In tempi in cui verde e orti in città sono di gran moda, la passione per i giardini verticali avrebbe già dovuto contagiare tutti. Peccato, però, che passare dalla teoria alla pratica si sia rivelato più difficile del previsto, a meno di non ricorrere a soluzioni iperartigianali spesso troppo costose.
Ma se ancora non avete desistito, South Face potrebbe ovviare a questi problemi. Si tratta di un elemento modulare in eco-cemento, progettato da Massimo Iosa Ghini per Il Cantiere: da montare come se si dovesse costruire un muro, si caratterizza per uno spazio cavo, addizionato di substrato, dove accogliere e far crescere le piante.
Oltre alla praticità, quindi, i vantaggi rimangono gli stessi di tutti gli altri giardini verticali: coibentazione, assorbimento di co2 e una folta e inaspettata vegetazione. Perfetto per esterni, da inglobare su una facciata, o anche per interni, per una inedita parete divisoria. In mostra nei giorni del Salone presso il Contemporary Shop di Corso Garibaldi 52 a Milano.

Il verde domestico, declinato nelle sue diverse accezioni di giardino verticale, orto urbano, guerrilla gardening, è stato il vero tema del 2009. Per questo ci piace l’idea di chudere i post dell’anno con un progetto che offre il suo piccolo contributo al tema della sostenibilità ambientale e agricola delle zone urbane.
Gionata Gatto, neolaureato alla Eindhoven Academy, ha progettato per la sua tesi di laurea Urban Bud, una valigia dove coltivare i propri ortaggi preferiti. Concepiti non solo come verde domestico decorativo, ma anche come uno strumento per garantire a ciascuno di avere a portata di mano le specie alimentari più vicine alla propria cultura alimentare.
Dato solo apparentemente banale in una società sempre più multietnica che rischia di cancellare di fatto alcune varietà vegetali in nome della facilità di approvvigionamento e della legge economica della monocultura.
Via | Inhabitat
Urb Garden è il progetto ecosostenibile per cui il giovanissimo designer australiano Xavier Calluaud è stato selezionato per partecipare all’Australian Design Award. Si tratta del prototipo di un orto verticale del tutto autosufficiente, in grado di fertilizzare e nutrire le piante.
Ogni pianta è collocata in un “balcone” rimovibile, da cui può essere annaffiata, potata, curata. La struttura verticale è completata da un bidone in cui rifiuti organici vengono trasformati in concime e da un terrario per vermi, i cui escrementi sono utilizzati come fertilizzante.
L’acqua e i materiali concimanti vengono distribuiti alle piante attraverso un sistema d’irrigazione interno, capace di recuperare in seguito l’acqua in eccesso e riciclarla. Inteso come progetto per sensibilizzare le coscienze di chi abita in città, Urb Garden potrebbe essere una soluzione per crescere un piccolo orto autonomo in poco spazio.
Via | Picocool.com

Orto urbano, giardino verticale, guerrilla gardening, terzo paesaggio: ecco alcuni tra i leitmotif oggi maggiormente in voga che ci parlano del nostro crescente desiderio di verde in città.
E se anche voi condividete la passione per il pollice verde, magari coltivandola nello spazio angusto del vostro piccolo balcone di casa, non potete lasciarvi sfuggire i prodotti per l’orto verticale lanciati qualche mese fa da Cascina Bollate, una cooperativa sociale nata all’interno del carcere di Bollate a Milano.
“Orto in piedi” è una struttura verticale che ospita zolle di terriccio fertile alloggiate in pannelli di fibra di cocco, dove è possibile coltivare non solo piante e fiori ornamentali ma anche piante aromatiche e piccoli ortaggi. Il progetto è stato lanciato allo scorso Salone del Mobile presso Entrata Libera, il noto concept store milanese dedicato ai più glamour tra i prodotti di design. Per maggiori informazioni sull’acquisto, possibile anche online, vi rimandiamo direttamente al sito di Cascina Bollate.
Via | Casamica

E’ la volta dell’orto. Dopo la linea di mobili outdoors dedicati ad una nuova socialità pubblica, Esterni lancia Agritouring, moduli in legno da assemblare per dare vita a nuovi orti, giardini e isole verdi nelle nostre città.
Molte le funzionalità previste per l’uso di queste “cassette del verde” realizzate in pino multistrato: si passa infatti da contenitori per la semina, alla raccolta dell’acqua, al compostaggio o anche solo al ricovero degli attrezzi. Progettato da Patrick Hubmann, Agrituring sarà in mostra nei giardini della Triennale per tutta l’estate, dal 15 luglio al 5 settembre. Per gli ospiti dell’esposizione, in omaggio un kit per ricreare il proprio orto in terrazzo.
Via | Esterni