Ah, la plastica, quante cose ci si possono fare! CoolBar è una di quelle: tavolino basso, alto, e frigorifero, tre al prezzo di uno. CoolBar è un cilindro cavo, con delle zampe che lo sollevano da terra, con un coperchio che può essere sollevato e fungere da tavolino più alto, da cocktail. All’interno ci si può mettere ghiaccio e quanto si voglia mantenere fresco; addirittura può contenere 42 lattine o 25 bottiglie di birra con ghiaccio.
Al sapere dell’esistenza di questo oggetto personalmente mi sono divertito e incuriosito: sarà stata la presentazione dello speaker dalla tipica parlata entusiasta, sarà stata la presenza dell’attore con parrucca che viene calciato sul set, fatto sta che il mio primo pensiero è stato: “devo avere almeno dieci CoolBar! Devo dare a tutti i costi una festa in giardino! E -ah, sì- devo procurarmi un giardino.
Successivamente, a ben pensarci, ho riflettuto che non hanno inventato nulla di più innovativo di una cassapanca. Ci pensate? “Sensazionale! È una seduta! È un porta riviste! È una cassa! Tre in uno! Ecco a voi la nuova CassaPanca®!”
Continua a leggere: CoolBar di Keter: il tavolino tre in uno per interni ed esterni, feste e relax

Sono ancora un prototipo (anche perché produrne autonomamente 26 comporterebbe una spesa non indifferente), ma qualcosa ci dice che queste “ABChairs” non tarderanno molto a trovare una ditta disposta a investire per metterle sul mercato.
Le ha realizzate Roeland Otten, un designer di base a Rotterdam, che aveva già esplorato l’idea di unire alfabeto e arredamento con delle mattonelle decorate con le lettere. Le “ABChairs” com’è evidente dal nome, sono invece sedie, ognuna diversa dall’altra, tutte ottenute con moduli curvi di plastica nera.
Bellissimo lo studio dietro la possibilità di seduta offerta dal modo in cui si articola la lettera nella sua versione tridimensionale. E’ possibile ordinare alcuni prototipi in edizione limitata. Dopo il salto, la gallery coi render di alcune delle sedie.
Continua a leggere: "ABChair" di Roeland Otten: sedersi sull'alfabeto

Risparmiare spazio sulla postazione di lavoro è una delle priorità quando si utilizzano un computer e molti device. Oltre alla necessità di avere una scrivania ordinata, c’è anche il bisogno di numerose porte usb che permettano di connettere tutte le altre apparecchiature necessarie.
La Space Bar è una delle soluzioni più lineari ed eleganti in circolazione. Prende il nome dal gioco di parole che ne descrive forma e utilizzo, ha un design minimale decisamente accattivante e permette di ovviare a più necessità. Innanzitutto ‘nasconde’ e protegge la tastiera quando non viene utilizzata. Basta metterla ‘al riparo’.
Poi include nei supporti laterali ben sei porte usb dove collegare qualsiasi periferica, bene in vista e facili da rimuovere. Inoltre, funziona anche da supporto qualora si volesse tenere più alto il piano sul quale si digita. E’ costruita in alluminio con dettagli in plastica. Robusta e leggera. In vendita qui per soli 42$.
Olivier Goka è un creativo belga che ama collezionare oggetti di ogni genere fatti in plastica. Questa passione lo porta a prelevarli dalla strada, da vari mercatini di cianfrusaglie e talvolta anche da amici e parenti che contribuiscono ad arricchire la sua collezione con libere donazioni.
La cosa che rende speciale il suo hobby è quello che ne fa dopo aver preso questi oggetti, infatti Olivier ama “dare una nuova vita” alla plastica, dove spesso e volentieri si trasforma nelle sue mani in piccoli e curiosi personaggi inseriti in contesti creati ad hoc per loro.
Dopo averli ridipinti e più in generale restaurati, Olivier crea dei piccoli plastici dove vengono immortalati in simpatiche fotografie eseguite da Bernard Babette. Nella sua galleria di Flickr possiamo vedere queste piccole ricostruzioni, dove ad ogni oggetto viene data una vera e propria seconda vita.
Via | koikoikoi

La plastica grazie alla sua lunga durata combinata ad un peso quasi irrisorio è diventata parte integrante degli oggetti di uso quotidiano, ma in questo priodo in cui l’impatto ambientale dei materiali utilizzati è tenuto sotto stretto controllo, la consapevolezza che la plastica sia molto difficilmente degradabile non gioca di certo a suo favore.
Al fine di iniziare un contenimento nell’utilizzo dei dispositivi elettronici, il designer inglese Thomas Mascall ha creato una torcia innovativa in cui l’involucro di plastica è sostituito da bamboo.
La torcia in bamboo, alimentata da una semplice batteria, è corredata di un led che assicura un basso consumo energetico e di conseguenza una lunga durata del dispositivo luminoso. In sostanza la Bamboo Torch combina perfettamente soluzione low-tech ed hi-tech.
Via | Thedesignblog.org

La plastica impiega centinaia di migliaia di anni per degradarsi completamente, ma nonostante questo è uno dei materiali maggiormente utilizzati per la realizzazione di oggetti di uso giornaliero, tanto che la dipendenza da questo materiale ha già danneggiato sensibilmente il pianeta. Tuttavia ultimamente le persone stanno prendendo sempre più coscienza dell’impatto ambientale della maggior parte degli oggetti di uso comune realizzati in plastica.
Proprio partendo da questa coscienza diversi designers hanno pensato di cogliere l’opportunità di di riciclare gli oggetti in plastica, che diversamente andrebbero relegati nei rifiuti, per realizzare delle sensazionali opere d’arte.
Uno degli esempi maggiormente rappresentativi di questo progetto è sicuramente lo Spoon Table; un tavolino realizzato con i cucchiai di plastica usati per il caffè che a migliaia vengono gettati nei rifiuti quotidianamente. Il tutto è completato da un sobrio ripiano in vetro trasparente.
Via | Cubeme.com
Possiamo inserire le creazioni di questa designer spagnola all’interno di un filone che oscilla tra l’arte e l’artigianato, dove ogni gioiello somiglia più a una piccola scultura da indossare più che a un comune gioiello.
Ana Garcia è nata, cresciuta e tutt’ora risiede a Barcellona, dove ha conseguito la laurea in design di gioielli. Ogni gioiello proposto ha la caratteristica di rappresentare oggetti, persone e piccole situazioni in miniatura, dove anche l’ironia è una costante.
I materiali che utilizza sono i più disparati, i materiali base di molti suoi gioielli sono l’argento, la gomma e la plastica, mentre le creazioni vanno da anelli, a bracciali, a orecchini, a spille, a collane, fino ai ciondoli. Per avere maggiori informazioni sui prezzi di questi prodotti, vi consiglio di inviare una mail alla designer.
Via | the carrotbox
Gialli, fuxia, rossi, verdi, bianchi, oro: sono i bijoux disegnati dalla giovanissima Silvia Piantini. Completamente realizzati a mano, ritagliati da lastre di plexiglass, questi ciondoli e spille sono modernissimi tributi agli anni ‘80, un’epoca che questa giovane designer non ha neanche vissuto.
Eppure, se tutte le riviste di moda segnalano il ritorno, ciclico, di colori fluo e accessori di plastica, allora Scem Creations coglie perfettamente lo spirito del suo tempo. E gioca con lo stile, rimettendo in circolo icone pop, contemporanee o di warholiana memoria. Scem Creations ha partecipato al Fuori Pitti 2009.
Fa caldo, caldissimo. Le città sembrano squagliarsi. Si squagliano i giocattoli di plastica, i manichini e le scarpe nelle vetrine, come gelati al sole si sciolgono anche le insegne, le moto, le macchine, gli autobus, i balconi, i palazzi. Una ragazza corre, alla ricerca della sua unica speranza di refrigerio, la trova, le sfugge, si tuffa, letteralmente, per catturarla.
E’ l’acqua Perrier, forse l’H2O più famosa al mondo. Una volta finita, anche la bottiglietta può squagliarsi. Diretto da Frédéric Planchon, effetti digitali magistralmente realizzati da La Maison, per Ogilvy & Mather.
Via | Motionographer.com

L’idea del trio di designer e architetti Claesson Koivisto Rune ha messo in pratica un’idea molto semplice che ha lo scopo di ridurre il numero di sacchetti di plastica largamente usati in tutto il mondo e ugualmente inquinanti. Si tratta di una creazione che combina perfettamente la forma del sacchetto di plastica con pezzi di cotone, o altri materiali generalmente utilizzati nel campo dell’abbigliamento.
In questo modo hanno creato un’alternativa “verde” al sacchetto di plastica che ognuno potrebbe pensare di utilizzare per dare un tocco di stile alla propria spesa e allo stesso tempo non contribuire all’inquinamento.
Via | Davidreportblog.com