Una delle nuove frontiere della street-art e in particolare dei graffiti sembra essere quella che prevede l’interazione con la video arte e tutte le nuove tecnologie legate all’immagine digitale. Si evita l’invasione (spesso indesiderata) delle superfici urbane e i conseguenti costi dei materiali ed eventuale, successiva copertura.
Nascono quindi continuamente dei dispositivi che hanno anche il vantaggio di poter essere trasportati ovunque e garantire divertimento durante delle performance ‘a noleggio’. Proprio quello che è accaduto in occasione del party al villaggio degli atleti commissionato dal Vancouver Organizing Committee per le Olimpiadi invernali di quest’anno.
La Tangible Interaction di Alex Beim ha realizzato “Digital Graffiti”, uno strumento che permette di disegnare su grande schermo come se si utilizzasse un qualsiasi software per l’illustrazione. Affidandosi all’esperienza in fatto di workshop di Carson Ting e Denise Cheung della Chairman Ting Industries, ha conquistato il pubblico con una serie di lavori prodotti sul momento per poi essere rapidamente cancellati e sostituiti. Il futuro dell’arte di strada passa anche da qui (?).
Continua a leggere: I "Digital Graffiti" di Tangible Interaction
Del talento di Jon Klassen vi abbiamo già parlato. Illustratore sopraffino e graphic designer: uno di quelli -avete presente, no?- davanti alle cui gallery la mascella raggiunge il piano del tavolo mentre scorrete le immagini. Uno che, tra le altre cose, è dietro a quel capolavoro di animazione che è Coraline. Uno bravino, insomma.
Abbiamo parlato anche delle prossime Olimpiadi invernali di Vancouver: curatissime sotto ogni punto di vista, con un merchandising da far impallidire il Ciao dei nostri poveri mondiali del ‘90 e una serie di iniziative collaterali che attingono sapientemente sia alla tradizione canadese che alle forme di comunicazione contemporanee.
Unite le due cose e otterrete il fascino di questo incredibile trailer animato appunto da Klassen con la supervisione dello StudioAka. Diretto da Marc Craste, proposto in due versioni da 20 e 40′, evoca lo spirito olimpico attraverso la leggenda di un inuit che dovette dare fondo a tutte le sue risorse e le sue abilità per riportare la luce e la pace nel suo mondo vittima del buio e del male. Trattenete il respiro e godetevi le immagini.
Continua a leggere: L'animazione di Jon Klassen per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010

Ancora un lavoro di branding per una competizione sportiva, ’stavolta dallo studio creativo Arcade di Toronto, in occasione delle prossime Olimpiadi invernali che si svolgeranno nel 2010 in Canada. Dopo essersi fatti conoscere lo scorso anno, sempre in ambito sportivo, con una campagna impeccabile per promuovere una linea della Nike, hanno messo a frutto esperienza e creatività nel realizzare una serie di prodotti legati all’abbigliamento.
L’Arcade ha prodotto sciarpe, t-shirt, berretti e felpe, che riprendono colori e declinano il logo valorizzandolo, in modo perfettamente rispondente allo spirito della manifestazione. In più ha curato l’allestimento dello shop e un elegante catalogo che illustra i prodotti dedicati.
Pochissimi elementi e nessuna concessione a certi nuovi trend esagerati che il disegno grafico impone. Il risultato rafforza e al tempo stesso rinnova l’immagine di una competizione antichissima. Di seguito, una gallery dei prodotti.
Arcade Studio per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010







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Dopo una serie di proposte non troppo convincenti e molto legate alla presenza di elementi culturali resi astratti dall’intervento del graphic design, è tempo di innovazione anche per il logo della manifestazione sportiva per eccellenza.
L’occasione sono le Olimpiadi Invernali del 2014 che si terranno a Sochi, in Russia. Gli artefici sono la Interbrand, in collaborazione con lo stesso Consiglio per la Comunicazione di Sochi. Per la prima volta in assoluto, compare nell’icona simbolo di tutte le gare, l’indirizzo web dell’evento. Anzi: proprio lo stesso indirizzo (che contiene ovviamente anche la sigla della nazione) diventa il logo stesso attraverso uno studio accurato sui caratteri.
Cosa dire? Se da una parte l’effetto di immediatezza cercato e proposto è stato ottenuto, così come la possibilità di declinare graficamente un elemento così semplice e di unire l’indispensabile richiamo all’informazione in rete, dall’altra l’uso così smaccato di un font e la sua omogeneità fanno forse perdere un po’ del fascino e dell’appeal di uno dei temi che tradizionalmente ha ispirato tantissimi designer. Cosa ne pensate? Scrivetecelo nei commenti, dopo la gallery tratta dal Flickr ufficiale.
Il logo delle Olimpiadi Invernali 2014






Continua a leggere: Svelato il logo delle Olimpiadi invernali del 2014
John Kelly colpisce ancora. Dopo l’acclamatissimo (e splendido) The Seed, realizzato con la sponsorizzazione della Adobe CS4, ’stavolta è il turno dei Giochi Olimpici.
Brevissimo ed efficace, “Olympic Spirit” è l’ennesimo tripudio di carta e colori: ritagli accostati con la superba maestria di Kelly. Il video è girato interamente in stop-motion, facendo scorrere davanti la fotocamera 338 singoli collage su fogli A4, poi montati con un software per l’editing. La lavorazione è durata quattro settimane e ha visto la collaborazione di Elin Svensson, socio di Kelly.
Commissionato dalla Cole & Weber United per la International Olympic Committee è un lavoro semplice all’apparenza, complesso nella realizzazione, privo di trama, ma perfetto per trasmettere il senso di universalità e lo spirito dei Giochi Olimpici. Il capo della Nexus (una delle migliori case di produzione indipendenti in cui potete imbattervi) ha messo a segno un altro successo. Dopo il salto, il video di “The Seed”.
Continua a leggere: Le Olimpiadi secondo John Kelly: il video di "Olympic Spirit"

Non sono (solo) i loghi che fanno un’olimpiade. Tuttavia, rimane interessante dare uno sguardo all’immagine che le città candidate costruiscono presentandosi a loro avviso nella veste più papabile e accattivante.
In questo caso, tutti i progetti sono caratterizzati dalla scelta di un simbolo mai arbitrario. Il logo di Chicago, progettato dall’agenzia VSA PArtners, è caratterizzato dalla stella a sette punte che distingue l’araldica della città . Per Rio de Janeiro, invece, è un profilo della costa a forma di cuore a ricordare la particolare geografia della metropoli, incastonata tra mare e montagna. Nel caso di Tokyo, invece, è stato utilizzato uno dei simboli tradizionali del Giappone, il musubi (nodo), declinato qui con i colori dei giochi olimpici.
Diverso il caso di Madrid. Il logo, realizzato dal grafico argentino JoaquÃn Malle, che l’ha spuntata tra le 2700 proposte presentate, è una mano aperta colorata con i colori dei giochi. Il payoff, “Hola everyone”.
Via | Bloggokin

Fantastica ricostruzione - rigorosamente con mattoncini LEGO - dello stadio “Bird Nest” di Pechino, sede delle olimpiadi, da parte del “The Hong Kong Lego Users Group”. Sul loro sito molti altri progetti davvero interessanti.
Volendo rappresentare gli atleti e il loro sogno dorato, nel corso di Pitti Uomo, che si svolgerà dal 18 al 21 giugno a Firenze, Carolina Nisivoccia e Riccardo Salvi di Logica Architettura, cureranno l’allestimento dell’area Panorama First presso i Giardini di Villa Vittoria.
Il design rigorosamente Moroso sarà rappresentato dalla seduta circolare Osorom del designer Konstantin Grcic, dalla poltrona Little Albert di Ron Arad e dalle sedute e dai tavoli della collezione Shanghai Tip di Patricia Urquiola.
Gli architetti hanno pensato a dieci supporti la cui forma si rifà al podio, con le immagini fotografiche degli atleti. Nel corso della serata inaugurale, ognuno potrà inserire il proprio desiderio in una “Golden Box” e speriamo che si avveri.
Via| Moroso.it
Continua a leggere: Il sogno dorato degli atleti e il design Moroso a Pitti Uomo
Stupendo questo spot realizzato da Psyop + TBWA/China per Adidas. Non c’è altro da aggiungere, semplicemente stupendo. Si tratta del primo di una serie di quattro spot che avremo modo di apprezzare nei prossimi mesi e che dunque ci accompagneranno fino alla serata di apertura dei giochi olimpici.
Il brief che ci ha affidato l’agenzia (TBWA/Cina, ndr) - dicono Marie Hyon e Marco Spier, registi dello spot - puntava sulla creazione di qualcosa di poetico, di sofisticato, ispirato alle olimpiadi e che abbracciasse l’idea “impossible is nothing” (nulla è impossibile, ndr) per il popolo cinese. Con l’agenzia abbiamo creato quattro spot. Il primo è una specie di inno nazionale “Together”.
Per questo spot abbiamo creato una specie di paesaggio nazionale che supporta i propri atleti. Era importante creare una certa intimità tra i supporters e gli atleti. L’intenzione non era di far apparire i fans come una massa indistinta ma al contrario che potessero sentire di appartenere a qualcosa di grande, di importante..
E penso che ci siano riusciti alla grande.
Per la cronaca, a questo spot hanno lavorato qualcosa come 65 persone tra produzione e post-produzione e sono stati utilizzati diversi applicativi tra i quali Maya, XSI, Massive, After Effects e Flame.

Non si placano le discussioni e le rimostranze verso il nuovo logo di Londra 2012. Da un sondaggio della BBC l’80% degli inglesi lo trova incomprensibile.
Come se non bastasse è stato oggi ritirato dal sito ufficiale il video di presentazione del logo (brutto) e della filosofia del branding (bella) delle Olimpiadi di Londra: provocava attacchi di epilessia nei soggetti predisposti.
Pare che lo studio che ha progettato il logo sia perseguitato.. che ne pensate?
UPDATE: su grande richiesta ecco il video censurato, ancora presente su youtube.. se siete epilettici evitate di guardarlo, non voglio problemi! eheheh
Continua a leggere: Ritirato il video del logo di Londra 2012: provoca l'epilessia.