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Tutti gli articoli con tag pareti

"Infinity Chapel": la chiesa disegnata dallo studio hanrahanMeyers

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Infinity Chapel - hanrahanMeyers

Una struttura minimale realizzata per la “Tenth Church of Christ, Scientist” questa “The Infinity Chapel” dello studio newyorkese hanrahanMeyers. Quasi 400 metri quadri di superficie, trasformati da frammenti di luce naturale e racchiusi in un sistema complesso di pareti curve.

Arredi lineari con il legno a fare da elemento di contrasto, mentre dal soffitto pendono una serie di lampade cilindriche posizionate ad altezze diverse. L’atrio e la zona lettura affacciano all’esterno con grandi vetrate mentre al piano inferiore ci sono sale per l’insegnamento e una stanza per le riunioni in cui parte della luce arriva da alcune aperture sul pavimento dell’area di preghiera.

Ennesimo esempio di come, negli ultimi anni, anche le istituzioni religiose stiano chiedendo aiuto ad architetti e designer per rendere più eleganti gli spazi per le funzioni, esaltando il senso di raccoglimento e il messaggio del loro credo. Dopo il salto, una gallery della “Infinity Chapel” (via).

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K.Board: spazi modulari per bambini

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K.Board Michal Kwasieborski

E’ opera del designer polacco Michal Kwasieborski, questa serie di elementi modulari denominata “K.BOARD”. Destinata ai bambini dai tre ai sette anni di età e ideata per lo sviluppo e la creatività dei più piccoli.

“K.Board” è costituito da una serie di pannelli che possono essere incastrati tra loro attraverso delle apposite giunture. Il tutto è coloratissimo e serve a spingere i bambini all’interazione per costruire spazi comuni e imparare a dividere e rispettare quelli altrui.

Il set base consiste di otto ripiani standard, quattro più piccoli, ventotto giunture e altrettanti fermagli per fissare alle pareti mobili disegni, stoffa o qualsiasi altro oggetto. K.Board (anche da qui il nome, oltre che dal designer) è realizzato in plastica e in kirei, un sostituto ecologico, robusto e anallergico del legno. Dopo il salto, una gallery del prodotto.

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A.R.T. : le decorazioni di interni fai-da-te

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A.R.T. Wall

Stanchi di dovervi accontentare di prodotti già visti ovunque per decorare le pareti della vostra casa? A.R.T. vi propone una serie di idee modulari che potete assemblare da soli, rendendo unico lo spazio abitativo.

Gli elementi, disegnati dall’artista e architetto Donald Rattner, possono essere combinati tra loro liberamente, creando una soluzione altamente personalizzata adattabile alle necessità e allo spazio di cui disponete.

A.R.T. propone 3 linee: Wall A.R.T., Mural A.R.T. e Shelf A.R.T. “Wall” è -chiaramente- dedicata alle pareti. Elementi quadrati, rettangolari e romboidali da unire e appendere. “Mural” sono invece delle carte da parati che vanno usate e abbinate agli elementi della linea “Wall”. Infine “Shelf” (conosciuta anche come “ModuLibris”) sono librerie che contengono delle copertine da sovrapporre ai volumi, per creare parole o pattern geometrici.

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La campagna Ikea nella metropolitana di Parigi

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IkeaMetroParigi

Come ha dimostrato con la discussa campagna di guerrilla marketing in Austria, Ikea non si è mai tirata indietro quanto a voglia di stupire e ‘invadere’ gli spazi pubblici con la forza del suo brand (e dei suoi prodotti ormai presenti ovunque).

‘Stavolta ci riprova in Francia, sfruttando uno dei luoghi-simbolo della quotidianità transalpina: la metropolitana di Parigi. Dal 10 al 24 marzo infatti, quattro stazioni della metro sono state ‘arredate’ con i famosi mobili della ditta svedese. Rispettivamente alla stazione “Champs Elysées Clémenceau” della linea 13, a “St Lazare” sulla linea 12, a “Concorde” sulla linea 8 e alla fermata “Opéra” della linea 8. L’azienda aveva già tentato qualcosa di molto simile su un treno della linea urbana di Kobe, in Giappone.

Lo scopo dichiarato è quello di lasciare che i potenziali acquirenti sperimentino in prima persona la qualità e la comodità dei mobili, soprattutto in un momento in cui magari, presi dalla stanchezza di una giornata lavorativa che inizia o finisce, possono ricavarne maggiore beneficio. I grandi poster alle pareti, completano l’arredo con il resto degli ambienti suggeriti dal design degli oggetti. A questo indirizzo, una gallery degli allestimenti.

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"Casa Lever" di Marc Newson

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CasaLever

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.

Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.

Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).

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Parallel World: i micromondi paralleli di Ji Lee

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ParallelWorldJiLee

In una ipotetica, paranoica e alienante versione de “Il cielo in una stanza”, il classico di Gino Paoli, Ji Lee saprebbe dire la sua. Dopo averci spiegato come perdere la cognizione del tempo, come stampare biglietti comodi per tutte le occasioni o come sfruttare i caratteri tipografici per raccontare un evento utilizzando solo le lettere, il mattacchione coreano si supera e immagina dei micro-mondi paralleli all’interno degli ambienti.

Con lo sguardo fisso al soffitto non saremo in grado di vederlo viola o con “alberi infiniti”, ma potremo scovare delle ricostruzioni in miniatura di altrettante stanze in cui abitare. Per di più, sotto sopra. Ecco come la pensa Ji Lee:

La gente riempie i pavimenti delle case con i mobili, le pareti con quadri e immagini. Perché lasciano il soffitto vuoto? Decorare i soffitti era una forma d’arte nei secoli passati che in qualche modo si è persa attraverso la riduzione del modernismo. La gente non guarda più ai soffitti. Sono spazi morti. Volevo che si tornasse ad ammiccare a questa porzione di spazio. Mi piaceva anche l’idea che in qualche modo ci fosse un mondo parallelo che coesiste con noi.

Che dire? Guardate la gallery dopo il salto. Secondo noi c’è riuscito eccome.

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Water Cube Pavilion di Mvrdv

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WaterCubePavillon

La prossima Esposizione Internazionale si svolgerà nel 2012 a Yeosu, in Corea del Sud. Il tema scelto è “The Living Ocean and Coast” e iniziano ad arrivare le prime proposte per i vari padiglioni tematici, tra cui questo incredibile lavoro di Mvrdv, studio di architettura e urbanistica con sede a Rotterdam che dal 1993, fa dell’attenzione al design il suo punto di forza.

Già ideatori e autori di moltissimi progetti importanti, dislocati in tutta Europa, dopo il padiglione olandese per il World EXPO del 2000 a Hannover, lo staff di Mvrdv ci riprova con questo “Water Cube” che promette di essere uno dei migliori presenti a Yeosu.

Lo scopo dichiarato è di realizzare una struttura che simboleggi la forza e la bellezza degli oceani, come fosse proprio un blocco estratto dal mare stesso. Il cubo è cavo all’interno, con le pareti fatte di recipienti impilati e riempite d’acqua, così da restituire ai visitatori l’impressione di muoversi dentro all’oceano per esplorarne le meraviglie. Dopo il salto, una gallery del progetto.

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Paul Coudamy: "Swollen Wall Appartement"

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Swollen Wall Appartement

Paul Coudamy, architetto e designer francese, mette a segno un altro colpo nell’arredamento non convenzionale di interni. Dopo aver dimostrato con My Caravan Studio come fosse possibile ricavare il massimo da uno spazio di soli 28 mq tramite mobili da spostare e riporre l’uno dentro l’altro e dei cuscini-divano come pareti divisorie.

Lo sfruttamento intelligente delle pareti è ancora una volta al centro di un suo lavoro: questo “Swollen Wall Appartement” in cui però alla necessità di economizzare lo spazio (ottenuta con una struttura che si adatta perfettamente agli ambienti), viene conciliata con un’idea di maggiore dinamismo.

La griglia della libreria, composta prevalentemente da quadrati di 20×20 cm (misura calcolata sulle dimensioni dei tascabili), non è parallela alle pareti ma si gonfia per tutti i diciassette metri di lunghezza, formando ondeggiamenti che contrastano con gli angoli interni delle stanze e del mobile stesso. Dopo il salto, una gallery del lavoro completato.

Foto | via

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"A love letter for you" di Stephen Powers (aka ESPO)

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A love letter for you - Stephen Powers

Pioniere dei graffiti, artista concettuale e figura di spicco di tutta la cultura underground newyorkese, Stephen Powers, conosciuto con il nome ESPO (acronimo per Exterior Surface Painting Outreach) ha sempre puntato contemporaneamente tanto sulla spettacolarità quanto sul significato delle sue opere.

San Valentino è appena passato e -chi lo ha festeggiato- si sarà prodigato in regali più o meno originali, lettere d’amore ispirate. Niente potrà competere però con questo grandioso progetto realizzato da Powers utilizzando 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e chiamando in aiuto 20 dei migliori ‘graffitari’ statunitensi.

Il risultato sono 50 pareti nella città di Filadelfia, dipinte con messaggi d’amore. A Love Letter For You è un’impresa titanica e bellissima, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO, che quando si tratta di catturare lo sguardo di chi alza gli occhi al cielo, ha pochissimi rivali. Dopo il salto, la gallery.

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Lo store al cioccolato "Godiva Chocoiste" di Tokyo

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GodivaChocoiste

Dopo l’overdose di pandori, panettoni, torroni e dolciumi vari, probabilmente non avete voglia di sentir parlare ancora di cioccolata. Applichiamo la Legge di Gumperson, invece e vi parliamo di una boutique che è un incubo di zuccheri, un tripudio di cacao.

Harajuku è quella zona di Tokyo dove i giapponesi (ma non solo) facoltosi spendono enormi quantità di denaro in un vortice di lusso e appuntamenti d’affari poco convenzionali. Godiva è una delle case produttrici di cioccolata più famose al mondo. Dedicata alla leggendaria Lady Godiva, nata in Belgio 80 anni fa a Brussels, è una specie di istituzione nel settore.

Completa la divina triade l’architetto e designer Masamichi Katayama. Il capo del Wonderwall Design Studio, ideatore di alcuni degli spazi più innovativi e incredibili in cui vi potrete mai imbattere, ha deciso di caratterizzare il Godiva Chocoiste Store facendo sentire il cliente come all’interno di uno dei prodotti della Godiva.

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