
Dodaqueen è un nome praticamente sconosciuto in Italia, è il nome di una cantante pop famosa in Polonia. Recentemente ha lanciato la nuova versione del proprio sito, un discreto lavoro della web agency Pompidou. Il design è aggressivo, i colori si riducono al bianco e nero con poche eccezioni e le geometrie all’interno del layout sono nette e a forte contrasto.
Realizzato totalmente in html e css, dopo aver offerto una sorta di video introduttivo porta ad una homepage che a un promo sguardo può sembrare confusa e disordinata ma non lo è affatto. Fantasioso uso della tipografia, un menu con il “solito” font Museo visto un po’ ovunque ma che va tanto di moda tra i web designer (non a torto, aggiungerei). Una pecca è l’aver sostituito il testo con un’immagine, cosa che nel 2010 e con l’avvento dei CSS3 non è ammissibile.
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Della gara indetta dalla città di Londra per ripensare il “Double-decker bus” vi avevamo parlato a gennaio. Il governo del Regno Unito aveva indetto un concorso per il restyling del mezzo di trasporto più caro agli inglesi nonché una delle icone più note di tutti i tempi.
Finalmente è stato svelato il design vincente. Linee morbide con ampio uso del vetro per un abitacolo più ampio e arioso, due scale e pedane per l’accesso posteriori: il nuovo bus a due piani ideato da Thomas Heatherwick, entrerà in servizio nel 2012 in occasione delle Olimpiadi e il motore verrà costruito secondo le migliori tecnologie per ridurre l’emissione dei gas di scarico.
Il prodotto finale è frutto di una join-venture tra Foster And Partners, Aston Martin e la Capoco Design Ltd., mentre la realizzazione sarà opera della Wrightbus, una ditta dell’Irlanda del Nord. Dopo il salto, un video più lungo che ci mostra il nuovo double-decker nel dettaglio.
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Spesso è utile lasciar parlare chi realizza i lavori. L’entusiasmo, la passione e il talento (quando c’è…) possono essere raccontati meglio da chi ha investito tempo ed energie su un’idea. Anche -soprattutto- di questo è fatto il design. Nel caso dei ragazzi di Rocket, che uniscono musica e complementi di arredo, la regola è ulteriormente valida.
Crediamo nel design originale, divertente e non convenzionale, un design che ti ricordi che la vita è tutto tranne che noiosa. I nostri prodotti presentano oggetti comuni in una nuova luce, puntando all’interazione fra forma e contenuto. Combiniamo elementi 2D e 3D, e creiamo oggetti per la tua casa diversi da quello che puoi trovare in giro, mantenendo la qualità e lo stile tipici del “Made in Italy”, ad un prezzo accessibile a tutti.
La loro collezione 2010 è nata fra Milano e l’East-end londinese e unisce il gusto per il rock indipendente con una validissima vena ‘pop’. Chitarre, piatti da dj, vinili, cuffie, speaker: tutta l’iconografia classica di chi vive la musica viene utilizzata in maniera funzionale e creativa per arredare e colorare gli interni. Dopo il salto, una gallery con i loro prodotti.
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And if a double-decker bus, crashes into us, to die by your side is such a heavenly way to die… così recitava la -splendida- There Is A Light That Never Goes Out dei compianti Smiths. E’ solo uno dei tanti modi in cui è stato immortalato negli anni, l’autobus a due piani, vera e propria icona pop(ular) della cultura Britannica.
Il governo del Regno Unito ha indetto un concorso per il restyling del mezzo di trasporto più caro agli inglesi, concorso vinto da una serie di aziende e studi di design tra cui la Foster And Partners insieme alla Aston Martin e la Capoco Design Ltd.
A breve verrà scelto il vincitore definitivo, mentre i nuovi autobus a due piani saranno pronti per le prossime Olimpiadi del 2012, realizzati dalla Wrightbus, una ditta (scelta decisamente politically correct) dell’Irlanda del Nord. Linee morbide e retro per una serie di lavori davvero degni di nota. Lunga vita al Double-decker!
Dopo il salto, una gallery con i modelli arrivati in finale e l’idea di Yasmin Ali, uno dei vincitori nella categoria “Under 11″.

L’atto creativo è un’esperienza profondamente soddisfacente. Partire da un’idea astratta, dargli forma, definirne le proporzioni, tracciarne le linee, integrare la funzionalità e rendere reale una scintilla di immaginazione dotandola di una presenza fisica è un processo che mi da grande gioia.
Sono parole di Vincent Leman, designer che realizza “Dust Furniture”: spettacolari pezzi unici, mobili frutto non solo di una grande abilità nel ‘chiedere’ alle forme di adattarsi alle sue idee, ma caratterizzati anche da uno stile che riassume moltissime influenze.
Immaginate di entrare in un ambiente in cui le fantasie liquide di Dalì si uniscono al -l’accostamento non è casuale- mondo della versione di “Alice nel paese delle meraviglie” disegnata da Disney. Arredamento sghembo e sinuoso, colori ‘pop’ e forme particolari che ne generano altrettante in incastri improbabili.
Armadi e cassettiere che sembrano potersi animare da un momento all’altro, elementi di arredo che riescono ad essere contemporaneamente eleganti e spiazzanti. Forse difficili da integrare negli interni tradizionali, ma -visti i risultati- chi avrebbe mai il coraggio di chiedere a Leman di lavorare diversamente?

Vi abbiamo già parlato in due diverse occasioni di Moustache, talentuoso studio creato da Stéphane Arriubergé e Massimiliano Iorio, che disegna mobili contemporanei molto poco convenzionali.
‘Stavolta si sono superati, proponendo un appendiabiti davvero ‘invasivo’. I ganci infatti sono delle matite, saldamente appese a una struttura fatta di una corda elastica. Slastic -questo il nome del mobile- sorprende con l’utilizzo. Ogni volta che appendete una giacca o un cappotto, la forza del peso muove il pastello che ha la punta rivolta verso il muro e, oscillando, lo colora.
Provocazione pop ideata da Ana Mir e Emili Padros, Slastic gioca con le funzionalità e l’integrazione di oggetti diversi con la serialità dell’arredamento tradizionale. Sempre a patto di voler vedere colorate casualmente le vostre pareti, ovvio.
Nati come duo musicale con sonorità minimalistiche di pura elettronica lo-fi, i Lullatone hanno progressivamente ampliato la loro ricerca nella direzione di un pop ‘casalingo’, rivolto soprattutto ai bambini. Shawn James Seymour e Yoshimi Tomida, che fanno coppia anche nella vita, uniscono la passione per le note alla capacità di creare e costruire suoni vicini al mondo dell’infanzia.
Un’intera discografia per i più piccoli (utile anche per rilassare gli adulti) si accompagna infatti ai workshop che tengono nei musei di tutto il mondo, per insegnare ad assemblare strumenti musicali utilizzando cartone e materiale semplice da trovare in casa (nel video in apertura, viene mostrato come realizzare uno xilofono).
I Lullatone hanno trovato una via particolare per educare all’ascolto attraverso immagini (sono ottimi illustratori), suoni (campionano ogni sorta di giocattolo con incredibile precisione) e installazioni (le loro ‘lezioni’ sono sempre disseminate di oggetti in cartone da esplorare). Una incredibile ‘famiglia felice’ che promuove con intelligenza la propria idea di sound design solo in apparenza infantile. Dopo il salto, un album da ascoltare o scaricare gratuitamente e il link a un loro gioco in Flash.

Silvia Massa è una interior designer che interpreta l’architettura d’interni come una scenografia dove spazio, colore, luce, forme, funzioni d’uso e tecnologia interagiscono armonicamente.
Attraverso il lavoro del suo studio, cerca di integrare la funzionalità con l’identità di chi abita gli spazi. La sua ricerca è perfettamente sintetizzata nel suo spazio web dove, grazie a una intuitiva interfaccia in Flash, è possibile sperimentare direttamente la resa dei suoi “Easy Wallpaper”: stickers giganti per decorare le pareti dei luoghi vissuti.
Rimandi pop, elementi naturali e immaginario orientale nelle decorazioni proposte. Alcuni elementi, poi, sono le silhouettes di oggetti d’arredo spesso già presenti nelle case, ma realizzati in una chiave diversa per toni scelti e rimandi temporali. Un’alternativa divertente ed elegante per dare nuova vita ai muri della vostra abitazione.

Chi è 9 0 0 0? Il poco che si sa, ammesso sia vero, è che vive a Bogotà, in Colombia (ma non ci giurerei). Dal suo Twitter si direbbe che studia (o insegna?) all’università. Le uniche due cose certe sono gli spazi tra le cifre del numero che si è scelto come nickname e il suo irriverente talento.
Molti potrebbero essere incappati nei suoi lavori attraverso il suo spazio su Flickr, come è capitato al sottoscritto. Fulminanti immagini che uniscono riferimenti alla cultura pop e lapidarie affermazioni sul mondo. Tanto graphic design in salsa surrealista, a volte estremo, altre molto più lucido e ragionato.
Non ci sono riferimenti ovvi, facili o scontati. La forza di 9 0 0 0 è proprio nel non preoccuparsi di una qualche coerenza temporale. Se ci sono icone a 8 bit, state certi che gli verrà dato un tocco retro in stile ’70s. Se c’è una foto presa da qualche rivista degli anni ‘60, il font utilizzato la decontestualizzerà a colpi di pixel enormi. Riesce a strapparci più di un sorriso, questo misteriosissimo terrorista della grafica. Surreale fino in fondo.
(Le immagini vengono da Tumblr. Nel frattempo, 9 0 0 0 ha cancellato -come dubitarne?- quasi tutto il suo archivio)

Geniale e eccessivo fashion designer, Jean Charles de Castelbajac non smette di unire alla moda il suo amore per il mondo delle icone popular. JC/DC (così firma i suoi lavori) ha deciso di rendere omaggio a uno dei suoi oggetti ‘feticcio’: i mattoncini più famosi del mondo.
Ispirandosi alla sua passione per i Lego, ha realizzato una serie di abiti e accessori anni ‘80, fino ad avviare la produzione di questo modello di orologio che sembra uscito direttamente da una scatola di costruzioni della nota ditta di origini danesi.
Ancora non si conosce né il prezzo né quando verranno messi ufficialmente in vendita, ma sono state annunciate sei colorazioni diverse ognuna delle quali sarà contenuta in una confezione ‘modellata’ sul cubo di Rubik. Più ’80s di così… Dopo il salto, il folle video dell’immaginaria sfilata per la collezione Lego primavera/estate 3001.