All Eyes On You from Britzpetermann on Vimeo.
Lo studio tedesco di interaction design Britzpetermann festeggia la fine di ogni anno lavorativo con un progetto creativo autoprodotto. Quest’anno i loro sforzi si sono focalizzati su un’installazione intitolata All Eyes On You creata appositamente per le vetrine del loro stesso studio.
Effettivamente avere delle stanze che si affacciano come un negozio con grandi vetrate sulla strada può far sentire a chi ci lavora dentro “tutti gli occhi su di sé”. Probabilmente da questa considerazione è nata la serie di bulbi oculari che dall’interno della vetrina seguono i movimenti dei passanti.
Per passare dallo status di osservati a quello di osservatori, i tre fondatori dello studio Britzpetermann hanno creato pannelli tondi su cui hanno proiettato occhi sferici, il cui movimento, sensibile al transito dei passanti, è controllato da un’applicazione disegnata con OpenFrameworks e Kinect. L’accensione e lo spegnimento a tempo del proiettore sono stati invece remotati da uno switch programmato con Arduino.
Via | Notcot.org

Esperimento di quelli che fanno riflettere. Zach Gage, designer e media artist newyorkese, è anche uno dei principali sviluppatori di openFrameworks con cui genera applicazioni per iPhone (sono suoi Unify e lo splendido Synthpond).
Temporary.cc è il suo lavoro più recente, destinato a far discutere e a generare una serie di considerazioni sul web design e sulle interfacce, così come sulla temporaneità di ciò che è in rete e le conseguenze dell’interattività. Temporary è un sito che si autodistrugge ad ogni visita.
Vengono eliminate parti di codice che, quindi, causano una specie di ‘collasso’ della pagina. Perdono senso i fogli di stile, le immagini contenute, in un’atmosfera di disfacimento che finisce per creare un nuovo ’senso’ a quello che risulta. Combattendo in qualche modo l’ansia da accesso, Temporary produce l’effetto inverso: più gente raggiungerà la url, più il sito è destinato a ‘morire’. Un’idea semplicissima, ispirata ai lavori di Jonah Bruker-Cohen e alla net art. Dopo il salto, un video che spiega meglio l’operazione.
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