
Florian Fusco è un giovane creativo berlinese che ha studiato design tessile e delle superfici. Oltre ad aver realizzato una installazione sonora nel 2008 per il Maxim Gorki Theater, ha collaborato a numerosi progetti e workshop.
Perfettamente a suo agio con pattern e illustrazioni, Fusco ha deciso di esprimere la sua passione per la musica realizzando delle sculture di carta che raffigurano alcuni degli strumenti vintage del mondo delle sette note. A metà strada tra packaging elaborati e giocattoli in cartone, i suoi sono oggetti dall’aria amatoriale che però rendono molto interessante la maniera in cui sono stati costruiti.
Registratori e sintetizzatori, ma anche videogiochi, orologi e cassettine come quelle che usavamo per i mixtape, tutti ricreati con cartone da pacchi e cartoncino bianco. L’effetto è divertente e affascinante. Di seguito, una gallery di alcuni dei suoi lavori.

Thom Faulders, fondatore del Faulders Studio, è un architetto e designer a cui piace ipotizzare strutture al limite del possibile. Costruzioni che diventano esibizioni e esplorano il modo in cui le interfacce tra spazio, percezione e contesto interagiscono tra loro.
La sua architettura non è mai statica e non tratta il luogo che disegna nei modi stabiliti. Faulders lo considera piuttosto un’arena in cui reazioni e comportamenti possono adattarsi e generare qualcosa di nuovo e diverso.
“Deformscape”, il lavoro che vi presentiamo è forse il simbolo migliore di questo suo punto di vista. Uno spazio chiuso, una sorta di ‘giardino-scultura’ in cui i pattern tridimensionali disegnati danno l’illusione della distorsione della prospettiva e delimitano l’area vitale dell’albero: quella che assorbe l’anidride carbonica e non dovrebbe essere invasa da altre piante. Un intervento minimo, di forte impatto, per sensibilizzare e -contemporaneamente- alterare la percezione di chi osserva.
A un primo sguardo vi sembrerà un classico tappeto in stile persiano. A un secondo, crederete di poter scorgere un motivo, una preghiera, magari fatta di parole scritte in qualche idioma a voi sconosciuto, forse l’arabo, o il sanscrito, chissà.
Ma a guardarlo attentamente, vi accorgerete che Occidorient, tappeto disegnato dal giovane designer francese François Mangeol, è in realtà decorato con un pattern costruito a partire da caratteri Times New Roman, il più classico e il più occidentale dei font tipografici, sparsi casualmente ma mai deformati.
Via | Yatzer.com
Che siate suoi sostenitori o feroci detrattori, dovrete comunque ammettere che IKEA è diventato, grazie alla sua diffusione capillare, uno standard del mondo occidentale. Tanto che alcune aziende hanno improntato il loro business su elementi complementari ai prodotti della multinazionale svedese.
Grippiks è un’azienda australiana che produce particolari adesivi pretagliati che sono stati studiati appositamente, nelle forme e nelle dimensioni per decorare (se non proprio personalizzare, visto il poco margine creativo lasciato all’acquirente) alcune tipologie di mobili IKEA. Pattern colorati, stampati su un particolare tipo di microfilm che si attacca senza bisogno di colla.
Al momento i motivi disponibili sono pochi, ma l’idea potrebbe essere di quelle destinate a prendere piede e durare nel tempo. La vendita avviene solo tramite il sito, i prodotti però sono spediti in tutto il mondo.

Il tappeto Nani disegnato dalle due designer belga di Atelier Blink, ricorda nel disegno i mosaici realizzati con frammenti di scarto di ceramiche e piastrelle.
Fiori, decori, pattern dal sapore mediterraneo, mixati disordinatamente, proprio come sarebbe sulla superficie di un tavolo artigianale. Evoca il mare, i colori e gli odori delle isole, questo tappeto di lana. Per chi proprio non sa rinunciare all’estate, un elemento per ricrearla nel proprio rifugio, anche d’inverno.
Via | Designspotter.com
All’interno di “Craft Punk”, l’evento curato da design miami/ per Fendi in occasione del Salone del Mobile, sarà presente anche l’inglese Peter Marigold, artista/designer che designerblog segue da tempo.
Marigold presenterà una serie di tavoli, i cui piani sono ricoperti di pelli provenienti dagli scarti della produzione Fendi. I tavoli sono ottenuti dall’accostamento di elementi che si ripetono, uniti in maniera irregolare. Gli elementi sono generati attraverso un principio geometrico.
I quadrati di pelle sono infatti suddivisi in quattro parti da due linee che si incrociano in maniera irregolare, assicurando un effetto puzzle che ben si sposa con i colori vivaci delle palette Fendi.
Via | Designboom.com
Peter Marigold al ‘craft punk’ di design Miami per lo Spazio Fendi
Fiona e Ben O’Brien aka Ben the Illustrator sono la coppia che ha ideato il progetto Wish You were Here, collezione di stampe (realizzate con la tecnica giclée) d’ispirazione musicale.
Battezzati patternscapes, per la loro capacità di coniugare la ripetitività di un pattern e le prospettive aperte di un paesaggio, i disegni vettoriali di Ben sono immagini ottimistiche, a tinte forti, ipnotiche, alienanti e mistiche al tempo stesso.
Sono undici i nuovi disegni in vendita, ognuno intitolato come il brano che lo ha ispirato, da ‘Rockin’ The Suburbs’ di Ben Folds a ‘Gold In The Air Of Summer’ dei Kings of Convenience, da ‘So Here We Are’ dei Block Party a ‘This Side Of The Blue’ di joanna Newsom.
Via | Kitsunenoir.com
Un’identità italiana, ribadita dal nome inequivocabile del nuovo marchio ma aperta ad influssi e contaminazioni da tutto il mondo. Potremmo leggere così la carta d’identità della nuova linea nata in casa Jannelli&Volpi, storica azienda del settore carta da parati da sempre attenta ad anticipare tendenze ed inflessioni del gusto della decorazione in ambito domestico e contract.
Il catalogo, vasto e variegato, intercetta stili differenti: dal classico al barocco contemporaneo, dal geometrico alla Escher fino al pop neovintage, incarnato quest’ultimo da una serie di pattern realizzati in partnership con Marimekko. Unica, però, è la versatilità comune a tutti i tipi di carta, studiati per essere inseriti in tutti gli angoli della casa, garantendo la copertura di superfici anche molto ampie. Ne sapremo di più con l’anteprima nei giorni del Salone de Mobile, presso lo showroom milanese di via Melzo 7.
Via | Jannelli&Volpi
Continua a leggere: Jannelli&Volpi Italian Design, le nuove strade della carta da parati italiana
Thomas Wold è un designer californiano che progetta e realizza mobili con approccio quasi artigianale. Prima di fondare la Thomas Wold Design & Fabrication, ha studiato scultura, pittura e arti decorative. Alla fine ha scelto di esprimersi attraverso la costruzione di mobili.
E il suo sguardo grafico sul mondo non poteva non influenzare le sue produzioni e le librerie e gli scaffali della serie Block Party sono proprio frutto di questo approccio creativo: i pannelli colorati possono nascondere parte dei libri e al tempo stesso creare un pattern visivo che ricorda l’arte di Mondrian rivista in chiave mid-century modern.
Anche le lampade di Thomas seguono lo stesso concetto, ma sono realizzate interamente con materiali riciclati, legno, plexiglass, vetro. Se i progetti di Thomas vi hanno incuriosito, ne troverete molti altri sul suo blog.
Continua a leggere: I mobili d'ispirazione mid-century modern di Thomas Wold
Dan Funderburgh è un artista e anche un wallpaper designer di Brooklyn. Il suo amore per il decòr è talmente trasversale da non conoscere distinzione tra installazioni artistiche, stampe e il design di pattern per carte da parati. Le sue influenze sono altrettanto varie e vanno dai mosaici in stile moresco all’Op-art: nei suoi disegni compaiono coltelli e attrezzi da lavoro, biciclette, contadini cinesi e pipistrelli, teiere e idranti, senza stonare però tra fiori e tralci arzigogolati.
Il suo sito, appena rinnovato, offre una bella gallery dei suoi lavori, che si tratti di pezzi da galleria, parati o lavori su commissione. Alcuni dei suoi pattern sono stati prodotti da Flavor Paper, brand che produce wallpaper vintage o contemporanea ma dall’estetica particolarmente pop, di cui vi avevamo parlato lo scorso anno. A dimostrazione di come ogni dicotomia tra arte e arti decorative sia davvero superata e superabile, alcuni dei suoi lavori sono stati scelti sia dal Cooper-Hewitt Design Museum sia dal Miami Museum of Modern Art.