
Prima ci ha suggerito una soluzione catartica ai nostri rancori con “Shoot the Baddies“, le sagome da tirassegno per sparare idealmente (o no) ai cattivi più famosi da Lord Vader a Terminator. Poi con le illustrazioni commissionate per il 2010 Alamo Drafthouse / Levi’s Rolling Roadshow, ha espresso tutta la sua ammirazione per Saul Bass rivisitando i nove film scelti in base alle relative location.
Vi proponiamo ’stavolta un altro coraggioso mix di Olly Moss tra passato e futuro, che unisce le iconiche copertine dei Penguin books ad alcuni dei più famosi videogiochi di sempre. Sono sei i titoli che subiscono il suo ‘trattamento’: da “Metal Gear Solid” a “Half-Life” fino a “Silent Hill”. Lo stile è sempre quello retro (e di nuovo decisamente debitore a Mr. Bass). Il risultato è ancora una volta ironico e graffiante.

Dopo averci regalato la piacevole sensazione di poterci accanire contro i nostri peggiori nemici (almeno contro quelli delle opere di fantasia), Olly Moss torna con delle nuove illustrazioni commissionate per il 2010 Alamo Drafthouse / Levi’s Rolling Roadshow, uno splendido festival che si propone di proiettare nove film in altrettanti luoghi che ne hanno ospitato le location.
Stile essenziale, scelta cromatica impeccabile, l’evidente tributo a un genio del design e dell’animazione (che -va detto- ispira molti dei lavori di questo tipo, forse troppi…) e la giusta dose di ironia nell’approcciare anche pellicole storiche che impongono un timore reverenziale, specialmente viste le locandine originali. Dopo il salto, la gallery con i nove poster. (via)

Ennesimo esempio di come ormai sia quasi diventata una moda per i graphic designer più creativi e originali, quella di cimentarsi con i manifesti dei film di culto. Come nel caso dei poster dell’austriaco Albert Exergian per le serie TV o di quelli dell’inglese Jamie Bolton. Per non parlare di Olly Moss e dell’astrattismo del brasiliano Eduardo Prox.
Oggi vi mostriamo i tributi di altri due designer appassionati di cinema. Uno è Nick Tassone, che si è dedicato alla filmografia tratta dai romanzi del ‘Re dell’Orrore’ Stephen King. Giocati sul bianco e nero, con appena un unico colore in più a caratterizzare l’immagine, i suoi manifesti reinterpretati colgono un singolo dettaglio, spesso ‘costringendoci’ a una specie di indovinello per ricordare da quale momento della pellicola ha preso ispirazione.
L’altro è Ibraheem Youssef, che invece ha illustrato la sua passione per il cinema di Quentin Tarantino in una serie limitata di sette poster in vendita sullo shop del suo sito. Dopo il salto, una gallery con alcuni dei lavori scelti tra i due tributi.
Creare nuove locandine di film di culto, graficamente impeccabili, argutamente minimali, cogliendo un solo elemento visivo che rappresenti tutta l’opera, è una di quelle tendenze che entrano in circolo in modo casuale nella rete. È un lavoro di sottrazione, una sineddoche, volendo accennare a una figura retorica, ovvero una parte per il tutto.
Tempo fa avevamo già scritto delle locandine dedicate alle serie tv di Albert Exergian, ma il graphic designer austriaco non è l’unico ad aver intrapreso questa strada. L’inglese Jamie Bolton si dedica principalmente alla fantascienza: la sua visualizzazione dei tre capitoli della saga di Ritorno al Futuro coglie con acume i complicati salti temporali.
Il suo conterraneo Olly Moss preferisce invece un filo conduttore cromatico e tra simmetrie e giochi ottici disegna sette locandine in rosso e nero. Infine il brasiliano Eduardo Prox sembra essere il più minimalista tra tutti, riducendo Kill Bill, Arancia Meccanica e Guerre Stellari ad un’unica (eppur lampante) forma geometrica.
Via | Minimalissimo.com
Graphic design: locandine minimali per omaggiare film di culto
Se avete iniziato l’hanno con qualche rancore e un numero impressionante di ipotetici candidati sui quali sfogarli, provate a gettare balsamo sul vostro livore con una soluzione catartica come Shoot the Baddies, le sagome da tirassegno realizzate dal giovane Olly Moss.
A beneficio dei più ironici e ‘bisognosi’, l’eclettico designer inglese offre niente di meno che le silhouette di Vader, Terminator, Zombie, Freddie, Invader, Magatron, Gojira, Smith e Goomba, come obiettivi di cattivissimi da prendere di mira per scaricare con l’ironia le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana.
Via | Threadless.com