La Coalizione Italiana contro la Povertà (GCAP), in occasione del G8 che si è tenuto la scorsa settimana a L’Aquila, ha lanciato una campagna stampa per chiedere al Governo italiano e agli otto paesi più ricchi del mondo, un maggiore e più responsabile impegno nella lotta globale alla povertà.
La campagna porta il titolo Press the 8, e l’azione di fare pressione sui governi, perché si occupino di questioni che riguardano la sopravvivenza di milioni di persone, è stata traslata visivamente in maniera letterale, ovvero con una “pressa”, costituita dal logo dell’iniziativa, che schiaccia materialmente la testa degli otto leader.
L’agenzia incaricata di ideare la campagna è stata la milanese Grey: il direttore creativo è Francesco Emiliani, Letizia Bozzolini e Francesca Andriani rispettivamente art director e copywriter, mentre le illustrazioni sono state realizzate dal famoso illustratore Paolo Rui.
Via | Ibelieveinadv.com

Guai legali in vista per Shepard Fairey, l’artista di Los Angeles che ha raggiunto la notorietà per la celebre illustrazione del neoeletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. L’Associated Press, infatti, ha rivendicato la proprietà dell’immagine originaria da cui il poster era stato rielaborato, accusando Fairey di plagio, mentre quest’ultimo si è appellato al legittimo diritto del “fair use”.
Nel frattempo, si moltiplicano le iniziative pubblitarie che riutilizzano l’effetto stencil sposato ai claim Change, Hope, e Progress. Ne hanno già approfittato Ikea e South Western, mentre la marca di gelati Ben&Jerry’s si è levata al grido di “Yes, pecan“. Preoccupando gli avvocati della Casa Bianca, che stanno cercando di contenere queste derive pubblicitarie.
Via | Techcrunch

Il redesign di un sito web è un’arma a doppio taglio, può portare prestigio o affondare se le scelte stilistiche non rispecchiano il volere degli utenti. Può scaturire entusiasmo nei visitatori abituali ma anche malcontento riguardo le novità dell’interfaccia che portano a un “cambio delle abitudini”, anche se in quest’ultimo caso svanisce man mano che si prende confidenza.
Il blog della web agency Function ci propone un interessante elenco di redesign di loghi e siti web, tra questi ultimi spicca il lavoro effettuato dal team del candidato alla presidenza USA Barack Obama. In un anno il sito ufficiale ha subito un rinnovamento che ha giovato moltissimo all’esperienza utente, svecchiandolo nell’insieme e osando alcune scelte atipiche per un sito web di un politico, tipologia che ci ha abituato a look molto rigidi, talvolta banali.
Continua a leggere: Web re-design di successo: il sito di Barack Obama

Arte, illustrazione e design sono combinate armoniosamente in questo particolare paio di scarpe. Le sue suole infatti, hanno inciso il volto del candidato alle elezioni americane Barack Obama.
L’artista Jimm Lasser ha esposto queste sneakers in una mostra appena inaugurata a New York, intitolata “Obama Force One”.
Sulla suola sinistra, oltre all’immagine del leader c’è il messaggio “A Black Man Runs And A Nation Is Behind Him”, mentre sulla destra si trova un’altra immagine iconica di Obama.
Via | boodas

Ho appena scoperto le Obama Kicks e ve le segnalo subito: fanno proprio venire la voglia di andare in giro con i piedi che gridano Yes We Can! Nonostante i colori siano quelli superistituzionali degli U.S.A., lo stile si fa amare per i dettagli e per la freschezza, ed è sicuramente un bell’esempio di campagna di comunicazione non convenzionale.
Se siano davvero in commercio o no non lo so (in rete non trovo molto sull’argomento), ma comunque sia l’idea mi piace molto.
Peccato che in Italia non possiamo nutrire le stesse aspettative cool verso un paio di scarpe ispirate alla politica, già mi immagino un paio di sneakers con il volto di Fassino o LaRussa…no, lasciamo perdere!

La battaglia presidenziale in USA stavolta passa proprio dal web, e grande attenzione viene posta sui social networks. Mentre il sito di Hillary propone collegamenti verso Myspace, Facebook, Youtube, Flickr, Eons, Barack Obama rilancia aggiungendo alla lista anche Digg, Twitter, Linkedin e altre per un totale di 16 community social.
Mitiche anche le “suonerie Obama” dove sottofondi hip hop e house accompagnano i discorsi del candidato, e sempre aggiornata anche la Barack Tv.
Aggiornatissimi, ma non è neanche il caso di dirlo, anche i blog dei due contendenti al trono. Date un’occhiata ai due siti e scrivete chi secondo voi ha una migliore presenza sul web, il mio voto virtuale va ad Obama.

Solo pochi minuti fa Domenico Catapano vi ha mostrato il poster che Obey ha realizzato per Obama, e ora mi imbatto nelle t-shirts che One Horse Shy ha dedicato a Hillary Clinton (t-shirt 1) (t-shirt 2).
Negli States chiunque diventa artefice di piccole e grandi campagne elettorali, per noi risulta comprensibilmente meno facile realizzare opere d’arte su Mastella, Calderoli, La Russa. A parte questa piccola parentesi politica, date un’occhiata alle magliette di One Horse Shy (prezzo medio sui 22 dollari) che offre set simpatici come il western, il cool e appunto il political.
Il motivo principale per l’acquisto non sono tanto le grafiche quanto gli slogan spesso divertenti e trendy.