Chanel presenta il nuovo orologio J12 Marine e un sito che “immerge” il visitatore nel vero senso della parola con un sito totalmente realizzato in Flash. Dopo un preload fortunatamente rapidissimo ci si ritrova in un ambiente subacqueo con l’oggetto in primo piano e un grazioso menù sulla sinistra che simula un indicatore di profondità.
Le varie sezioni del sito sono, appunto, a diversi metri di profondità e il passaggio da una all’altra avviene con un’animazione ben simulata dal team di Hi-Res, agenzia londinese che non ha bisogno di presentazioni.
L’orologio Chanel J12 e il suo sito Flash interattivo




Continua a leggere: Web design interattivo per Chanel J12 Marine

Per ora questi complementi d’arredo del designer tedesco Samuel Treindl sono solo dei concept, ma non sfigurerebbero affatto nel catalogo di qualche azienda coraggiosa. La linea si chiama “Tickreich” ed è un modo per Treindl di gestire e allo stesso tempo coltivare, le stranezze di cui facciamo esperienza nella vita di tutti i giorni.
Riavvolgiamo un cavo tra mano e gomito. Sincronizziamo gli orologi con qualche minuto di ritardo. Manchiamo il cestino quando gettiamo la carta appallottolata… tutti conosco queste situazioni. Ho analizzato questo tipo di comportamenti e ne ho ricavato una collezione.
Ecco allora “Stecktick”: una lampada minimale con le prese di corrente al posto dei supporti e il cavo da avvolgere allo stelo. “Luftick”, un lampadario che funge da stendino. E ancora “Tacktick”: l’orologio la cui lancetta più lunga copre uno ’spicchio’ di tre minuti. Un lasso di tempo fin troppo lungo per capire quanto queste piccole creazioni di Treindl siano intelligenti. Le trovate dopo il salto (via).
Continua a leggere: "Tickreich": i complementi d'arredo concettuali di Samuel Treindl

Quella di reinventare o tentare di dare una nuova interpretazione agli oggetti per misurare il tempo è una sfida che in molti raccolgono. Il più delle volte complicando la lettura dell’orario, altre volte progettando nuove forme e nuovi spazi per accogliere tutto ciò che scandisce le giornate.
Il designer israeliano Oren Hetzroni ha puntato sull’aspetto più ‘poetico’ e casalingo della misurazione delle ore e dei minuti, inserendo un orologio all’interno di un barattolo di vetro, come quelli che possiamo abitualmente trovare sulle mensole della cucina.
Le lancette sono posizionate in verticale e in numeri sono impressi sulla superficie in vetro del contenitore, che ci permette di osservare il movimento e lo scorrere del tempo come in una curiosa variante di una clessidra. L’unico elemento che cambia è la stoffa che ricopre il tappo. Un modo ideale per conservare i momenti e -insieme- un oggetto molto familiare da tenere in casa. Potete acquistarlo per soli 15 dollari sullo spazio Etsy di Hetzroni. Dopo il salto, una gallery di “clock in a jar”.
Continua a leggere: Oren Hetzroni e il tempo in un barattolo

Ritroviamo lo spirito minimale di Naoto Fukasawa nell’orologio Wrist Watch per Plus Minus Zero, marchio giapponese di cui Fukasawa è direttore creativo.
La particolarità? Il cinturino scorre sotto la cassa dell’orologio ed è quindi facilmente intercambiabile. In anteprima al Salone presso Rossana Orlandi.
Via | At Casa

Ricordate l’orgoglio con cui da piccoli siete riusciti a rispondere per la prima volta alla domanda: “Che ore sono?”. Un rapido sguardo fiero al polso, qualche secondo per la lettura e poi, sicuri a snocciolare numeri e minuti. Con le lancette la questione era complicata: le cifre al quarzo invece furono una benedizione per tutti quelli che faticavano con i calcoli.
Niente in confronto a questo “Maze Of Time” del designer Andy Kurovets: un rompicapo cromatico come non se ne vedevano da tempo. Oltre l’apparente linearità del meccanismo (un colore per ogni dato: ore e minuti, decine e unità), si nasconde -è il caso di dirlo- il delirio organizzato. I numeri, infatti, compaiono contemporaneamente sul display. Bello l’effetto finale, un po’ meno decifrarlo.
All’opposto, la filosofia che caratterizza lo “Zero Watch” del designer e illustratore Robert Dabi. Via numeri, lancette, bottoni, elementi superflui. Due ‘dischi’ per segnare il tempo e una struttura di gomma e acciaio. Vari colori disponibili, design minimale: il grado zero -appunto- dell’orologio. Dopo il salto, un video di presentazione del render.
Continua a leggere: Zero Watch e Maze Of Time: due orologi agli antipodi

Noi bambini degli anni ‘80 eravamo costretti a gesti molto analogici nonostante fossimo vittima della prima, massiccia invasione del digitale da parte dei miniaturizzatori dagli occhi a mandorla. Portavamo gli stessi strepitosi orologi Casio che attualmente fanno tanto hype (li avessi conservati sarei ricco) e giocavamo con le console ad una risoluzione grafica che oggi non hanno neanche i display dei microonde.
Una delle rivoluzioni fu il Walkman. Che fosse un originale Sony o assemblato da improbabili fabbriche nel nulla nella periferia di Osaka, tutti eravamo costretti a sostituire frequentemente le batterie scariche. Per alleviare il dispendio energetico, riavvolgevamo le cassette usando il corpo esagonale delle penne Bic come perno.
Ho ripensato a quell’astuto espediente imbattendomi in questo prototipo di Song Teaho e Hyejin Lee. Infilate il dito, fate roteare per 130 volte e ricaricatevi la batteria del cellulare. Se riuscite ad assumere la giusta espressione nel farlo, probabilmente diventerà anche un accessorio sufficientemente dandy.
Foto | via
L’austriaca Fluid Forms offre la possibilità di creare orologi con design personalizzabili, che per il soggetto scelto possono diventare non solo singolari come aspetto, ma anche unici nel loro genere.
Gli orologi in questione possono infatti essere creati a partire dal disegno delineato dalle strade di una determinata città o dal terreno di un qualunque luogo, tracciati su una mappa, con un concetto basilare che è comune anche alla City Map di Markus Fischer.
E’ la faccia naturale, ma anche artificiale ormai, che la superficie della Terra mostra, a costituire di fatto il design quindi “unico” di questi orologi firmati Fluid Forms.
Via | 2Modern


Look minimalista per l’ultima proposta di Philippe Starck per il marchio Fossil. Non nuovo, infatti, alle collaborazioni con l’azienda, Starck ha appena presentato Palindrome Too, orologio caratterizzato dalla presenza di due quadranti pensati per registrare due fusi orari diversi. Accessorio perfetto per i moderni jet laggers, ma attenzione a non confondersi leggendo l’ora sia da destra a sinistra che da sinistra a destra, come in ogni palindromo che si rispetti. Disponibile in due colori (cinturino nero e grigio) per un prezzo tra i 150 e i 190 €.
Via | Viacomit

Florian Fusco è un giovane creativo berlinese che ha studiato design tessile e delle superfici. Oltre ad aver realizzato una installazione sonora nel 2008 per il Maxim Gorki Theater, ha collaborato a numerosi progetti e workshop.
Perfettamente a suo agio con pattern e illustrazioni, Fusco ha deciso di esprimere la sua passione per la musica realizzando delle sculture di carta che raffigurano alcuni degli strumenti vintage del mondo delle sette note. A metà strada tra packaging elaborati e giocattoli in cartone, i suoi sono oggetti dall’aria amatoriale che però rendono molto interessante la maniera in cui sono stati costruiti.
Registratori e sintetizzatori, ma anche videogiochi, orologi e cassettine come quelle che usavamo per i mixtape, tutti ricreati con cartone da pacchi e cartoncino bianco. L’effetto è divertente e affascinante. Di seguito, una gallery di alcuni dei suoi lavori.
La ricerca sul disegno degli orologi si avventura spesso nei territori dell’illusione ottica, della percezione visiva, giocando a sottrarre e a evocare lo scorrere del tempo, e soprattutto cercando idee originali per sostituire le lancette con meccanismi nuovi.
Simon Lumb, designer inglese di nascita e tedesco d’adozione, ha disegnato Target Clock, un orologio da parete che segna le ore grazie a un meccanismo di cerchi bianchi e neri che si sovrappongono e sostituiscono con i loro margini le lancette, con un effetto finale davvero optical.
Via | Yatzer.com