Il legame tra il marchio Absolut e il mondo dell’arte e del design è ormai più che consolidato. L’ultima collaborazione è “Absolut Blank” che, come lascia intuire il titolo, prevede di utilizzare la silhouette della famosa bottiglia come spazio per creare, insistendo sulla trasparenza del liquido e del contenitore attraverso cui visualizzare le opere.
Diciotto tra artisti, designer e illustratori si sono messi alla prova con risultati di vario tipo che vanno dalle immagini all’intaglio, dalla grafica alle installazioni di luci fino ai lavori in miniatura. E’ possibile provare a vincere una delle opere realizzate seguendo le istruzioni a questo indirizzo. Dopo il salto, un video con il making-of dei lavori.

Nasce con l’idea di svecchiare il packaging un po’ troppo ‘conservatore’ della Twinings, questo lavoro di Chris Yoon, Jess Gerjets e Peter Smith studenti al “Portfolio Center“, la scuola per art director, designer e multimedia di Atlanta. Giocando con lo humor tutto inglese ereditato dalle celebri origini della noto produttore londinese di tè, gli studenti sono riusciti nell’intento di proporre un restyling decisamente efficace.
Tre personaggi per altrettante varietà del noto infuso: “Lady Gray”, “Prince of Wales” e “Earl Gray” diventano infatti altrettanti volti la cui effige - riprodotta con la tecnica dei ritratti ad incisione - viene immortalata sulle rispettive confezioni. Colori eccessivi a contrasto (tre tinte fluo) e, all’interno dei cilindri, delle confezioni con filtro monodose su cui sono impresse alcune frasi da ‘tea addicted’. Promossi a pieni voti.
E’ stato un tripudio di DIY (Do It Yourself), quello che si è scatenato nell’ultimo anno. A cui ora si aggiunge un nuovo acronimo, che del precedente condivide lo spirito e che è destinato con ottima probabilità a diventarci sempre più familiare: GYO. Al secolo, Grow Your Own, metodo per l’autocoltivazione di verde e verdura che promette di trasformarci tutti in provetti contadini dei nostri orti urbani.
Ispirandosi a questo movimento, lo studio inglese I Love Dust ha appena progettato una scatola, Allotinabox, che contiene al suo interno tutti gli strumenti per mettere in pratica il nostro pollice verde, dal calendario della semina, a otto bustine con i rispettivi semi, fino a alcuni cartelli da posizionare in ogni vaso per ricordarci modalità di coltivazione e raccolto.
Molto gradevole il packaging, che esalta attraverso la carta il valore e il gusto della sostenibilità ambientale, senza dimenticare una scelta di lettering e colori dai gusti vivaci e con un piccolo tocco retro.
Via | The Dieline
Absolure Sellout, dei canadesi Joshua Kaplan e Benjamin Niznik, è un progetto al confine tra design e arte concettuale, una riflessione sul senso del packaging e della capacità di alcune confezioni di diventare vere e proprie icone del nostro tempo, a prescindere dalla marca e dalla qualità del prodotto contenuto.
Scatole e più in generale oggetti senza logo sono presentati nella loro più assoluta semplicità minimale, contrassegnati al massimo da poche linee e geometrie, segni di colore sul bianco più assoluto. Dicono gli autori:”Il loro stile grafico è in equilibrio tra ‘futurismo nostalgico’ e ‘modernismo da autogrill’. È l’idea che il passato aveva del futuro. È al tempo stesso familiare e astratto”. Voi siete d’accordo?
Il logo dei gelati californiani Bar Gelato della Gelateria Naia, con il suo carattere tondeggiante e retrò, è disegnato in perfetto equilibrio tra un richiamo vintage propriamente californiano allo stile mid-century e un tocco di italian style, proprio per sottolineare l’autenticità della ricetta.
Realizzato dallo studio Substance in collaborazione con il graphic designer, specializzato in lettering disegnato a mano, Mette Hornung Rankin di Bureau of Betterment, Bar Gelato ha già nella sua confezione i colori golosi dei sorbetti, arancio e verde pistacchio, menta, fragola e cioccolato.
Contrariamente a quel che accade con la maggior parte dei gelati confezionati, è solo la targhetta a portare tutte le indicazioni, mentre per il resto del packaging si è preferita una trasparenza che mette in risalto immediatamente la qualità del sorbetto in modo da invogliare immediatamente l’acquirente ghiotto.
Via | Belowtheclouds.com

Creata dall’agenzia di Monaco Kempertrautmann espressamente per l’occasione, Shoelace Box è il packaging ideato per la collezione di Converse firmata dal marchio tedesco Görtz 17. Si tratta di una scatola con i manici che rende la shopping bag di plastica superflua.
I manici sono in realtà lacci per le scarpe che possono essere riutilizzati in alternativa a quelli contenuti nella confezione. La Shoelace Box è stata realizzata in cinque varianti cromatiche per essere abbinate ai cinque modelli di cui è composta la collezione.
Qualcuno di voi forse ricorderà il sito PostSecret, su cui dal 2005 è possibile postare anonimamente bigliettini disegnati, scarabocchiati, assemblati per rivelare al mondo il proprio segreto inconfessabile. Un’operazione simile viene suggerita da due giovani creativi Christy Srisanan e Erick Barrios, con un progetto che partecipa all’ iF concept design award.
All’immaginario brand di latte Milla vengono associati valori come candore e purezza, rilanciati ed evidenziati dalla campagna, anch’essa immaginaria ovviamente, Milla Confessions, in cui si invitano i consumatori a postare su un sito i segreti di quando erano bambini, paure, dispetti, amori infantili, indicibili allora e teneri oggi, a leggerli stampati sui tetrapak, per una colazione con il sorriso.
Via | Thedieline.com
Nasce dal mondo della musica indipendente questo lavoro di Jack Cunningham, ottimo illustratore e animatore per il nuovo progetto di Fred Deakin dei Lemon Jelly e Robin Jones della Beta Band. Il duo si cela sotto il moniker “Flashman” e pubblicherà l’album “To The Victor — The Spoils!”: un disco a metà strada tra elettronica e jazz.
Attitudine minimal, una lontana - ma caratterizzante - ispirazione tratta dalla grafica vettoriale dei decenni passati unita mirabilmente a suggesioni che riprendono stili e tratto del modernismo, “The Proposition” è un’animazione godibilissima e semplice solo in apparenza realizzata per Arside (che ha contribuito anche alla grafica del packaging in edizione limitata).
La nostra illustrissima tradizione enologica probabilmente impedisce che operazioni come queste possano avvenire tra le nostre aziende vinicole: stravolgere il serioso linguaggio delle etichette nostrane, uscendo da canoni particolarmente codificati, probabilmente equivarrebbe, sul mercato europeo, a una perdita di rispettabilità e di riconoscibilità.
Ma l’invasione di questo stesso mercato da parte di vini californiani e australiani, che si impongono e sorprendono per qualità, porta sugli scaffali delle nostre enoteche una ventata di freschezza, di colore e di ironia. Senza paura di mancare di professionalità, gli australiani di Merum Estate ad esempio lanciano Curious Nature, una linea di vini da tavola che, grazie al packaging disegnato dallo studio Manifesto Design, di certo non passano inosservati.
I testimonial che spiccano sulle sue etichette , il bianco e il rosso, sono esseri metà pesce e metà gentiluomo e gentildonna vittoriani che scrutano con gran tranquillità l’acquirente da dietro il loro monocolo, brindando con il calice stretto nei tentacoli, in perfetto stile steampunk.
Via | Lovelypackage.com
È un orso, in versione silhouette, disegnata con poche linee sinuose e morbide, l’irresistibile testimonial che campeggia su ogni confezione della linea di prodotti per il corpo Life.NK del brand inglese Space.NK: simpatico e paradossalmente leggiadro, piroetta, tira di box, fa yoga e vola aggrappato a dei palloncini, una posa ogni volta differente, a seconda che il prodotto sia destinato alla pelle del viso o delle mani o delle labbra.
Su sfondo bianco, il lettering e la grafica incorniciano con cerchi colorati e cornici tondeggianti di colori diversi le illustrazioni, create dalla giapponese Mio Matsumoto, per l’agenzia JedRoot: immagini “pulite” d’ispirazione naturale per una linea di prodotti dalle essenze organiche, prive di agenti chimici.