Brendan Ravenhill è noto per realizzare prodotti molto semplici e senza fronzoli, che estremizzano la funzionalità rivisitando oggetti di uso comune e regalandogli spesso una robustezza ulteriore per farli durare più a lungo nel tempo. Non fa eccezione questa “Dubstin”: una pattumiera per la raccolta dei rifiuti che integra una paletta e una spazzola per la pulizia delle superfici.
La paletta funge anche da coperchio, mentre la spazzola aderisce al lato tramite un magnete. Ravenhill, fervente sostenitore delle aziende locali, ha scelto di effettuare tutta la produzione a Los Angeles. Ha quindi consegnato il suo concept alla Angell and Giroux (una ditta che produce oggetti di metallo dal 1942), mentre le setole della spazzola sono state commissionate alla Gordon Brush (altra azienda della città), che le produce abitualmente per il “Jet Propulsion Laboratory” della NASA. Il prezzo finale è un po’ alto (160 dollari), ma come dice lo stesso designer: “Dubstin non è economica, ma è costruita per durare”.

L’ultimo progetto del designer toscano Eduardo Alessi nasce dal tentativo, ben riuscito, di giustapporre oggetti di uso comune, generalmente usati per scopi spiccatamente diversi, per ottenere un complemento di design che riesca nel suo insieme a far dimenticare l’uso primario degli oggetti utilizzati, nonostante ogni componente sia perfettamente visibile e riconoscibile.
Francesca è un semplice ed affascinante abat-jour ottenuta più precisamente utilizzando un contenitore per ricotta, una rocca tessile, e una gruccia rivestita da lana grezza. Oggetti quindi appartenenti a contesti produttivi diversi assemblati insieme reinterpretano il proprio ciclo di vita mutando di senso e cambiando funzione attraverso la ricostruzione della sagoma “classica” di una abat-jour.
Via | Youngdesigner.it

Michael Johansson è nato nel 1975 a Trollhättan in Svezia. E’ uno scultore nelle cui opere trovano spazio moltissimi riferimenti al mondo del design. A partire dagli splendidi lavori come “Engine Bought Separately” e “Some Assembly Required” che prendono spunto dalle scatole dei modellini per isolare gli oggetti di uso comune e “mostrarne la funzione privandoli della funzionalità”, come lui stesso spiega.
Discorso spinto all’estremo in “TOYS’R'US” (nella foto prima del post): sorta di scultura-installazione in cui una barca, sempre inserita in un kit di assemblaggio, viene lasciata alla deriva nelle acque di un lago, con i remi e il motore ancora da rimuovere per essere utilizzati.
Le opere che forse più catturano l’attenzione, però, sono quelle in cui Johansson costruisce una serie di blocchi, unendo molti oggetti diversi, accatastati tra loro con ordine e gusto per il colore, forzandoli a una convivenza quasi geometrica. Un ‘Tetris’ che mostra l’anonimato dei beni di consumo, combatte contro lo spazio e l’ingombro dell’abbandono, toglie ogni velleità di buon design o funzionalità a tutto. Di seguito, ne potete ammirare alcuni in una gallery.
Non molto tempo fa parlammo di un prodotto di questa artista, designer e performer tedesca chiamata Denise Julia Reytan. La sua passione per l’arte e la creatività la porta a sperimentare su vari fronti, creando sempre un linguaggio complesso, molto vicino a uno stile “barocco” e coloratissimo. Sul suo sito personale abbiamo tre macro sezioni che suddividono il suo ricco e variegato percorso artistico.
Abbiamo la sezione Jewelry, dove possiamo vedere i suoi gioielli, quella chiamata Installation, dove si trova una documentazione fotografica delle sue installazioni in “grande formato”, ed infine Object, un’ulteriore documentazione fotografica di interventi e piccole installazioni fatte con oggetti comuni di vario genere. Occupiamoci della prima sezione che vede la creazione di gioielli.
I materiali che utilizza sono principalmente silicone, gomma, e oggetti di uso quotidiano che vengono totalmente “immersi” e ricoperti di colori shocking e molto vivaci. Tra le collezioni che trovo più interessanti, segnalo Eintr8 Necklaces, Snap-shots e Signs on the Body. Se volete approfondire i numerosi talenti di questa artista, vi consiglio di dare un’occhiata ai suoi spazi su Flickr e su Vimeo.
Via | frizzi frizzi
Kevin Van Aelst è un artista americano nato a Elmira, New york, cresciuto in Pennsylvania e ora residente a New Haven, in Connecticut. La sua predilezione ruota attorno all’utilizzo di materiali poveri, facilmente reperibili che di solito utilizziamo nella vita di tutti i giorni.
Grazie a questi oggetti, l’artista riesce a creare installazioni e illustrazioni “temporanee” insolite e dallo spirito ludico. Tutti i suoi interventi vedono infatti delle composizioni e “intrusioni” molto divertenti, tutte realizzate con oggetti che abbiamo sotto mano ogni giorno.
Tra le più curiose si possono vedere le impronte digitali giganti o la mela-mappamondo. Ecco come, ancora una volta, una mente creativa può dimostrarci che basta davvero poco per fare delle opere belle e interessanti.
Via | think big chief