Disegnare le pareti con i pennarelli, contrariamente a quanto vi dicevano da bambini, è cool, è hip, fa tendenza. La fotografa e illustratrice newyorkese Kate Neckel, presenza stabile sulla scena boho-chic della Grande Mela, lo fa spesso.
Nelle ultime settimane lo ha fatto in una delle stanze dell’Ace Hotel, l’albergo arredato dallo studio Roman & Williams e definito dal New York Times come “il più originale nuovo hotel del paese”. La stanza 1208 per la precisione, è stata completamente ricoperta di disegni fatti con un pennarello nero: personale, clienti e amici dell’illustratrice, ognuno con la propria storia e le proprie preferenze, immortalati a beneficio dei viaggiatori che verranno.
Via | Poppytalk
Spettacolare video che unisce architettura e stop-motion ad opera di Rob Carter. Abile a distorcere la realtà con manipolazioni che mettono in contrasto e contraddizione modelli apparentemente distanti, Carter si è concentrato ’stavolta su gli elementi del Gotico e del Modernismo.
Il risultato è un video di oltre sette minuti in cui, montando in successione una serie di foto e interagendo con più dettagli di immagini diverse, forza le due fogge architettoniche a convivere e suggerire possibili (anche se talvolta azzardati) punti di contatto.
E’ così che la Cathedral Church of Saint John the Divine di New York, già famosa per essere stata più volte sottoposta a numerosi cambi di stile (dal Bizantino-Romanico al Gotico, appunto), viene integrata con il monastero “La Tourette” ideato da Le Corbusier e terminato nel 1960. Il risultato è una cattedrale immaginaria che, nelle intenzioni di Carter, propone anche una nuova forma di religiosità.

Christophe Niemann è un illustratore sui generis: a partire dalle copertine per le riviste più prestigiose (bellissime quelle realizzate per il “New Yorker”) fino ai libri per bambini, il suo lavoro è da sempre pervaso da un’ironia e una volontà feroce di dissacrare ogni cosa. Poco importa se il mezzo sono le matite, dei mattoncini Lego o -come in questo caso- una delle applicazioni più note di Google.
Con il giusto equilibrio tra infographic, illustrazione e graphic design, Niemann ha ‘piegato’ alla sua volontà Google Maps. Realizzando una serie di tavole che, attraverso l’alterazione di percorsi, nomi di strade e indicazioni, raccontano i luoghi in modo molto più vivido (e divertente) di quanto non possa fare la versione originale.
Certo, con queste cartine difficilmente arriverete a destinazione, ma sicuramente riuscirete a farlo con uno sguardo diverso. Trovate una gallery di alcune delle mappe dopo il salto.
Continua a leggere: Christophe Niemann: come ti manipolo Google Maps
Sbalorditivo lavoro di Patrick Jean in collaborazione con i francesi di One More Production che immagina un’invasione aliena a colpi di retrogaming.
Effetti visivi e un montaggio accuratissimo riescono a rendere il tutto talmente credibile da risultare quasi inquietante. New York assalita dai cattivi di Space Invaders, sbucati fuori da un vecchio televisore. Le stazioni della metropolitana inghiottite come pillole di Pac Man.
Palazzi che perdono piani ogni volta che i giganteschi blocchi di Tetris completano una linea, ma soprattutto l’effetto pixel -appunto- che accompagna ogni oggetto reale che viene distrutto. Divertitevi a scovare tutti i videogame citati. E non perdetevi assolutamente i titoli di coda.

Non sarà certo il rinnovamento che fedeli -e non- attendono, ma quello che gli architetti dello studio BRB (Butler Rogers Baskett) hanno realizzato, può essere comunque considerato un primo passo affascinante per tutti quelli convinti che la forma sia il primo dei contenuti.
Commissionata dalla Trinity School di New York, la “Johnson Chapel” reinterpretata dal trio BRB, si è anche accaparrata l’AIA New York 2010 Design Award e, guardandola, non è difficile capire il perché. Mix calibrato e funzionale di tradizione e linee minimali che giocano in sottrazione.
Una parete in legno che integra porte e sedute, un’apertura nel soffitto che la luce attraversa con diverse inclinazioni in diversi momenti della giornata, arredi essenziali e, su un lato, un greto di pietre su cui scorre l’acqua che arriva da una fontanella impiantata all’interno di una roccia. Che crediate o meno nel potere della preghiera, il luogo rimane davvero suggestivo. Dopo il salto, la gallery (via).
Continua a leggere: BRB: la "Johnson Chapel" della Trinity School di New York
Dopo aver provato ad insegnarci il cinese attraverso la grafica e dopo aver rappresentato fatti di vita vissuta attraverso l’infographics, il graphic designer e columnist del NY Times Christoph Niemann ricentra il colpo con un nuovo volume dal titolo I Lego NY, un racconto visivo sulla Grande Mela realizzato attraverso i celebri mattoncini.
La legomania sembra veramente impazzare, e non sono stati pochi nel nostro blog i post dedicati al ritorno di questo straordinario gioco. Ma si può fare e dire veramente tutto con il Lego? Con molta ironia e spirito da vero newyorkese (d’adozione, peraltro), Niemann sembrerebbe suggerirci di sì. Sempre a patto di capirne i codici autoctoni, che a noi italici (per quanto innamorati della metropoli americana) potrebbero pur sempre sfuggire.
Via | Swiss Miss

Casa Lever è una struttura nata nei primi anni ‘50 per ospitare gli uffici della Lever Brothers: un’azienda inglese che produceva saponi. Oltre mezzo secolo dopo, in seguito a un periodo di chiusura è stata riportata in vita dal genio di Marc Newson, l’arcinoto designer australiano, che ha lavorato accanto a quella che ora è la sede della “Lever House Art Collection”.
Il risultato è uno dei più prestigiosi ristoranti di New York: cucina italiana (milanese, nello specifico) e un ambiente che è praticamente l’essenza dello stile retro. Osservando le foto sembra di essere sul set di Mad Men: parati, mobili e dettagli completamente recuperati e imitati dagli anni gloriosi in cui il locale è nato.
Gli arredi sono opera dell’interior decorator americano William Georgis. Il concept è dei fondatori Gherardo Guarducci e Dimitri Pauli, proprietari della catena statunitense dei ristoranti “Sant Ambroeus”. I quadri che vedete alle pareti sono invece di ‘un certo’ Andy Warhol. Sono diciannove, per l’esattezza. Originali. Dopo il salto, l’immancabile gallery (via).

Quelli di Mother, l’agenzia newyorkese che ha realizzato la nuova campagna per New Balance, storico marchio sportivo, si presenta così: “We do all kinds of stuff here: Advertising, Puppetry, Film, Experience, Strategy, Photography, Books, Sausage-making, Design and Rock n’ Roll”. L’attitudine che potete riscontrare in 365: your daily dose of Balance è perfettamente riassunta.
365 mini filmati, uno per ogni giorno dell’anno, ciascuno per ‘raccontare’ una diversa forma di ‘equilibrio’ (balance, appunto) abbinata a un modello di uno dei modelli di sneakers più famose al mondo. Niente soluzione di continuità, nessun tipo di pubblicità in senso stretto.
Tante idee, invece, spesso surreali, che giocano con il termine in questione, con oggetti costruiti ad hoc, sintetizzate in piccoli spot dalla creatività e dagli effetti fulminanti. Impossibile sceglierne uno. Guardateveli tutti e condivideteli con gli amici.

Let’s jump. MVRDV ha appena inaugurato una istallazione al Guggenheim di New York per il ciclo “Contemplating the Void“, manifestazione nata per celebrare i 50 anni della celebre architettura di Frank Llyod Wright.
L’intervento destruttura l’organizzazione dello spazio museale e, soprattutto, la consueta aura sacra che impone ai visitatori comportamenti composti e rispettosi.
Il colpo di scena? Una superficie elastica appesa al livello del secondo piano, pensata come area ludica dove tutti si possono lanciare in spericolati salti acrobatici. Alle pareti delle rampe, una lunga sequenza casuale di immagini tra l’arte e l’architettura.
Via | Designboom

Già responsabili del nuovo spazio del New Museum Of Contemporary Art di New York (quello con la gigantesca scritta arcobaleno “Hell Yes!” sulla facciata), Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, gli architetti giapponesi dello studio SANAA mettono a segno un altro capolavoro di urbanistica e design con il Rolex Learning Center.
Meno di una settimana all’inaugurazione di questa spettacolare struttura situata nel campus dell’EPFL: l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna. Un progetto ambiziosissimo che ospiterà laboratori per l’insegnamento e una libreria con 500.000 volumi aperta a studenti e visitatori.
Votato alle scienze e all’abbattimento dei confini tra le discipline, l’EPFL richiama nella progettazione lo spirito che lo anima. Una struttura innovativa, coperta da un tetto curvo che nasconde gradinate, pendenze e patii, con poche, enormi aperture circolari e lunghi corridoi di vetrate. Seguendo questo link, un filmato che vi mostra tutte le caratteristiche. Dopo il salto, la nostra gallery.