
Jamie Hayon firma una magnifica collezione di oggetti di design concepiti come un bestiario sorprendente per il prestigioso brand Baccarat che avevamo già visto in anteprima a Parigi.
Il designer spagnolo, dal tocco creativo e visionario, ha progettato questi piccoli scrigni di cristallo dall’aria giocosa ma che esaltano lo splendore del cristallo e la finissima porcellana cromata dando vita ad un trittico di animaletti giocosi e ironici.
Una scimmia, un’anatra e un cucciolo d’orso: le creature della collezione denominata Baccarat ZOO reinventano i codici e le dimensioni del cristallo della celebre Cristallerie.
Inoltre, il puro materiale, tipico di Baccarat, viene mescolato ad altri fini materiali come la porcellana cromata, opaca e lucida in un divertente gioco tra interno ed esterno.
Così, la simpatica scimmietta è proposta in cristallo trasparente con la base in porcellana bianca rivestita da una foglia oro all’interno; l’anatra è decorata con diverse textures: quadrifogli incisi sulla parte in cristallo disponibile nella versione clair e nella versione verde menta, una trama di piume sulla base di porcellana bianca, disponibile nella versione cromata oro o nella versione cromata verde menta all’interno.
Infine, il cucciolo d’orso è proposto nella versione in cristallo chiaro e in cristallo di colore ambrato, la parte superiore è incisa a coste piatte e quella in porcellana, in versione bianca con cromatura all’interno oro e in versione color caramello con cromatura all’interno tono su tono, a nido d’ape.

I Puffi sono tornati, sia al cinema (qui su Cineblog) che nella vita di tutti i giorni.
Nati nel 1958 dalla fantasia dell’illustratore Peyo, i piccoli omini blu sono diventati oggetti da collezione cult, tanto che i pezzi più vecchi hanno raggiunto quotazioni impensabili.
Se siete dei fan dei Puffi non perdetevi allora le riproduzioni autorizzate in total white che sono in vendita in esclusiva presso Spazio Pontaccio a Milano.

Mid-Century Modernist è il blog gestito da Stephen Coles e Chris Hamamoto specializzato in oggetti dal design definito, appunto, mid-century modern. Da qualche giorno ha subito un notevole restyling che ha interessato soprattutto l’offerta dei contenuti che va oltre la pubblicazione dei post.
Il coloratissimo menu orizzontale posto in cima alle pagine introduce alle varie sezioni e in seguito a ogni click si apre un livello a scomparsa con ulteriori informazioni su cosa si visita in quel momento. Anche il brand vero e proprio ha visto un restyling dato che si è deciso di usare il bellissimo font Neutraface Slab.
Continua a leggere: Il restyling del blog Mid-Century Modernist

Quella di reinterpretare gli oggetti più comuni è una sfida difficile per un designer. Forse la più difficile. Se qualcosa funziona (e funziona da anni -secoli, in certi casi) perché cambiarla? Senza poi contare l’impatto estetico e funzionale che può avere l’utilizzatore finale.
Spencer Nugent è un designer per gli A*S*T*R*O Studios di San Francisco e gestisce il portale (e la relativa community) idsketching nel quale posta tutorial utili e interessanti per chi si occupa di design industriale. Nugent ha raccolto la sfida cercando di dare la sua interpretazione delle forbici.
La considerazione da cui è partito è l’inutilità della lama inferiore che si muove su e giù mentre cerchiamo di tagliare del materiale che è poggiato sul piano di lavoro. Il suo concept prevede infatti che la lama rimanga ferma e che in un unico ‘anello’, le dita possano esercitare di volta in volta la pressione necessaria al taglio effettuata dalla lama superiore. Funzionerà?

Due proposte per ascoltare la musica dal vostro lettore mp3 senza utilizzare gli auricolari. Due oggetti piccoli e facili da trasportare, dal design accurato e divertente. Il primo viene dalla Yuen’to ed prende ispirazione dai palloncini. A guardarlo meglio, in realtà, sembra più che altro un grosso auricolare con tanto di spugna. E’ disponibile in vari colori e può essere collegato via USB per la ricarica che garantisce quattro ore di autonomia. Costa circa 45$.
Il secondo invece prende ispirazione dalla natura e come dice il nome stesso (”Wooden Acorn”) altro non è che la riproduzione in legno di una ghianda. Contiene anche una radio FM e dopo la ricarica, può rimanere in funzione per cinque ore. Dieci, se lo si utilizza come sintonizzatore. Lo ha realizzato la Motz con legno di albicocco ed è in vendita via Pyramid Distribution


Sempre sia lodata la pazienza dei collezionisti che scansionano il materiale gelosamente custodito. Applausi e riconoscenza a quelli che poi decidono di metterlo anche a disposizione online.
I nostri più sinceri ringraziamenti vanno oggi a Peter Surrena di Philadelphia, colui che gestisce Weetstraw: un sito che raduna alcune delle migliori immagini provenienti dalle pubblicazioni del passato riguardanti il design. Si passa dall’arredamento di interni ai volumi che trattano il merchandising, fino a libri e riviste come quelli che vi presentiamo oggi.
Sull’ “Industrial Design Magazine” e su “Industrial Design in America” tra gli anni ‘50 e ‘70 vennero pubblicati articoli e saggi su alcuni dei prodotti più innovativi (per l’epoca) in circolazione. Grazie al lavoro di Weetstraw, possiamo farcene un’idea scorrendo le immagini e scoprendo oggetti il cui design ha influenzato notevolmente anche molto di quanto ci circonda oggi. Dopo il salto, una gallery.
Continua a leggere: Le raccolte dell'Industrial Design Magazine dagli anni '50 ai '70

Chi l’ha detto che le idee debbano necessariamente riguardare solo oggetti di grandi dimensioni o progetti su vasta scala? Vi presentiamo due piccole e divertenti innovazioni in formato ‘mini’. Una è della giovane designer norvegese specializzata in packaging, Maria Tovslid che ha deciso di enfatizzare con una nuova forma l’idea e l’esperienza della condivisione anche attraverso il cibo.
“Share The Sweet” sono tre dolci (un cioccolatino, un lecca-lecca e una barretta di liquirizia), pronti da mangiare con qualcun altro. Cambia la forma del contenuto e l’involucro stesso si adatta suggerendo come poter dividere la golosità. “Plastic Eraser Mirikeshi” invece è una versatile gomma da cancellare, realizzata da Kokuyo, custodita all’interno di un tubo.
Ruotandone l’estremità, è possibile decidere lo spessore della superficie da utilizzare per cancellare anche gli errori più piccoli senza intaccare il resto. Ok, non saranno due concept rivoluzionari, ma ci ricordano che anche il focalizzarsi sul dettaglio quotidiano fa parte dell’esperienza che il design può regalarci.


Brillanti e ironici i prodotti di questi giovani designer che rispondono al nome di Venticuatrodientes: tanti -24- infatti, sono i denti visibili nel più ampio sorriso che riesce a fare una persona. Oggetti a metà strada tra l’utile e il gadget, tutti realizzati con un feroce spirito dissacrante.
Cuscini su cui è possibile scrivere come fossero un post-it per poi lasciarli sul letto e ricordarsi degli appunti presi. Cuscini con un semplice aggettivo possessivo (tuo-mio). Cuscini con delle corde in seta da utilizzare per ‘giocare’ col partner.
E ancora calze autoreggenti con una serie di ‘livelli’ che indicano il mood della donna che le indossa, spazzolini colorati con i manici intercambiabili contenuti in una scatola come quella dei pastelli, adesivi da parete per chi odia gli adesivi da parete. Trovate una gallery dei loro prodotti dopo il salto.
Continua a leggere: "Venticuatrodientes": dai cuscini post-it a quelli bondage

Ogni tanto c’è bisogno di reinventare anche i piccoli oggetti per restituirgli interesse, oltre al loro -necessario- utilizzo funzionale. Nel campo degli accessori da ufficio, poche cose sono piccole e allo stesso tempo utilissime come le graffette.
Ci ha pensato la giapponese Midori (che aveva già realizzato una serie natalizia) con questa serie di attaches a forma di animali. Ce n’è per tutti i gusti, ogni scatola costa poco più di sei dollari e potete acquistarle seguendo questo link.
Non saranno l’oggetto di design del secolo (anche se l’originale, ricavato semplicemente dalla curvatura di un pezzo di filo di ferro è puro genio), ma mettono allegria e sono un intelligente innovazione su un concept di base apparentemente immutabile.

Praticamente una sfida. Poi -certo- anche un’esibizione e un lavoro di design e di arredamento. Prima di ogni cosa però, questo “24 hour chairs” è una sfida. Al tempo, alla creatività e alla materia in questione: il legno. Un tour de force autoimposto che ha dato notevoli risultati.
Andy Hall è un designer di Chicago che ha fondato Hall Manufacturing la sua piccola ditta con cui propone oggetti di arredo e mobili, tutti molto particolari e con un approccio ai materiali sempre assolutamente personale.
Il 22 gennaio di quest’anno, Hall si è lanciato in un’impresa: progettare e costruire una sedia ogni ora trascorsa nello spazio che ha poi ospitato l’esibizione “Pop-Up Art Loop” di Chicago. Quattro sedie al giorno, per sei giorni. Ogni ora un progetto veniva disegnato e poi completato realizzando un prototipo. Praticamente una giornata di lavoro distribuita in meno di una settimana.
Continua a leggere: "24 hour chairs" di Andy Hall: quattro sedie al giorno, per sei giorni