Raramente inizio con una storia specifica in mente, se prima non mi si assegna qualcosa. Una storia si sviluppa mentre lavoro, o si rivela quando un pezzo è finito. Le figure e le immagini possono provenire da storie, di solito autobiografiche, ma poi assumono una vita propria. Alcune immagini possono anche ripetersi, a causa della mia vita.
Il premiato pittore e illustratore Bill Carman, coreano, vive e lavora negli Stati Uniti. Dopo il successo del suo ultimo libro per bambini ‘What’s that noise?’ l’artista ha tra le mani ancora altri progetti.
L’amore di Carman per i dettagli nei disegni fa si che di solito questi contengano un elemento che dia alle immagini qualcosa di divertente. Nel suo mondo ci sono trote con maschere da orso, oppure orsi con un minuscolo naso da maiale, il che fa sempre passare indisturbati i soggetti.

A scavare nei libri, si trovano cose interessanti. C’è chi lo fa in senso metaforico e chi invece, si arma di strumenti per affondare nella carta e ‘far emergere’ attraverso delle vere e proprie sculture, personaggi e atmosfere contenute nelle parole.
Alexander Korzer-Robinson, artista berlinese di nascita ma residente a Bristol, definisce i suoi lavori come degli ‘inner landscapes’: dei paesaggi interni (e ‘interiori’). Frammenti di illustrazioni e immagini che si muovono su più piani proprio all’interno della profondità del volume.
Il gusto di Korzer-Robinson è pesantemente e palesemente influenzato dalle stampe ottocentesche, con una vena surrealista che non può lasciare indifferenti. La passione per il dettaglio, l’abilità nell’incidere la carta e nel distribuire tutti gli elementi in una apparente tridimensionalità, fanno il resto. Dopo il salto, una gallery dei suoi -splendidi- lavori.
Continua a leggere: I libri 'in profondità' di Alexander Korzer-Robinson

Josef Schulz è uno che probabilmente si è fatto tatuare il famoso motto “Less is more”, almeno a giudicare dalla sua abilità (e ostinazione) nel ’sottrarre’. Ve ne parliamo, nonostante sia un fotografo e dovrebbe essere materia per i cugini di Clickblog, perché il suo lavoro è tutto votato all’architettura e alla comunicazione urbana.
Quello che sviluppa Schulz con le sue foto è un processo che, concettualmente, si avvicina molto al design. Se il meccanismo era efficace nel caso delle sue foto di spazi in “Sachliches & Formen” (palazzi e strutture catturati secondo un’angolazione talmente ‘estrema’ da renderli quasi innaturali nella loro essenzialità), in “Sign Out” si arriva all’invenzione di qualcosa che nel panorama -letteralmente- scompare.
Parliamo dei segnali stradali, dei cartelli che pubblicizzano attività e edifici. Il gesto artistico, semplice e immediato, che compie Josef Schulz è quello di togliere le scritte. Rimane, come immaginabile, solo la silhouette dell’insegna: una forma, appunto. Un vuoto che va ad aggiungersi all’estetica del paesaggio. Cosa c’è dentro? Nulla. Un contorno e un colore. Lo spazio sottratto (e aggiunto) alla vista. Il disegno (design) delle indicazioni che dovrebbero funzionalmente catturare l’attenzione e lo fanno ancora, pure se prive di informazioni. Dopo il salto, una gallery dei suoi lavori.
Continua a leggere: "Sign Out": le insegne vuote di Josef Schulz
La giovane designer inglese Zoe Murphy unisce la sua ricerca su pattern e design tessile all’amore per il modernariato e per gli oggetti trovati. Il suo lavoro di restauro e decoro di pezzi vintage è ispirato da vecchi materiali di recupero ritrovati, consumati e nobilitati dal mare, sulla spiaggia della sua città natale, Margate.
Ad esempio la vecchia formica, quella che si usava per i tavoli, le sedie e tutto l’arredamento di cucine e tinelli, ha ispirato il restyling di queste cassettiera e sideboard, e questa serie di pannelli che, nelle decorazioni e nei disegni, portano riprodotti il mare e il paesaggio che li ha trasformati da vecchi mobili in moderni oggetti vintage.

Sembra una tendenza il voler usare elementi presi dalla natura (piante, sole, mare, paesaggi, fauna) per la grafica di un sito web. Solitamente è per dare un look & feel più vicino al visitatore che ritrova “figure” familiari che fanno quasi dimenticare temporaneamente il digitale.
Six Revisions puntualmente ci pone una ricca lista di esempi, realizzati da web designer di tutto il mondo: l’esempio in alto è dell’agenzia Sproutbox e personalmente segnalo August che usa la fotografia di un paesaggio naturale come background fisso, l’isola deserta del graphic designer ceco Tomàs Pojeta, i rampicanti del portfolio di Osvaldas Valutis.
Sarebbe interessante discutere su questa scelta stilistica, per capire se anche qui in Italia sarebbe gradita da un cliente e per questo passo la parola ai lettori di Designerblog.
Fiona e Ben O’Brien aka Ben the Illustrator sono la coppia che ha ideato il progetto Wish You were Here, collezione di stampe (realizzate con la tecnica giclée) d’ispirazione musicale.
Battezzati patternscapes, per la loro capacità di coniugare la ripetitività di un pattern e le prospettive aperte di un paesaggio, i disegni vettoriali di Ben sono immagini ottimistiche, a tinte forti, ipnotiche, alienanti e mistiche al tempo stesso.
Sono undici i nuovi disegni in vendita, ognuno intitolato come il brano che lo ha ispirato, da ‘Rockin’ The Suburbs’ di Ben Folds a ‘Gold In The Air Of Summer’ dei Kings of Convenience, da ‘So Here We Are’ dei Block Party a ‘This Side Of The Blue’ di joanna Newsom.
Via | Kitsunenoir.com

Un caminetto nel deserto? Solo se è accanto ad una piscina. L’idea è venuta a Vance Lorenzini, production designer con pallino per l’arredamento di interni che ha sviluppato quest’idea originale per il patio della sua residenza nei dintorni di Los Angeles.
Più che metafisico, come potrebbe inizialmente sembrare, il concept si rivela invece orientato alla funzionalità. Il caminetto e l’annesso padiglione, infatti, servono d’inverno per irradiare calore dopo un bagno temerario, mentre d’estate, quando il fuoco è chiaramente spento, offrono un riparo dai raggi del sole.
Fuori discussione, in compenso, la bellezza del paesaggio circostante, che fa del padiglione un luogo privilegiato da cui contemplare l’orizzonte.
Via | Apartment Therapy

Leah Evans è un’artista e designer di Madison, Wisconsin che lavora con la stoffa: le sue creazioni sono infatti tessuti trapuntati che rappresentano mappe. Il suo punto di partenza è stata una fascinazione nei confronti di vedute aeree, immagini in scala, carte, mappe e tutta la segnaletica geografica.
Leah Evans riproduce queste immagini usando differenti tecniche: taglio e cucito, patchwork, applicazioni, stampa manuale, tintura dei tessuti, ricamo. Affascinata allo stesso modo dall’infinitamente grande e dall’infinitamente piccolo, Leah Evans a volte trae spunto anche da immagini al microscopio.

Ognuno di noi coltiva un giardino segreto. L’immagine privata di un paradiso che esiste solo nella nostra immaginazione. Immaginate di poter rinchiudere il vostro piccolo sogno in una bolla. In una sfera di vetro In una palla con la neve. In un anello.
Questo è quel che fa Sophie Tari, con il nome d’arte di Szofita. Dopo aver studiato animazione alla scuola ungherese intitolata a Moholy-Nagy, Sophie Tari ha iniziato a disegnare gioielli.

il gruppo creativo di design “Soop” ha messo in vendita questa serie di anelli di plastica molto belli.
Se ne vengono indossati più di uno, si possono creare a proprio piacimento dei paesaggi con animali e piante.
Una idea semplice e molto scenografica, tutti i gioielli sono in vendita su etsy.
Via | earl grey with honey