Chi l’ha detto che le installazioni devono per forza essere seriosi studi che lasciano il pubblico interdetto o, nel migliore dei casi, assorto in profonde riflessioni sul rapporto uomo-macchina-territorio? Non vogliamo certo screditare lavori più ragionati e legati a premesse che molto spesso producono un’esperienza importante nello spettatore (ci mancherebbe!).
Eppure sarà che oggi è venerdì e la settimana volge al termine, sarà che il brano che fa da colonna sonora a questo video (”Under My Skin” di Gin Wigmore) è uno di quei pezzi soul che conquistano, sarà che ogni tanto è bello vedere facce sorridenti grazie all’arte e al design, vogliamo proporvi “Night Lights”, l’installazione del collettivo YesYesNo.
Lo studio, con sede a Londra, New York e Amsterdam ha realizzato questo spettacolo di luci e ombre proiettando il tutto sull’ Auckland Ferry Building: il palazzo da cui partono i traghetti nella città della Nuova Zelanda. Tre le diverse tipologie di interazione. Una tramite il movimento del corpo sui due palchi, una muovendo la mano sul tavolo luminoso e l’ultima tracciando le onde dei cellulari in movimento.
Continua a leggere: Night Lights: l'installazione che diverte
Ecco come una seria compagnia aerea come la Air New Zealand può strapparci un sorriso e darci anche delle utili istruzioni per la prevenzione in caso di incidenti sull’aereo attraverso un video promozionale.
Ad un primo sguardo sembra tutto normale, ma i vari stewart, hostess e capitani di volo hanno qualcosa di strano addosso…Buona visione!
Via | 71°
L’agenzia neozelandese Colenso BBDO ha ideato questo cartellone da installare accanto a un’autostrada di Papakura, Auckland. Il tema è quello della prevenzione degli incidenti stradali, mostrando con efficacia e anche con estrema freddezza quello che potrebbe accadere a un guidatore distratto.
In pratica questo cartellone mostra il volto in primissimo piano di un bambino, ogni volta che piove il suo volto si cosparge di un liquido rosso che gli cola letteralmente addosso, alludendo allo scorrere del sangue.
Nel video che vi proponiamo potete vedere un piccolo documentario sul luogo in cui è stato messo il cartellone e il suo funzionamento in caso di pioggia.
Via | noquedanblogs

Resn è un design studio famoso in tutto il mondo per la proprio modo di progettare interfacce e animazioni in Flash che rendono il sito web del proprio cliente davvero unico. Come spesso succede, la loro creatività ed estrosità si amplifica nel proprio sito/showcase lanciato da pochi giorni e già premiato e ammirato.
La grafica è onirica e avvolge il visitatore con animazioni a tutto schermo che si attivano al rollover del mouse sulle voci dei menu. Dalla supernova iniziale si passa a vari ambienti carichi di nonsense che farebbero forse storcere un po’ il naso ai puristi del minimalism, se non fosse che il tutto è studiato nei minimi dettagli.
Continua a leggere: Resn lancia la nuova versione Flash del proprio sito

Crescendo molti smettono di credere a Babbo Natale, negli avvistamenti ufo, al mostro di Lochness e a tutta una serie d’esseri mitologici intrappolati tra la fantasia e la leggenda. Comunque, nella misura in cui l’immaginario comune scettico e disilluso ne subisce ancora il fascino, una serie di individui particolarmente spiritosi e creativi continua a far vivere il mito attraverso ogni genere di trovata.
E’ il caso dell’illustratore taiwanese maturato in Nuova Zelanda Paul Shih, che ha lanciato la sua personale caccia al Big-foot, invitando chiunque a scaricare il suo buffo personaggio Big-Foot Paper Dol, assemblarlo e ritrarlo in una foto da spedire di nuovo al designer. Un progetto simpatico con un seguito di avvistamenti, che se non palesa l’esistenza del Big-foot, quanto meno testimonia le vivaci potenzialità di certe iniziative di design.
Via | Frizzifrizzi.it

Dopo aver partecipato con Spain Playtime, fresh air in Spanish Design al Tokyo Design Week ed alla Settimana del Mobile 2008, il Brand spagnolo Nanimarquina, specializzato nella produzione di tessuti e tappeti dallo stile moderno e ricercato, presenti non a caso nello store del MOMA di New York, ha presentato proprio al ICFF 2008 di New York la sua ultima collezione, rinnovata nelle forme e nelle trame che caratterizzano il design e la filosofia dell’azienda.
I nuovi tappeti, realizzati con lana della Nuova Zelanda trapuntata a mano, nascono dal desiderio di arricchire l’arredamento di elementi emotivamente coinvolgenti. Rangoli di Nani Marquina prende nome ed ispirazione dai classici mosaici indù, per manifestare tutta la sua vitale ed esotica esuberanza nelle forme circolari decorate da motivi concentrici.
Il tappeto è concepito in due varianti di colore e nelle tre diverse dimensioni di 250cm, 200cm e 125cm. Altra novità è rappresentata dal labirinto di fantasie simboliche di Despertar di Javier Mariscal, ideali per addolcire il passaggio dal mondo dei sogni alla cruda realtà, che ci assale appena mettiamo i piedi per terra. Il tappeto 80×180 è disponibile in tre diverse tonalità, avorio, blu e marrone, per armonizzarsi con stile al resto del design.

Le orme lasciate da un leprotto sulla neve hanno ispirato il design di Silence, il tappeto della serie chiamata Stories che Eivind Halseth, Oskar, Tore Vinje Brustad e Andreas, designer norvegesi di Permafrost Designstudio di Oslo porteranno a 100% Design di Londra dal 18 al 21 settembre.
Le storie di Permafrost sono suggerite ed evocate dalle tracce trasversali lasciate da John Deere sul tappeto erboso di Grass, quello fangoso di Mud, o dalle piccole impronte lasciate nella neve dal passaggio di una lepre saltellante. Piste di lana della Nuova Zelanda, che si fanno strada nella nostra immaginazione coinvolgendoci emotivamente.
Via|Missoulian

Ok la Nuova Zelanda non è propriamente dietro l’angolo, ma è lì che si svolgerà Webstock 08, una cinque giorni massiccia sul mondo del web.
A dire il vero ho voluto citare di proposito l’iniziativa per un titolo che ritengo di merito: per abbattere il dislivello economico tra i partecipanti l’organizzazione ha deciso di offrire accesso gratuito a tutti gli studenti, le persone disabili, i membri di associazioni no profit o esponenti di gruppi che non sono abbastanza rappresentati nel web. E si scusano perfino di non poter pagare il viaggio o l’albergo, questo esempio sarebbe proprio bello che qualcuno da noi lo raccogliesse!
Se però avete intenzione di andarvi a prendere un caffè in New Zealand e tornare (11-15 febbraio 2008) , sappiate che si promettono 9 workshop pratici, 19 “kick ass speakers”, e una tonnellata di tavoli su web design, sviluppo, user experience, web standards, community innovation e altro.
(Via Stylegala)