Sedie Windsor? Si diffondono nel Settecento in Inghilterra e negli Stati Uniti e si caratterizzano per gambe e schienali innestate a raggio nella parte centrale della seduta.
Un genere molto codificato, dunque, ma che si apre a nuove interpretazioni anche grazie all’impiego dei nuovi materiali. Ad esempio come nella proposta che Kartell ci offre per mano di Patricia Urquiola, artefice della Comback Chair che vediamo nelle foto.
Dove a prevalere è l’uso della plastica (siamo da Kartell, del resto) e la scelta di piccoli esagoni modulari per la struttura dello schienale. Quanto alle versioni disponibili, c’è il classico bianco e nero insieme a un rosso squillante, a cui si aggiunge la possibilità di scegliere tra tre tipologie diverse di gamba, tra cui a slitta e con quattro razze con tubo centrale girevole.
Via | Daily Tonic
Comback Chair, la nuova sedia di Patricia Urquiola per Kartell
Siamo sull’isola di Vieques, a Puerto Rico, dove Patricia Urquiola ha realizzato gli interni per l’ultimo acquisto della catena alberghiera W Hotels Retreat & Spa, chiamato semplicemente W Vieques.
Gli spazi, affacciati sugli ampi giardini circostanti, si caratterizzano per una palette tra il beige e il crema animata da un uso consapevole e divertente del colore. In particolare, spiccano i numerosi tocchi di rosso sapientemente distribuiti tra i rivestimenti e gli arredi, molti dei quali provenienti dallo stesso portfolio della Urquiola, come nel caso della sua vasta produzione per B&B.
Moltissime le attività e le facilities a disposizione degli ospiti: si va dallo Spa Chakra, un’area riservata ai trattamenti olistici e allo yoga sulla spiaggia, a Paradise Edge, un lussureggiante giardino per ritrovare se stessi, fino a SWEAT®, una palestra aperta ventiquattr’ore su ventiquattro con tanto di personal trainer sempre a disposizione. Senza dimenticare anche Wired, il business center per chi, pure dal mare dei Caraibi, non può proprio fare a meno di stare connesso e continuare a lavorare.
Via | Contemporist
Il W hotels retreat dell’isola di Vieques
Continua a leggere: W Hotels Retreat & Spa, il resort ai Caraibi progettato da Patricia Urquiola

Dopo Memory di Tokujin Yoshioka, ecco una nuova anteprima che Moroso presenterà al prossimo Salone del Mobile. La firma, stavolta, è quella di Patricia Urquiola, già protagonista delle produzioni del marchio friulano dello scorso anno con il sistema di sedute Fergana e Rift.
Il pezzo che vedete sopra, invece, si chiama Silver Lake: impossibile non coglierne lo spirito retro, un gioco di riferimenti al modernismo americano (siamo sempre dalle parti del mid-century modern, insomma). Nella collezione, anche una poltrona e una sedia.
Via | Wallpaper
Il prototipo del sistema di sedute Fergana, frutto della fantasia prolifica della designer Patricia Urquiola e della sapienza manifatturiera di Moroso, era stato presentato in anteprima lo scorso Aprile al Salone del Mobile di Milano.
La scorsa settimana Moroso lo ha portato nella sua versione definitiva all’Imm Koeln, Salone Internazionale del Mobile di Colonia. Il divano componibile si ispira alle tecniche di ricamo uzbeke per realizzare, in perfetto stile sincretico, un disegno che, pur ricordando delle decorazioni etniche, ritrae nel pattern un eroe dei videogiochi anni ‘80 come Pac-Man.
Fergana, il nuovo sistema di sedute firmato Patricia Urquiola per Moroso


L’umidificatore pensato come complemento d’arredo contemporaneo. Questa l’intuizione del marchio Il Coccio, che ha affidato a Giulio Iacchetti il coordinamento della nuova design edition 2010 appena presentata all’ultimo Maison&Objet.
Nella collezione, si parte dalla riedizione del Fischietto disegnato da Achille Castiglioni nel 1998, per passare ai lavori recenti di Fernando Brìzio, Marco Ferreri, Monica Förster, Alfredo Häberli, Alberto Meda, Denis Santachiara, Patricia Urquiola e dello stesso Iacchetti.
I pezzi sono pensati per essere appesi oppure appoggiati al termosifone, inglobando, come nel caso di Travetta della Urquiola, anche altre funzioni, quale quella di portaoggetti e poggialibri.
Via | Dezeen

Si ispira al mondo degli insetti e alla modularità della loro aggregazione la nuova famiglia di coffe table progettati da Patricia Urquiola per Mutina, azienda modenese della ceramica da sempre in prima linea per la ricerca su tecnologia e materiale.
Ma, oltre il concept, è un’altra la particolarità che ci colpisce: il gres, infatti, sperimenta una inedita modalità di applicazione andando a ricoprire la supericifie del tavolino. E aprendo la porta a nuovi esperimenti tattili nel rapporto con i mobili.
La collezione, già lanciata lo scorso anno e resa celebre per la preziosità essenziale del decoro in rilievo, si arricchisce anche di piastrelle non smaltate in formato 120×120cm (spessore inferiore ai 5mm), pensate per un utilizzo ad alta spettacolarità.
Via | Domus
In una cornice dal sapore rustico, l’architetto Alessandro Rizzo ha sapientemente organizzato lo spazio di un monolocale con pezzi di design moderno, creando un contrasto molto affascinante. Il pavimento in cotto toscano di recupero, la parete con mattoni a vista e il camino, formano la cornice rustica di quest’abitazione. L’unico ambiente è suddiviso tra la cucina, l’angolo soggiorno e relax e la zona da letto.
L’angolo soggiorno, raccolto intorno al camino, è composto dal divano con braccioli e schienali movibili Highlands e dalla poltrona con pouf Fjord (piena di fantasia), entrambi firmati da Patricia Urquiola per Moroso; la libreria è Pause di Aziz Sariyer sempre per Moroso, con struttura portante in alluminio anodizzato, e ancora di Moroso è il tavolino rosso da divano, Yo-Yo di Jacob Wagner. La lampada da terra che illumina il soggiorno è Tolomeo Mega Terra di De Lucchi e Fassina per Artemide.
La cucina si presenta in un pulito color avorio laccato: è il modello Astra di Ask, illuminato dalla lampada in policarbonato trasparente Bourgie di Ferruccio Laviani per Kartell. Le sedie sono “Sgabelli X3″ in policarbonato trasparente con struttura in acciaio di Marco Maran per MaxDesign.
Anche la zona letto è firmata Moroso: il letto è Highlands (stesso modello del divano), i tavolini che fungono da comodini sono Bloomy. Le lampade invece sono le Lite di Marc Sadler per Foscarini.
Splendide queste poltroncine da giardino progettate da Sinisha e Sasha Klein di Designklein. Si chiamano Karolina e sono state progettate in due versioni, con i braccioli o senza. Immaginate per riparare dal sole e al tempo stesso godersi il panorama attraverso il motivo traforato, le sedute Karolina sono disponibili in diversi colori, tutti molto squillanti.
Viola, azzurri, verdi, gialli e rossi, tonalità che spiccano in un giardino, accompagnate però da una forma antica, che sa di giardini segreti e decadenti. Purtroppo Karolina è ancora un prototipo, chi volesse ricreare il proprio rifugio vittoriano dovrà aspettare, oppure optare per sedute dalla simile ispirazione ma ben più famose, come Retrouvè di Patricia Urquiola o Shadowy Chair di Tord Boontje.
Via | Dezeen.com
Moroso guarda all’Africa come alla nuova frontiera della creatività, anche nel design. Ad esempio nella nuova serie di sedute Binta, progettate dal designer Philippe Bestenheider, già autore sempre per Moroso della collezione Nanook, di cui avevamo già avuto modo di parlare poco tempo fa.
Molteplici gli spunti attinti dalla tradizione africana e rielaborati dal giovane designer svizzero, già collaboratore di Patricia Urquiola. I rivestimenti innanzitutto, una composizione di tessuti Wax (o in cotone oleato), che tante volte abbiamo visto negli abiti coloratissimi delle donne africane. Quindi, la stessa morfologia delle sedute, ispirate alle statuette in legno scolpito ma realizzate in schiuma poliuretanica. Moltissime poi le possibilità di personalizzazione cromatica, grazie ad un vero e proprio patchwork capace di trasformarsi in una presenza allegra e un po’ totemica nell’ambiente domestico dove viene inserito.
Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.
L’ospite di oggi è l’industrial designer di Napoli Adele Rotella.
Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono una giovane donna e designer napoletana, curiosa e determinata, con tanta passione per le arti e per la musica. Dopo la laurea in Disegno Industriale con una tesi su un progetto eco-sostenibile, ho collaborato con diversi studi di architettura e design. Ho cominciato l’attività di libera professionista in concomitanza con l’esposizione della mia prima collezione, avvenuta nel 2007 presso il Salone Satellite di Milano. Successivamente i miei progetti sono stati esposti alla mostra Tentlondon di Londra e alla Fiera Abitare il Tempo di Verona. In questi anni ho investito molto su me stessa ma, nonostante sia stato davvero difficile muovere i primi passi, queste esperienze mi hanno resa più forte e fiduciosa nelle mie capacità. Ora sto seguendo gli sviluppi di due miei progetti, Kookabarukka e Fruittiera, che sono entrati a far parte della collezione ZERO8 di Agostinelli e rappresentano la mia prima grande soddisfazione professionale! Attualmente lavoro anche come consulente presso FTP, società del gruppo Fiat. Mi piace il confronto con le persone, rimanere aggiornata sulle novità del design ma anche fare tesoro degli insegnamenti dei maestri del passato. Nei miei progetti cerco sempre di infondere la qualità dell’emozione: i miei prodotti mirano a muovere l’animo e a stabilire un rapporto più dinamico, intimo e personale con il fruitore e con lo spazio.