
Partiamo dalla fine: la t-shirt in questione è sold-out. Ora facciamo un passo indietro. Uno dei topic della giornata di ieri è stata la commercializzazione di una maglietta raffigurante la silhouette del topo più famoso al mondo. Motivo? L’immagine faceva emergere il celebre contorno orecchiuto da una delle copertine di dischi più noti.
Mettere insieme Mickey Mouse e la cover di Peter Saville realizzata per “Unknown Pleasure” dei Joy Division? Eresia per molti, trovata geniale per alcuni. Si è passati dall’indignazione dei fan oltranzisti a una presunta violazione di diritti d’autore (nonostante la stessa - splendida - cover venga dalla rappresentazione grafica di questa cosa). C’è chi ha anche insistito sulla presunta illegittimità di associare un nome che rimanda al nazismo con quello del mondo Disney.
Conclusione? La “Waves Mickey Mouse Tee for Adults” non è - al momento - disponibile. Le polemiche stanno lentamente scemando. Rimane un lavoro ‘pop’ divertente e che - solo per citare un nome - probabilmente Andy Warhol avrebbe apprezzato. Voi cosa ne pensate?
A metà strada tra oggetto d’arte e strumento di marketing la copertina di un album può a volte contribuire in maniera radicale alla riuscita del disco e in parecchi casi sopravvivere addirittura alla fama delle canzoni che accompagna.
Per questo spesso riviste e siti musicali si divertono a raccogliere le album cover più famose, più belle, quelle che ormai fanno parte della storia della musica. L’autorevole rivista inglese NME sta raccogliendo in questi giorni i voti dei suoi lettori: in lizza ci sono artwork recenti e vere e proprie icone del rock’n'roll.
È possibile dare la propria preferenza al celebre prisma di The Dark Side of the Moon realizzato dallo studio Hipgnosis e George Hardie, o ai quattro ritratti dei Blur realizzate dall’artista inglese Julian Opie per il loro Best Of; al il graffito di Banksy sulla cover di Think Tank sempre per i Blur, o ancora alle splendide onde sonore di Peter Saville per Unknown Pleasure dei Joy Division. Andate a votare, e non scordatevi di scrivere nei commenti a chi è andata la vostra preferenza!

Dopo aver lavorato alle dipendenze di nomi come Peter Saville e Vaughan Oliver, due dei più grandi designer grafici, responsabili di alcune delle più belle copertine di dischi mai realizzate, Tom Skipp ha deciso di mettersi in proprio, esordendo come freelance e mettendo a frutto tutta l’esperienza accumulata alla corte dei grandi.
Con alle spalle un portfolio davvero invidiabile, Skipp affronta i lavori che gli commissionano con attitudine prevalentemente dark, quasi gotica: inquietante uso delle figure animali, toni molto scuri, materiali assemblati come fossero abbandonati e una passione per gli elementi retroilluminati col neon.
Vista la carriera, non poteva non concentrarsi sul mondo della musica. Sua è la brochure del tour dei Kasabian e l’artwork del DVD del loro nuovo album. Così come una serie di cover e materiale promozionale per molte altre band. Sua è anche la pubblicità uscita in occasione del lancio di “Sound of Silver” degli LCD Soundsystem che potete ammirare dopo il salto. Un graphic designer a tutto campo e un talento innegabile.
Solo in Inghilterra poteva succedere. Solo in Inghilterra la musica pop ha il valore di un tesoro nazionale. Non vi meravigliate quindi se la Royal Mail ha incaricato lo studio grafico Dempsey di riprodurre in una serie di 10 francobolli 10 storiche copertine di altrettanto storici album.
Dopo un consulto con editor di riviste musicali, graphic designer e critici a cui è stato chiesto quali fossero le loro copertine preferite, è stata fatta una scelta e 10 dischi che fanno parte (a torto o a ragione) della storia della musica britannica saranno francobolli a partire dal 7 gennaio prossimo.
Se vi state chiedendo chi ce l’abbia fatta, e vi avvertiamo, la scelta è stata piuttosto arbitraria, dopo il salto trovate la lista completa, accompagnata dai nomi, ormai passati alla storia, dei designer che hanno curato l’artwork originale. Voi chi avreste scelto?
Royal Mail: album cover come francobolli

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Possiamo dire che dopo la “morte” di THE FACE, i-D è diventato il punto di riferimento mondiale per tutto ciò che è fashion; e il suo punto di vista adesso è condensato (si fa per dire) in 600 pagine di contributi visivi da parte del top dei creativi mondiali: tutto ciò che di meglio è passato in questi anni tra le pagine di i-D adesso è un imperdibile punto fermo edito da Taschen. David LaChapelle, John Galliano, Sam Taylor-Wood, Juergen Teller, Terry Richardson, Giorgio Armani, Neville Brody, Hussein Chalayan, Tom Ford, John Galliano, Bob Geldof, Marc Jacobs, David LaChapelle, Helmut Lang, Maison Martin Margiela, Chris Martin, Stella McCartney, Alexander McQueen, Kylie Minogue, Yoko Ono, Miuccia Prada, Renzo Rosso, Paolo Roversi, Peter Saville, Raf Simons, Paul Smith, Mario Sorrenti, Juergen Teller, Dries Van Noten, Ellen Von Unwerth, Vivienne Westwood, Yohji Yamamoto, sono solo alcuni dei nomi che popolano le pagine di Soul i-D. Da avere assolutamente. Anche il prezzo non è male.

Kate Moss è la modella dell’anno, le foto di Kate Moss sono in vendita all’asta da Christie’s, Kate Moss ha lanciato una linea di abbigliamento, Kate Moss ha fatto questo e ha fatto quello…
E ora Kate Moss è anche un brand, da utilizzare in tutte le operazioni commerciali della modella inglese.
La mente direttiva dell’operazione è stato il celeberrimo graphic designer Peter Saville, in collaborazione con il tipografo Paul Barnes.
L’idea di partenza era quella di sfruttare la scrittura calligrafica di Kate, ma il risultato si è rivelato abbastanza deludente.

Con base a East London Peepshow è uno studio costituito da 10 persone e attivo da circa un quinquennio, il loro stile è caratterizzato da un accentuato eclettismo linguistico e da un’approccio sperimentale con i nuovi media, molto interessanti le loro animazioni video e i collage . Tra i loro clienti importanti brand come: Zanussi, Diesel, Absolute Vodka, Airtrain, Puma, Toyota, Sony e Warner Bros oltre a collaborazioni con importanti designer come Nick Knight e Peter Saville. Molti progetti commerciali sono influenzati dalle tante attività “extra curriculari” che svolgono in campo artistico, video ed editoriale. Riescono in un modo tutto loro ad essere sempre contemporanei, attenti osservatori delle rapide trasformazioni “climatiche” all’interno delle comunicazioni visive, impegnati anche in attività di tipo pedagogico all’interno di festival e simposi. Peepshow è composto da: Luke Best, jenny Bowers, Miles Donovan, Chrissie MacDonald, Pete Mellor, Marie O Connor, Andrew Rae, Elliot Thoburn, Luct Vigrass e Spencer Wilson.