. 15 differenti disegni per trasformare lo spazio di un tappeto in un grafismo ricco di significati.
Pachamama definisce post minimal pop l’approccio al colore di Cell DSGN: dal violetto al porpora, dal grigio-blu al rosso rubino. Frutti di bosco mistici di chiara ispirazione modernista per ricreare angoli d’atmosfera.
Via | Trendir.com

La giovane londinese Fred Butler è una props stylist e designer di accessori realizzati su misura. Il suo lavoro consiste nell’assemblare oggetti di scena e creare ambientazioni per stylist e fotografi, allestire set e catwalk per raccontare una collezione, un personaggio, uno stile o una tendenza.
E’ un lavoro completamente basato su suggestioni, su accostamenti di materiali e colori, per ricreare la giusta atmosfera e dare anche solo a colpo d’occhio la percezione di quale sia la tendenza in atto. Fred Butler lo fa con il suo stile, pop, colorato, eccessivo, glitteroso.
Continua a leggere: Gli accessori da passerella di Fred Butler

Ognuno di noi coltiva un giardino segreto. L’immagine privata di un paradiso che esiste solo nella nostra immaginazione. Immaginate di poter rinchiudere il vostro piccolo sogno in una bolla. In una sfera di vetro In una palla con la neve. In un anello.
Questo è quel che fa Sophie Tari, con il nome d’arte di Szofita. Dopo aver studiato animazione alla scuola ungherese intitolata a Moholy-Nagy, Sophie Tari ha iniziato a disegnare gioielli.

Timothy Schreiber, vecchia conoscenza di designerblog, dopo aver studiato architettura e design alla storica Bauhaus di Weimar, ha lavorato a Londra, a Sidney, Pechino e Shangai, dove ha collaborato alla realizzazione del centro acquatico per le Olimpiadi 2008, per tornare infine a Londra. Il suo ultimo progetto, ancora allo status di prototipo, si chiama Jo-8 Nesting Tables ed è un omaggio a Joseph Albers e alla sua celebre serie di tavolini prodotti da Vitra.
Anche Jo-8 è infatti una serie di tavolini a incastro, in alluminio colorato. Studiati per poter essere assemblati in un numero infinito di combinazioni di dimensioni e colori differenti, vengono definiti dal loro stesso ideatore “pop modernisti”. Probabilmente una produzione industriale costringerebbe Schreiber a rivedere le sue ambizioni sul numero di varianti possibili, non credete?
Via | Dezona.com